Sul «ruolo specifico» delle donne
di Assunta Steccanella | 05 giugno 2018
Non si tratta (solo) di ridefinire le presenze, i ruoli e i compiti nella Chiesa, ma anche di valorizzare finalmente ciò che per tanto tempo è stato dato per scontato, o peggio sminuito, mentre nella sua quotidianità è essenziale, anzi vitale

La chiesa non è molto grande, in stile neoclassico, dignitosa nell'architettura, negli arredi e nei dipinti. Mi guardo intorno, seduta nell'ultimo banco, e penso che in fondo non è niente di eccezionale, eppure qui percepisco un senso di pace, ci sto bene. Credo contribuisca anche il fatto che la trovo, immancabilmente, pulita e curata in ogni dettaglio. I vasi ai lati del tabernacolo e sull'altare raccolgono fiori recisi sempre freschi, i gigli a San Giuseppe, le rose a maggio ... davanti all'ambone e ai lati del presbiterio delle piante verdi, rigogliose. Le tovaglie degli altari sono sempre diverse, le bordure stiratissime mostrano ricami o pizzi con i colori e i simboli del tempo liturgico. Sono i giorni del Corpus Domini: sull'altare maggiore una sottotovaglia giallo oro fa risaltare le spighe, l'uva e la grande ostia che traspaiono dalla trama a filet; anche le pieghe d'angolo cadono con simmetria, certo non per caso.

Tutto l'insieme trasmette un senso di familiarità, di attenzione amorevole, sembra che lì ci sia qualcuno in attesa, che ha preparato la casa con la massima cura per accogliere degli amici.

Le signore del gruppo che questa settimana si è occupato delle pulizie hanno appena terminato, e sono raccolte nei primi banchi per un momento di preghiera, e per la verifica finale: cinque paia d'occhi scrutano ogni dettaglio, con attenzione minuziosa. "Guarda, quel vaso è fuori centro" "La prossima settimana cambiamo l'azalea sull'altare della Madonna, prima che i fiori comincino a cadere".

In questi giorni il prefetto Ladaria rispondendo ad un quesito sottoposto alla Congregazione per la Dottrina della Fede, ha ribadito il dettato di Ordinatio Sacerdotalis che conferma la tradizione nel riservare il ministero sacerdotale solo ai maschi. Come sempre la notizia ha suscitato dibattito, un profluvio di critiche o plausi, con al centro il nodo del rapporto donne-Chiesa. Nel documento c'è un passaggio trascurato dai media, nel quale Ladaria sostiene che "proprio la fedeltà al disegno di Cristo sul sacerdozio ministeriale" permette di "approfondire e promuovere sempre di più il ruolo specifico delle donne nella Chiesa".

Ma qual è questo ruolo specifico? Il sospetto che sia un ruolo secondario, inteso addirittura in senso servile, è difficile da sfatare. Ma comunque lo si intenda, questo è e resta un problema scottante. Le ultime analisi sociologiche confermano un distacco sempre maggiore delle donne e delle ragazze dall'istituzione, tanto che l'abbandono in età adolescenziale ha raggiunto le medesime percentuali dei coetanei maschi, elemento che rappresenta una novità assoluta nella bimillenaria storia della chiesa. Da dove partire per ristabilire un'alleanza e una sintonia che sembravano inossidabili e non lo sono più?

A me sembra che non sia possibile ricondurre tutto al tema del ministero ordinato. C'è un altro importante lavoro da iniziare, un processo da inaugurare, che non consiste (solo) nel ridefinire le presenze, i ruoli e i compiti, ma anche nel valorizzare finalmente ciò che per tanto tempo è stato dato per scontato, o peggio sminuito, mentre nella sua quotidianità è essenziale, anzi vitale. In Italia, per esempio, decine di migliaia di catechiste garantiscono (come sanno e possono) un minimo di trasmissione del Vangelo alle nuove generazioni, e migliaia di donne, ormai non più giovanissime come le mie compaesane, svolgono un costante, umile, silenzioso e appassionato servizio alla bellezza.

Credo che intanto si potrebbe cominciare da qui.

 

 

12/06/2018 18:15 Pietro Buttiglione
Letto lo scritto di Grillo. Argomentazioni in punta di penna, da teologo.
Da bovaro ridico:
SE il max x un ordinato è l’Eucarestia,
SE in essa l’Attore è Lui mentre il prete potrebbe essere un pedofilo patentato e va bene lo stesso ( basta che sia MASCHIO!)
Allora.....
IMO x capire basta saper fare tabula rasa e ripensare il tutto OGGI!
Quante dottrine furono ispirate dalle condizioni al contorno? Basti pensare al crimine dell’ABORTO.. autorizzato!!
Perché non capire a quanto e cone Lui rivalutó la donna, nonostante i tempi!!
Mi direte: ma Lui era Dio!
e qualcuno vuole sostitursi a Lui👹



12/06/2018 16:43 Giuseppe Risi
Sull'argomento dell'ordinazione sacerdotale e sul diaconato femminile ho letto questo recente commento di Grillo sulle posizioni di Ladaria: certamente non si tratta di un teologo tradizionalista, ma le sue argomentazioni mi sono apparse molto convincenti. GS

http://www.cittadellaeditrice.com/munera/ladaria-e-il-sesso-femminile-teologia-dautorita-con-ratio-troppo-fragile/



09/06/2018 06:37 Francesca Vittoria
Devo dire che malgrado qui si lamenti e con ragione quanto la donna nella società primeggi oggi come oggetto di piacere, di servizio, i cui meriti vengono silenziati, e mi permetto correggere che nel nuovo governo vi siano cambiamenti perché non è così, sugli scranni siedono uomini per lo più e nella loro vita privata non sembra siano considerate tanto di più se non per l'eterno ruolo di Eva, ma è Maria che assurta alle alte sfere di Regina del cielo e della terra! Giovanni Paolo ll' ha colto il loro lamento e ha scritto quel bellissimo inno esaltante tutte le peculiarità della donna, in tutti i campi, questa Lettera è la 137 "Mulieris Dignitatem" consiglio di leggerlo e rileggerlo se una si sente poco, per nulla considerata ! Dovrebbe essere distribuito gratis a tutte per sapere quello che siamo e quanto in alto Dio ci abbia dotato e Cristo stesso ci abbia considerato. Se non basta, tanto per tenere i piedi per terra, anche il Don Ciotti ieri lo ha confermato per i giorni di oggi. Noi non abbiamo da ambire proprio niente ad essere riconosciute dalla pochezza e mentalità che vegeta grandemente negli uomini anche di oggi(purtroppo temo quell che sta scritto "ti dominerà"), ma noi abbiamo Cristo a nostra difesa e ci ha dato Maria come madre , dobbiamo però anche imitarla se non vogliamo diventare cose, oggetti del desiderio che passa, da utilizzare , intelligenze da sfruttare da annullare. No non abbiamo bisogno di ricoprire gli stessi ruoli, le stesse carriere ma essere pienamente conscio di quanti doni siamo state create e della considerazione agli occhi di un Dio Padre e Figlio che ci hanno portate sempre in alto. La società è diventata quello che è proprio perché crediamo sia Eva che sembra vincere ma subisce tante offese,invece è Maria che ha edificato la società, Lei ha creduto nel Figlio non l'ha rigettato e ha vinto, Lei la nutrice e educatrice ha assecondato il disegno di Dio, e regna regina alla sua destra e , sempre se crediamo, anche lei è presente nel mondo, da ogni angolo della terra di Lei si è segnalata la presenza. Quindi dobbiamo essere convinti di questa verità è se abbiamo fatto molto e non viene riconosciuto e per cecità di chi vuol prevalere e crede a questo paradiso in terra. Senza di noi non ci sarebbero viventi , tutti gli scienziati hanno una madre!.....
Francesca Vittoria



08/06/2018 17:19 Pietro Buttiglione
La biologia ci insegna che a fronte di un ambiente in rapida e diffusa evoluzione gli organismi che non mutano, non evolvono, sono destinati a dissoluzione asfittica, per mancanza di vantaggi competitivi. Quello che è successo alla CC, che molti attribuiscono al Papa, è un processo iniziato secoli fa, a partire dagli scismi, passando x la Rivoluzione Francese, il modernismo, la fine del Papato Stato, sedie gestatorie e altro.. La stessa biologia ci insegna che a guidare il cambiamento e quindi la stessa sopravvivenza del bios sono gli elementi marginali, ai confini che nel ns caso chiameremo Profeti. Chi studia la Parola sa QUANDO essi sono “usciti”.
Ebbene sì la sopravvivenza del Cristianesimo è legata a loro, non certo a quelli che remano contro x difendere posizioni in sgretolanento, convinzioni apodittiche che si sottraggono al confronto. Io non so se il Cristianesimo come struttura sopravvivrà... ma sono sicurissimo che Chi resterà sarà Lui, Gesù Cristo e sapete xchè ne sono sicuro? Perché se la CC ha fallito è stato in quanto e per quanto ha tradito Lui.



08/06/2018 12:28 Lia
Condivido l'intervento di Yolanda che ha pagato sulla propria pelle il desiderio di cambiamento o perlomeno di coerenza.
Siamo stufi di chi ha il piede su due scarpe per non scontentare nessuno. E' ora di cambiamenti all'interno della chiesa per dare voce a chi ha qualcosa da dire. Ma se persino a livello della politica il nuovo governo è all'insegna del cambiamento , a livello di chiesa il cambiamento o perlomeno il tentativo di ragionare su di esso viene permesso solo ai pochissimi/e che circolano già nel solito circuito ormai sfibrato ed eroso.



07/06/2018 21:30 Yolanda
Il mio pensiero sulla necessità del sacerdozio femminile per sancire il riconoscimento della PERSONA chiamata con talenti diversificati che si occupa di un servizio e non di un potere già agevolerebbe tutte le funzioni e i ruoli corrispondenti. Questo spazzerebbe via l' idea stessa che ci siano ruoli specifici delle donne da valorizzare. Tutti i ruoli farebbero capo ad un unico Maestro. Tutti andrebbero valorizzati e supportati. Questa si sarebbe la vera comunione dove tutti i membri costituiscono un unico corpo senza prevaricazioni. Pura utopia al momento. Anch'io ho cantato,animato,fatto catechesi,approfondito e anche ricamato tovaglie per il servizio liturgico per decenni.Mai sentito un apprezzamento positivo.In compenso di fronte ad una osservazione motivata un parroco mi disse di andare a casa a fare il risotto. Acqua passata ma parlare di bellezza da valorizzare mi irrita alquanto. Qualcosa di carino credo proprio di averlo fatto ,ed essendo stata piuttosto visibile lo e' stato sia il mio operato che il modo in cui sono stata trattata. Non può stupirmi l' allontanamento delle donne e delle ragazze nella chiesa. E' dai vertici che deve iniziare un cambiamento e quelli sono tutti maschili .I ruoli se li scelgono e definiscono loro.Che definiscano quelli che debbano essere specifici delle donne a me non sta bene..


07/06/2018 19:26 Assunta Steccanella
Il tema, come emerge dai commenti, è molto ampio e solleva questioni anche dolorose. L'Italia poi è multicolore: sono lieta della situazione che descrive Maria Teresa, ma purtroppo non è ovunque così. A livello nazionale, per esempio, più dell'80% dei catechisti sono donne (in diocesi di Venezia l'89%, in altre aree di più, o di meno, ma siamo lì).
Questo NON significa che sia bene definire i ruoli: il mio intervento tendeva proprio a dire che non c'è uno 'specifico femminile', non possiamo ridurci a cercare dove incasellare le donne, ma ci sono cose diverse che ciascuno fa e che vanno valorizzate - tutte - in prospettiva ministeriale (i ministeri sono sempre 'per' qualcuno) e quindi comunitaria.

Con le parole di Francesco: La realtà è superiore all'idea. Invece che concentrarci sulle questioni di principio, vorrei tanto potessimo lavorare piano, promuovendo l'evoluzione dell'esistente, lì dove è necessario.

Grazie di cuore a tutti.



07/06/2018 11:38 Francesca Vittoria
Siccome condivido il fatto di tenere i piedi per terra, forse sarebbe il caso che proprio da catechiste dovrebbe partire la sensibilizzazione portata a discuterne nei livelli propri e cioè per quanto anche una insegnante catechista può pronunciarsi in conoscenza dell'allievo che le è affidato. La sua conoscenza che è diversa da quella richiesta alle insegnanti di altre materie, cioè diventa conoscenza della persona del bambino/giovane ben può pretendere attenzione in fatto di riconoscimento che la società anche politica deve all'educatrice sia che sia lavoratrice esterna che casalinga. Anzi andrebbe valorizzato il ruolo di chi si dedica nell'ambito della famiglia per quanto di lavoro compiuto vi è nell'aver cresciuto il proprio figlio diventato cittadino. In altri paesi questo ha ancora importanza e non certo a riguardo della religione! E' vergognoso che un tale importante compito quale è quello educativo non venga neppure considerato per il beneficio che la società tutta ne godrebbe quando un cittadino si comporta da persona responsabile e non diventa un disperato cui costruire un ricovero per riabilitazione!!!Altro che quella miseria riconosciuto attraverso lo sconto tasse o i fatidici bonus! Anche alle cittadine donne che quindi hanno compiti educativi c'è da pretendere qualcosa in riconoscimento economico. Certo che tenere la chiesa tenuta bene in bellezza comporta amore per la casa del Signore e voi siete fortunate a trovare ancora chi si presta, io però sarei dell'avviso che disturbare qualche ragazzo a turno anche in questi piccoli servigi sarebbe buona cosa, visto che le campane sono elettriche, ma anche prestarsi per arricchire una messa con una ugola giovane, anche se non c'è il coro, come dico nelle grandi città dove sono , di fiori ,non se ne parla, eppure si fa spazzare la chiesa e per questo servizio certo si paga, la messa diventa un mormorio indistinto di preghiere sottovoce - quasi un funerale, di musica idem, rara solo in cattedrale esiste. Si anche nella liturgia si risente del cambiamento verso il basso. Tutto è concentrato nella economia caritativa, ma anche ricordarsi che Gesù Cristo non era una indistinta persona, anzi in un filmato era talmente brutto per la mania che tutto deve essere ordinario, da spegnere, in quanto non risponde neppure a realtà, vestiva da Maestro parlava da sapiente, amava la bellezza che vedeva solo lui nella persona che gli stava davanti. Ma Lui doveva essere soltanto bello come Zeffirelli ha tentato fosse. Io non credo manchino le persone a tenere viva la liturgia della chiesa, ....non farei tanti distinguo per richiedere aiuto tanto se maschio quanto se femmina e soprattutto non vi sia la tentazione di prevalere perché maschio sul soggetto femmina perché è vero questo accade, e anche vi è forte la tentazione di avere incarichi per prevalere. Lo vediamo in politica, quella misera purtroppo, e i risultati, non deve accadere nella chiesa del popolo cristiano. Grazie e spero non aver abusato per questa risposta un po' vivace, spontanea Grazie Con sincerità


07/06/2018 11:01 Maria teresa Pontara pederiva
Grazie Assunta per la spiegazione ulteriore. Tuttavia per diversi aspetti non mi ritrovo. Non so se l’esperienza descritta sia così “prevalente” se le mansioni sono considerate minori ecc. Sono anni che la catechesi è affidata all’intera comunità qui e all’estero.
Sono anni che non esistono più le mamme casalinghe che dovevano inventarsi un ruolo ... e la crisi dei corsi teologici dice qualcosa.
Catechisti sono laici uomini e donne è colpa sì pure chi si occupa degli spazi interni, tipo il floricoltore o l’artigiano ma anche il professionista o l’insegnante che si ritaglia il tempo, marito o moglie che sia (e i figli imparano ben presto che la chiesa è di tutti così come le faccende domestiche ...).
Credo che lo specifico femminile sia da ricercarsi più nello spirito o se vogliamo nella psicologia o nel “genio” piuttosto che cristallizzato in un ruolo .. si se vogliamo forse il ricamo di una tovaglia lo farà meglio una suora ma tutto lì e mi viene in mente la battuta di Papa Francesco sui ruoli delle religiose da rivedere.
Anch’io non sono mai stata una fan del sacerdozio femminile (ma è sempre più difficile spiegarlo ai giovani), tuttavia quello che mi chiedo è se nella Chiesa ci sia spazio o se si voglia dare spazio al genio femminile così come nella società. Le premesse ci sono sia ai vertici che alla base ma insieme a tante resistenze laici compresi.
E sono convinta che non ci sarà spazio per le donne finché non c’è ne sarà per i laici uomini e donne. La premessa sta tutta lì. Tutta da costruire insieme senza conflitti tra vocazioni, senza pretese di potere, senza rivendicazioni sul passato. Umiltà, condivisione, corresponsabilità... vogliamo parlare di comunione e dove se non nella Chiesa?



07/06/2018 05:40 Francesca Vittoria
Come sanno e possono.....ecco è proprio qui il lavoro da intraprendere a valorizzare il Vangelo, domandarsi se si usano tutti quei talenti che sono necessari a trasmettere effettivamente il Vangelo della vita, della speranza, dell'amore. Da interpellare non soltanto il Parroco ma da approfondire in proprio , ciò che sta scritto nelle sacre scritture è fonte è di idee illuminanti su come ispirare fiducia insegnando Cristo in modo vero, tanto da interessare chi ascolta , essere all'altezza delle sue domande, e creare quella amicizia con quella persona che è Cristo in modo da farlo conoscere come un amico. perché Lui ha detto che siamo suoi amici e se è così, come mai dopo i corsi di catechismo si lamentano i non ritorno alla chiesa di molti! Quale importante compito educativo spetta quindi alla donna per le qualità di cui Dio l'ha dotata! Si tratta di esserne per prima cosa convinte è consci e che molto possiamo fare da noi stesse anche organizzando meeting e corsi per catechiste, come già magari si fanno ma con aggiornamenti che comprendano il discutere come meglio far arrivare il messaggio di cui si è portatrici! È' come per la madre, se è stata all'altezza di questa alta missione educativa vede i frutti nel comportamento del figlio è se ne compiace ,è questo il riconoscimento più ambito!L'aver immesso nella società un figlio anche cristiano, significa qualcosa di positivo, di buono, di bene per se e per gli altri, Ccosì è per la missione educativa dell'insegnante , se valorizzata da un impegno che aiuti la persona del pupillo ad acquisire quella sapienza che gli sarà di grande aiuto nella sua vita, quando si troverà a fare scelte importanti e sarà capace di affrontare la vita nella sua complessità come abbia amo avuto e ricevuto esempio dal passato, così distante da quella società ibrida che è diventata nell'oggi dove la disperazione prevale sulla serenità e l'assunzione di responsabilità.sembra debole le colpe da rigettare , eil preoccuparsi di se stessi una priorità. Maria, il modello non si è lamentata di questo onere, ed era il figlio di Dio! Ma certo della sua dignità era conscia , perciò la ritengo modello superiore e infatti Dio l'ha elevata a Regina degli apostoli, perché sentirci svalutate?
Francesca Vittoria



06/06/2018 18:32 Assunta Steccanella
Per Giuseppe: poni domande interessanti. Mi auguro anch'io che molte donne vogliano intervenire.


06/06/2018 15:43 Assunta Steccanella
Grazie Lorenzo della provocazione, che mi aiuta a chiarire ciò che intendevo.
A parte il Ministero Ordinato e (in teoria) i Ministeri Istituiti, oggi nella Chiesa non ci sono altre mansioni specifiche per maschi o femmine. I maschi possono essere catechisti, o pulire gli edifici, chi lo vieta? Ma concretamente queste e altre mansioni vengono svolte prevalentemente da donne.
Ebbene, la cura e l’attenzione dedicate a loro sono ancora insufficienti, o addirittura quasi nulle.
Capita troppo spesso, infatti, che ci fissiamo sulla necessità di garantire la funzione (in questo caso la cura dello spazio sacro) dimenticandone i soggetti: chi si occupa di valorizzare e formare le persone che vi dedicano tempo e impegno? Ossia chi si preoccupa di mostrare l’importanza teo-logica (secondo il cuore di Dio) e antropo-logica (secondo il cuore dell’uomo) di questo servizio?
Far scoprire il valore salvifico della bellezza, per esempio, aiuterebbe ad evitare il rischio del rifugio in una bolla che tu richiami, perché chiede di curarla, tale bellezza, non come elemento fine a se stesso, ma come medium per trasmettere il messaggio di Colui che è Il Pastore Bello (il cardinal Martini ha scritto una lettera pastorale magnifica intorno alla domanda su ‘Quale bellezza salverà il mondo?’ http://www.chiesadimilano.it/cms/documenti-del-vescovo/c-m-martini/cm-lettere-pastorali/1999/quale-bellezza-salvera-il-mondo-15088.html).
I vari ‘ministri della bellezza’ scoprirebbero così che a loro è affidato un compito prezioso di promozione umana e cristiana: anche attraverso i servizi più semplici, considerati meno dignitosi, quasi sempre affidati alle donne.
E' una consapevolezza che occorre promuovere in tutti, compresi i Ministri Ordinati, chiamati ad arricchire il proprio sguardo su chi quotidianamente si pone loro accanto.



06/06/2018 14:16 Giuseppe Risi
Ho letto l'intervento di Ladaria, dal quale si ricava l'impressione che sulla questione della negazione dell'ordinazione sacerdotale alle donne non ci sono motivazioni o argomenti razionali assolutamente convincenti: in ultima analisi l'unico punto fermo è che Gesù ha scelto come suoi apostoli solo uomini maschi, ma la questione (volendo) potrebbe essere reinterpretata in chiave storica. La posizione della Chiesa sull'argomento rischia quindi di apparire come una non (sufficientemente) motivata questione di autorità, che il cristiano deve accettare perché così si è deciso nella notte dei tempi e non si ha abbastanza coraggio per cambiare (nemmeno un Concilio, par di capire, potrebbe cambiare le cose!!). Il cristiano medio accetta e tace, il cristiano critico magari accetta, perché non può fare diversamente, ma non comprende e dubita della capacità della Chiesa di concentrarsi sulle questioni fondamentali e non sugli aspetti secondari o sulle incrostazioni storiche. Se poi il suddetto cristiano critico è anche donna, del suo tempo, credo che faccia proprio fatica a seguire i vari ragionamenti sul sacerdozio come servizio e non come potere, con i quali si giustifica lo status quo senza spiegare alcunché della differenza di posizione tra donne e uomini nella gerarchia ecclesiale.
Quando, infine, per dire che le donne sono importanti nella Chiesa, si cerca di individuare un loro specifico contributo, diverso da quello degli uomini, arrampicandosi sugli specchi lisci e friabili della psicologia, il discorso si fa ancora meno convincente. Sono troppo eretico? Mi piacerebbe sentire, su questo tema, il parere franco e libero delle donne. G.R.



06/06/2018 10:03 Lorenzo Pisani
Diverse cose interessanti in questo post.
Aver richiamato la questione del sacerdozio riservato agli uomini (da laico continuo a non sentirla come centrale, ma forse in questo c'entra il fatto che sono anche io maschio).
Assunta Steccanella ci ha ricordato anche il progressivo allontanamento delle ragazze dalla Chiesa. E' un fenomeno studiato da tempo. Se la fede è trasmessa prevalentemente "per parte di madre" non è un buon segno.
A.S. accenna alla benemerita legione di catechiste.
Invece faccio qualche fatica a seguirla sul tema [del ministero] della bellezza, del tenere in ordine, con cura.
"le bordure stiratissime mostrano ricami o pizzi con i colori e i simboli del tempo liturgico"
Bravo il parroco, bravi i parrocchiani che si occupano della chiesa; anzi, come lascia intendere, A.S., le parrocchiane. Ma poi....???
Non che preferisca la sciatteria. Ma dall'attenzione alla fissazione il confine può essere labile.
Non è chiaro se energie profuse in questa attenzione "alla bellezza" vengono forse sottratte ad altro.
Temo che la cura dello spazio [del] sacro diventi una specie di bolla confortevole in cui rintanarsi.
Paradossalmente questa attenzione estetica, tenuta in primo piano, potrebbe essere uno dei sintomi di quella specie di anestesia della coscienza, di cui parlava qualche giorno fa Gianni Di Santo.
Capisco che non tutti possiamo essere don Ciotti, però...
Questa obiezione forse deraglia rispetto alla questione femminile, forse Assunta vuole esplicitare il nesso.



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Assunta Steccanella

Sono nata in provincia di Vicenza nel 1960. Dico spesso che, dopo il diploma, ho frequentato due diverse università: prima, per diciotto anni, l'ateneo della famiglia; quindi, in parallelo, la Facoltà Teologica, dove ho completato il dottorato.

Ho insegnato religione in un liceo fino al 2010. Adesso, oltre alla ricerca, mi dedico alla formazione: sono impegnata in vari modi nella catechesi di adulti e bambini e nella preparazione dei catechisti e cerco di condividere parte di questo lavoro attraverso il mio blog (www.asteccanella.altervista.org). La famiglia però è e resta la mia prima vocazione: mio marito e i miei tre figli sono preziosi, tra mille altri motivi, anche perché mi fanno capire quando la speculazione mi fa staccare troppo i piedi da terra.

 

 

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