Charlie, una vita segnata dall'amore
di Gabriele Cossovich | 07 luglio 2017
È di ieri sera l'ultimo appello della mamma di Charlie, nel disperato tentativo di scongiurare lo spegnimento dei macchinari, e poter continuare a riempire la sua vita d'amore.

Te ne stai lì, con gli occhietti chiusi e i pugni stretti. Come tutti i bimbi, tutti i neonati. E saresti proprio come uno di loro, non fosse per quel cerotto sulla faccia e quella canula che ti entra nel naso e ti tiene in vita. Non fosse per quelle cellule che non ne vogliono sapere di funzionare, non ne vogliono sapere di fare il loro mestiere.

Sei così costretto in quel lettino, attaccato a quelle macchine. E invece di poter sorridere felice ai tuoi genitori, che non ti lasciano un istante, non puoi fare altro che rimanertene lì, inerte, nel tuo soffrire. In quella sofferenza che i medici e i tribunali hanno giudicato troppo grande, insopportabile, perfino inutile. Perché alla tua malattia non c'è cura. Non c'è possibilità di guarigione.

I tuoi genitori le stanno provando tutte. È di ieri sera l'ultimo appello della tua mamma nel disperato tentativo di scongiurare lo spegnimento dei macchinari. Nutrono ancora la speranza di portarti via da lì per poter provare a curarti. Sperando contro ogni speranza, come solo un genitore sa fare.

Ti amano alla follia la tua mamma e il tuo papà. Addirittura troppo, secondo alcuni. Perché vorrebbero impedirti di lasciarti andare e farti smettere di soffrire.

E chi lo sa cosa è davvero la cosa giusta per te...

Rimango ad osservarti, accanto al tuo lettino; a guardarti circondato dall'affetto dei tuoi genitori, che non vogliono perdersi un solo istante vissuto accanto a te.

Certo, la sofferenza che provi è grandissima, Charlie. Ma a vederti non è possibile pensare che tu sia solo quella, che tu percepisca solo sofferenza. Perché l'amore e la cura che i tuoi genitori ti danno è reale e tangibile, ti arriva almeno tanto quanto il male che ti affligge. Comunque vada a finire la tua vicenda nessuno potrà mai togliere da te la traccia indelebile dell'amore che hai ricevuto. E non è retorica, né sentimentalismo. E nemmeno è una cosa scontata: quanti bambini attorno a sé a differenza tua non respirano amore, e che conseguenze devastanti ha questo su di loro! Che sofferenze provoca!

Quello che sei, Charlie, è senz'altro segnato dal dolore, ma allo stesso modo, in maniera altrettanto ineludibile, dall'amore che hai ricevuto.

E chi potrà mai dire se in te la sofferenza è tanto potente da annientare tutto il resto, o se tutto l'amore che ti circonda ha la forza di rendere lecito immaginare di continuare ancora un po'...

 

 

11/07/2017 21:52 Giulia Scarti
C'è sempre senso nell'uomo ed in ogni sua condizione. E dunque se Dio chiama una persona, presto o tardi che sia, dobbiamo lasciarla e non intestardirci. Io credo a quello che ha scritto quella sensibilissima pediatra. Mi ha colpito molto. Sono con lei, con tutto il rispetto dovuto al dolore dei genitori


07/07/2017 09:34 Pietro Buttiglione
Nn sono intervenuto su Charlie xchè ritengo che sui singoli Personali casi umani occorra rispetto per chi lo vive in prima persona: chi sono io x.., cosa SO io x... ???
Sto scrivendo per evidenziare come dal bel msg di Gabri si possa rispondere ad una delle domande chi ave del ns essere senso:
- c'è SENSO in OGNI Persona, sia essa costretta a vivere in un polmone di acciaio ( ricordate quella donna di GE?), sia essa sofferente e morente, sia incapace di intendere e volere.. qui trovate la risposta a "Cos'è un uomo?"
E la risposta a xchè il dolore innocente lasciamola a Dio.



Commenta *






Versione stampabile
Invia ad un amico
Scrivi a Vino Nuovo





Gabriele Cossovich

Nato a Milano nel 1985, sposato, ho studiato Teologia presso la Facoltà teologica dell'Italia settentrionale. Lavoro come educatore e insegnante e curo percorsi formativi per educatori e catechisti. Ho un blog in cui raccolgo i miei pensieri: laterracomeilmare.com

leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it