Laici nella Chiesa: accoglienza, non potere
di Maria Teresa Pontara Pederiva | 26 febbraio 2011
Possiamo discutere su tutto, ma è l'idea di Chiesa-comunità «evangelica» che facciamo ancora tutti molta fatica ad assimilare davvero

Raccolgo volentieri l'invito di Guido Mocellin alla discussione circa la proposta dei gesuiti di America su alcuni cambiamenti nella gestione del governo della Chiesa per allargare il discorso.

Lo sappiamo tutti che il problema sta in quella realizzazione del Concilio che non c'è mai stata, di quelle tante porte e finestre aperte che sono state via via ben richiuse, ma al di là di tutto, c'è un salto che, come laici, siamo chiamati a compiere, e non l'abbiamo ancora fatto. Tralasciando quanti di noi, sono più clericali di certi preti (e in ogni parrocchia il numero sembra in aumento), per tanti si è trattato o si tratta di competere per fette - o fettine - di potere. Come il discutere se deve essere il parroco a presiedere il Consiglio pastorale, e il parroco di turno a rimarcare il suo esclusivo potere consultivo ...

Ciò che sta emergendo a voce chiara in queste settimane non solo da oltreoceano, ma anche dalla nostra vecchia Europa - vedi il documento dei 143 teologi tedeschi, saliti ben presto a 224 -  è invece una più ampia concezione di Chiesa più in linea con le indicazioni del Vangelo. Gesù ci ha chiamato "amici": siamo "collaboratori" per la venuta del Regno, anzi per realizzarlo qui, ora. Lo stile sinodale, la corresponsabilità dovrebbero essere la prassi in una Chiesa che è "comunità" di credenti.

La Chiesa è qualcosa di più di un "club per soli uomini" scrivono i gesuiti. La Chiesa non è fine a se stessa, ma ha la missione di annunciare a tutti gli uomini il Dio di Gesù Cristo che libera e ama, a patto di essere luogo e testimone credibile dell'annuncio di libertà del Vangelo. E se il suo parlare e il suo agire, le sue regole e le sue strutture - tutto il suo rapporto con gli uomini all'interno e all'esterno di essa - si associano all'assoluto rispetto di ogni persona umana, attenzione alla libertà di coscienza, impegno per il diritto e la giustizia, solidarietà con i poveri e gli oppressi, scrivono i teologi tedeschi.

I segnali ci sono e sono tanti, e non solo da adesso. Ben prima dell'esplosione del problema pedofilia, il cardinale Lehman allora presidente della Conferenza episcopale tedesca denunciava una Chiesa troppo ripiegata su se stessa, preoccupata delle sue strutture, quasi ostacolo al compimento della sua missione. Ma lo stesso termine "evangelizzazione" non è esente da interpretazioni, ci ricorda Kurt Koch, ora a capo del dicastero per l'Unità dei cristiani: se la si intende come una sorta di restaurazione di un sacro romano impero, o di riconquista di posizioni di potere, siamo di nuovo lontani dallo spirito del Vangelo.

Come dire: possiamo discutere su tutto, ma è l'idea di Chiesa-comunità "evangelica" che, come laici, facciamo ancora fatica ad assimilare. Solo se ne saremo convinti, saremo anche convincenti e allora saranno naturali e scontati una gestione partecipata e un decentramento in tutti i campi dell'agire della Chiesa. Perché siano, come scrive America, laici di ogni età e continente, sposati e non, a discutere di incarnazione del Vangelo nella storia. E non "sopra", o "al posto di", ma "insieme" a preti e religiosi perché è la varietà dei carismi che fa ricca la comunità di Cristo. E se ne siamo convinti ... siamo già a metà strada. E se in quel club per soli uomini, l'accoglienza, anche paterna che non guasta, basta che non sia paternalistica, di tanti - più di quanti immaginiamo - fosse ancora tutta da scoprire?

 

 

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Maria Teresa Pontara Pederiva

Maria Teresa Pontara Pederiva, trentina (1956), sposata con Francesco, ha tre figli. Laureata in scienze naturali a indirizzo ambientale a Padova (1978) e diplomata in scienze religiose all’FBK di Trento (1990), ha insegnato scienze naturali per 39 anni nella scuola provinciale trentina. Nella Chiesa di Trento lavora, insieme a Francesco, nella pastorale famiglia e cultura-università, oltre che nella propria parrocchia.

Giornalista freelance dal 1984, si è occupata di famiglia, giovani, scuola, attualità ecclesiale e pastorale, ecumenismo, bioetica, salvaguardia ambientale e custodia del creato.

E’ stata tra i fondatori e redattori delle riviste Il Margine e Didascalie (La rivista della scuola trentina). Attualmente collabora perlopiù con il portale Vatican Insider-La Stampa, le Riviste delle Edizioni Dehoniane e i settimanali diocesani Vita Trentina e Il Segno.

Tra i libri pubblicati assegna un posto speciale a La Terra giustizia di Dio. Educare alla responsabilità per il creato (prefazione di Giancarlo Bregantini) EDB 2013.

 

 

 

 

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