Le domande sull'amministratore infedele
di Sergio Ventura - Gilberto Borghi | 21 settembre 2019
Perché non si possono servire Dio e il denaro?

Cari lettori, in un tempo di crisi e frammentazione, difficile da analizzare e per ora impossibile da sintetizzare, la lectio personale delle scritture domenicali fa risuonare in noi più domande che risposte. Pensiamo perciò sia utile proporvi di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto, nella speranza che vogliate qui condividere quelle che risuoneranno in voi dalla lectio personale delle stesse scritture: «vorrei pregarla di avere pazienza verso tutto ciò che è irrisolto nel suo cuore, e di sforzarsi di provare amore per le domande in sé, come se fossero delle stanze chiuse a chiave, o dei libri scritti in una lingua straniera. Non si affanni, dunque, per ottenere risposte che ancora non possono esserLe date, perché non sarebbe in grado di viverle. Ciò che conta è vivere ogni cosa. Viva le Sue domande, adesso. Forse così, un giorno lontano - a poco a poco, senza accorgersene - vivrà già dentro la risposta» (Lettera a un giovane poeta, IV - M.R.Rilke).

 

***

 

1^ LETTURA - Il Signore mi disse: «Ascoltate questo, voi che calpestate il povero e sterminate gli umili del paese, voi che dite: “Quando sarà passato il novilunio e si potrà vendere il grano? E il sabato, perché si possa smerciare il frumento, diminuendo l’efa e aumentando il siclo e usando bilance false, per comprare con denaro gli indigenti e il povero per un paio di sandali? Venderemo anche lo scarto del grano”». Il Signore lo giura per il vanto di Giacobbe: «Certo, non dimenticherò mai tutte le loro opere» (Am 8,4-7).

 

SERGIO: «Facciamo veramente i conti con l’avvertimento profetico secondo il quale Dio ricorderà per sempre le violenze e i soprusi da noi commessi verso i poveri e gli umili, e la dissacrazione delle feste per ottenere un profitto spesso illegittimo?».

 

GILBERTO: «Riusciamo a comprendere che ci sono persone così povere, ma così povere, che la loro unica ricchezza è un portafoglio pieno?».

 

 

SALMO – Lodate, servi del Signore, / lodate il nome del Signore. / Sia benedetto il nome del Signore, / da ora e per sempre. / Su tutte le genti eccelso è il Signore, / più alta dei cieli è la sua gloria. /Chi è come il Signore, nostro Dio, / che siede nell’alto e si china a guardare / sui cieli e sulla terra? / Solleva dalla polvere il debole, / all’immondizia rialza il povero, / per farlo sedere tra i prìncipi, / tra i prìncipi del suo popolo (Salmo 112).

 

GILBERTO: «Come mai la lode a Dio e l’amore per il povero sono messi sullo stesso piano di importanza per il “servo del Signore”? Il povero è davvero la reiterazione permanente della presenza di Dio sulla terra?».

 

SERGIO: «Ci ricordiamo che lodi e benedizioni rivolte a Dio sono rivolte ad un Dio che si china per raccogliere i poveri tra la polvere e l’immondizia, per farli sedere tra i prìncipi del popolo?».

 

 

2^LETTURA – Figlio mio, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l’ha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato fatto messaggero e apostolo – dico la verità, non mento –, maestro dei pagani nella fede e nella verità. Voglio dunque che in ogni luogo gli uomini preghino, alzando al cielo mani pure, senza collera e senza contese (1Tm 2,1-8).

 

SERGIO: «Quanto è difficile, oltre che necessario, pregare per la salvezza di coloro che stanno al Potere, soprattutto quando ciò significhi sospendere qualche nostra collera e contesa?».

 

GILBERTO: «Perché la possibilità per tutti di raggiungere la salvezza e di conoscere la verità è connessa con una preghiera senza collera e senza contese, e ad una vita tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio?».

 

 

VANGELO - In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”.  Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce. Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno o disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza» (Lc 16,1-13).

 

GILBERTO: «Perché non si possono servire Dio e il denaro? È questione di contenuto o di logica con cui si tratta quel contenuto? Dio abita la gratuità o la logica del prezzo?».

 

SERGIO: «Ci ricordiamo che spesso le parabole di Gesù si ‘accontentano’ paradossalmente di esortarci ad avere almeno quella misericordia caritatevole, quella capacità di ‘farsi amici’ condividendo i beni che anche le persone disoneste ma scaltre mostrano di saper usare quando loro conviene?»

 

 

 

 

21/09/2019 05:50 Francesca Vittoria
Non basta non uccidere,onorare il padre e la madre, bisogna per essere definiti seguaci di Gesù, disposti a dare di più. Almeno essere tanto somiglianti a quel l'amministratore che è ricorso a condonare un debito dovuto per assicurarsi di non restare senza niente a sua volta, . Si direbbe, ma perché la parabola sia pienamente compresa, avere occhi per vedere e saggezza per fare quelle scelte che ti assicurano almeno a tua volta almeno una certa benevolenza . Se uno è egoista per natura fa un certo sforzo a condividere un qualche cosa di proprio. Se uno è molto ricco lo è anche perché ama diventarlo sempre di più, avere sempre di più, non solo per amore verso le cose tanto da averne sempre di più, non importa se questo significa toglierle all'altro, rubare, usare violenza, e questo è male, ingiustizia. Ma c'è quello che magari diventa ricco e riconosce che se ciò avviene e anche merito di chi lavora per lui,o anche desidera spartire un po' di quella ricchezza perché anche altri godano di un maggior benessere, giustizia?forse si. Ma ancora altro e dare molto di più, dare della propria ricchezza, come per esempio si dice di quello scienziato,ricercatore, medico,virologo, premio Nobel e 40 lauree honoris causa da parte di università di tutto il mondo , famoso il vaccino anti-polio. Ebreo polacco, il padre Jacob artigiano decise di lasciare la Russia anche a causa di un clima ostile, per l'America . Stabilendosi nel New Jersey variando completamente il proprio nome e cognome. Albert Bruce Sabin , sin dalla nascita vedeva da un occhio solo , e quando era piccolo un coetaneo gli scagliò contro una pietra che per poco non gli colpi l'occhio sano. Il filantropo Sabin :"tanti insistettero perché brevettassi il vaccino, ma non ho voluto . E' il mio regalo a tutti i bambini del mondo". Brevetto la sua invenzione rinunciando allo sfruttamento commerciale da parte delle industrie farmaceutiche così che il costo contenuto garanti una più vasta diffusione della cura "un regalo a tutti i bambini del mondo" Egli non guadagno un solo dollaro continuando a vivere del suo stipendio di professore!,, Che grande uomo! Ecco uno come lui se anche non lo fosse, sarebbe cristiano perché il suo agire è stato da cristiano, Ddare tutto di se, non soldi ma la cosa più preziosa, il talento intellettuale, una vita che vuol dire amore, generosità verso i suoi simili, come quella proposta fatta da Gesù al giovane ricco. Chissà se nelle scuole si fanno certi nomi a modello educativo! è un nome esemplare, pietra miliare sulla quale sostare .l suoi erano poveri e gli studi venivano sostenuti da un ricco parente il quale pensava avrebbe fatto il dentista ma glieli ha sospesi quando il giovane Albert appassionato di immunologia, si dedica a questi

studi arrivando al successo..la poliomielite allora mieteva migliaia di vittime e per accelerare la ricerca al compleanno del Presidente Franklin Salano Roosevelt i cittadini erano invitati a versare un dieci centesimi per combattere la polio. Altro scopo e partecipazione lodevole anche ai nostri giorni per le molte malattie nuove.
Ma Gesù si accontenta anche di molto meno di tanto eroismo, accetta i limiti che la nostra umanità ha se non e illuminata dalla Sua Luce, ; è vero non si può servire Lui se non si esce dal proprio egocentrismo, che rende ciechi e sordi a ogni altra sollecitazione verso gli altri. Anche rinunciare a un proprio interesse di carriera ha valore, per dedicarsi a un famigliare bisognoso di cure, piuttosto che affidarli ad altre mani. Capita anche di sentire di storie così vere. E' bello, fa sperare



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