La Via Crucis di una coppia
di Guido Mocellin | 01 aprile 2012
Accanto alle meditazioni di Anna Maria e Danilo Zanzucchi per il rito del Venerdì Santo al Colosseo la «Pasqua spezzata» di una coppia di coniugi amici separata dalla morte

Benedetto XVI viaggia e immediatamente attrae tanti titoli di giornale quanti, mediamente, riescono di solito ad attrarne tutte le «notizie religiose» messe assieme: 154, per la precisione, su un totale di 269 (secondo miglior dato del 2012). È successo negli ultimi sette giorni, ed è la regola dei viaggi papali; in questo caso poi il simbolo di Cuba, il calco dell'analogo pellegrinaggio compiuto nel 1998 da Giovanni Paolo II e la suggestione dell'incontro tra il papa e Fidel Castro (= tra «la Chiesa / la fede» e «il comunismo / l'ateismo», secondo il canone del Novecento) sarebbero bastati da soli a fare il pieno.

Più suggestiva di tutti è risultata, per i commenti di segno religioso, la richiesta conclusiva del líder máximo al sommo pontefice: «Mi consiglia qualche libro da leggere?». E visto che, da un lato, Bendetto XVI si è preso del tempo per rispondere, e dall'altro, «s'i' fossi papa», lo sappiamo, è una tentazione sempre viva, ecco Luca Doninelli sul Giornale e Franco Cardini su Europa, iscriversi, con molta qualità, al concorso «una biblioteca per Fidel Castro».

Grande interesse (29 titoli) anche per la prolusione del card. Bagnasco alla sessione primaverile del Consiglio permanente della CEI, di cui i titoli hanno sottolineato soprattutto la lettura dell'attuale momento politico (governo e riforma del mercato del lavoro), confermati dalla successiva omelia tenuta dallo stesso presidente della CEI ai parlamentari in vista della Pasqua.

Al terzo posto della classifica (15 titoli) il dibattito che prosegue, alimentato da diversi filoni (le parole del card. Martini nuovamente a colloquio con Ignazio Marino, una sentenza a Reggio Emilia, una querelle tra il card. Scola e il PD milanese), sul riconoscimento di legge delle unioni omosessuali, ma più generalmente sul matrimonio come istituto giuridico. Molto interessante, per la visione complessiva che offre, il commento di D'Agostino su Avvenire del 28 marzo, che infatti è stato ampiamente ripreso dal Corriere della sera il 30.

Alla lucida sottolineatura di D'Agostino di come si evolva il fenomeno del démariage, nel senso che «stanno ora venendo meno, per molte coppie sposate che ritengono esaurita la loro esperienza matrimoniale, le ragioni per divorziare e nello stesso tempo stanno per esse emergendo nuove istanze di qualificazione delle loro nuove esperienze di convivenza», mi è venuto spontaneo accostare la scelta di Benedetto XVI, in vista dell'Incontro mondiale delle famiglie previsto a maggio a Milano, di affidare proprio a una coppia di sposi la redazione delle Meditazioni per la Via crucis papale al Colosseo di venerdì prossimo.

Una coppia attempata, quella dei noti Danilo e Anna Maria Zanzucchi: sposati da quasi sessant'anni, cinque figli, cofondatori di «Famiglie nuove» (il ramo «famiglie» del Movimento de Focolari), avevano spiegato a L'Osservatore romano, il 22 marzo: «Nelle nostre meditazioni abbiamo cercato di esprimere le nostre impressioni su quello che ha vissuto Gesù in quei momenti, cercando di attualizzarlo alla luce della nostra esperienza. Certamente, non è stato facile, perché siamo davanti a un mistero tanto grande. Crediamo fermamente però che in Gesù Crocifisso c'è il segreto e la soluzione ai problemi della famiglia. Cristo sulla Croce ha dato un senso al dolore che dobbiamo affrontare».

Su quest'ultimo, decisivo punto del «dolore che dobbiamo affrontare» (e chissà quanto, il loro, in sessant'anni...), mi si perdonerà un riferimento personale. Nei giorni scorsi io e mia moglie Daniela abbiamo avuto davanti agli occhi e nel cuore un'altra coppia, e un'altra famiglia, costretta anzitempo a una dolorosissima Via crucis, quella dove la malattia infine riesce a separare, almeno nella carne, due sposi. Si chiamano Gabriella Moruzzi e Luca Zauli.

Come è già stato scritto su Vino Nuovo, ripeto anche stavolta che «potevo essere io». Niente infatti, se non la speranza contenuta in una delle formule della benedizione degli sposi, assicura una coppia cristiana che non conoscerà la separazione: a causa della distanza, della lite, del divorzio e naturalmente della morte di uno dei due. Anzi quest'ultima è quasi una certezza, ammesso che le «altre» separazioni non prevalgano prima: è, appunto, la natura ad assicurarcelo. Così è stato per loro.

Ma la morte di questa nostra amica e coetanea, Gabriella, con cui avevamo condiviso prima le passeggiate ai giardinetti con i bambini piccoli, poi il «porta a porta» delle nostre case e il cammino nella comunità parrocchiale (il suo e quello del marito Luca fedele e generoso in modo esemplare, il nostro piccolo e sbilenco...) ci ha smarrito e provato in una maniera del tutto imprevista e insieme «pasquale». Giacché, sin dal funerale partecipato in modo straordinario da tutta la parrocchia (con il racconto della resurrezione di Lazzaro scelto a interpretare il nostro pianto), in tanti, soprattutto tra gli sposi, abbiamo avvertito il manifestarsi, ora, in Gabriella e Luca, di una «Pasqua spezzata»: lui e i loro tre ragazzi ancora sulla via della croce, lei già risorta, come ci ha annunciato uno dei figli alla fine delle esequie.

E come l'ha ben veduta e raccontata, con parola poetica, un altro amico comune e fratello in Cristo, Marco Deserti:

...e ora il tuo amore per loro
è chiarezza, come quello dei santi.
Nessun affanno, nessuna distrazione
a turbar più il sorriso tuo dolcissimo
in quell'amore libero.
Non più gli appigli della carne
a destar timori, ma libera totalità
dove per nuova natura,
da sempre in essa immersa,
condurrai con felice pensiero.

 

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Guido Mocellin

Guido Mocellin (Bologna 1957), giornalista, sposato, due figli, si occupa di informazione religiosa e dei rapporti tra le religioni e la società. È direttore della rivista  I Martedì ed è stato per più di vent'anni caporedattore del periodico di attualità e documenti Il Regno, con il quale continua a collaborare. Dal 2015 è tornato a occuparsi dei volumi delle Edizioni Dehoniane Bologna (EDB), mentre tiene sul quotidiano Avvenire la rubrica trisettimanale WikiChies. Insegna Giornalismo religioso al Master "Giornalismo, a stampa radiotelevisivo e multimediale" dell'Università Cattolica di Milano e altrove, quando glielo chiedono; partecipa (come può) alla vita della comunità ecclesiale, in particolare all'interno dell'Unione cattolica stampa italiana (UCSI). Nel 2010 ha pubblicato, ovviamente presso le EDB, la raccolta di storie di fede Un cristiano piccolo piccolo

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