La Via Crucis della settimana / 5
di Gerolamo Fazzini | 30 marzo 2017
Emanuele ucciso a botte ad Alatri, il Papa a San Vittore, il prete minacciato dai narcos, le proporzioni sempre più grandi dell'emergenza fame in Africa Orientale: le notizie della settimana in dialogo con la Passione di Gesù

La Via Crucis è meditazione e preghiera sulla Passione di Gesù ma anche cammino di conversione per ciascuno di noi e per il mondo. Anche questa settimana vogliamo viverla facendo dialogare la Sua salita al Calvario con alcune storie che la cronaca in questi giorni ci ha posto davanti agli occhi.

 

Salvador Dali

Salvador Dali, Crocifissione

 

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo
Amen


Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio
concedi a noi miseri di fare, per tua grazia, ciò che sappiamo che tu vuoi,
e di volere sempre ciò che ti piace,
affinché interiormente purificati, interiormente illuminati
e accesi dal fuoco dello Spirito Santo,
possiamo seguire le orme del Figlio tuo,
il Signor nostro Gesù Cristo e a te, o Altissimo,
giungere con l'aiuto della tua sola grazia.
Tu che vivi e regni glorioso nella Trinità perfetta e nella semplice Unità,
Dio onnipotente per tutti i secoli dei secoli. 
Amen.

 

PRIMA STAZIONE
GESU' E' CONDANNATO A MORTE
 

 

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (19, 6 - 7. 12. 16)
Come videro Gesù, i capi dei sacerdoti e le guardie gridarono: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Disse loro Pilato: «Prendetelo voi e crocifiggetelo; io in lui non trovo colpa». 

 

 

Si può morire senza una colpa, uccisi con calci e pugni da un branco? Sì può cessare di vivere a vent'anni, com'è accaduto a Emanuele Morganti, ad Alatri, solo perché ti rifiuti di offrire un cocktail a uno sconosciuto prepotente? Eppure è accaduto, nel marzo 2017, nella civilissima Italia. E gli autori dell'omicidio, al telefono si sono pure vantati di aver massacrato «uno di Alatri».

Signore, quante volte vediamo il male abbattersi - improvvisamente e ciecamente - su persone innocenti, senza un motivo o un barlume di spiegazione.
Quante volte la violenza ci lascia senza parole, attoniti, confusi.
Quante volte il maligno sembra padrone assoluto della storia, regista di un copione che non conosce happy end, ma solo sangue e crudeltà.
È difficilissimo, in quei momenti, credere che il bene possa, alla fine, trionfare.
Aiutaci, in attimi come quelli, a non diventare prede del non senso, a non precipitare nel baratro della disperazione.
In quel baratro sei sceso per primo tu, misteriosamente, duemila anni fa.
Per riemergerne vincitore, compagno di viaggio di ogni uomo e donna che soffre.
È solo questo che non dobbiamo mai scordare.

Padre nostro...

 

SECONDA STAZIONE
GESU', TRADITO DA GIUDA, E' ARRESTATO

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca (22, 47-49)
Mentre Gesù ancora parlava, ecco una turba di gente; li precedeva colui che si chiamava Giuda, uno dei Dodici, e si accostò a lui per baciarlo. Gesù gli disse: «Giuda, con un bacio tradisci il Figlio dell'uomo?».


 

Hanno scioccato molti le intercettazioni telefoniche secondo le quali un noto primario di ortopedia avrebbe provocato la rottura di un femore ad una paziente di 78 anni. Al telefono il medico si vantava con un collega di averlo fatto «per allenarsi». Sembra che quella rottura non sia un caso isolato.

Quanta amarezza ti lascia dentro scoprire di essere traditi?
Quanto dolore provoca il constatare che il male viene da chi ti è più vicino, da colui o colei che ritenevi degno di fiducia, al di sopra di ogni sospetto?
Quanto avrà sanguinato il tuo cuore, Signore, al momento di scoprire che uno dei tuoi - sì, uno dei Dodici - era colui che ti tradiva?
Signore, noi sappiamo di tradirti in molte occasioni, tocchiamo con mano la nostra fragilità.
Fa' che non ne restiamo schiacciati, fa' che prevalga sempre la consapevolezza che la tua misericordia è immensamente più grande delle nostre malefatte.
E rendici capaci di pensare che anche per un medico che "si esercita" sulla pelle dei suoi pazienti c'è possibilità di redenzione.
Come lo sarebbe stato per Giuda, se solo te l'avesse chiesto.

Padre nostro...

 

 

TERZA STAZIONE
GESU' E' FLAGELLATO E CORONATO DI SPINE

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Matteo (27, 26-30)
Pilato, dopo aver fatto flagellare Gesù lo consegnò perché fosse crocifisso. Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la truppa. Lo spogliarono, gli fecero indossare un mantello scarlatto, intrecciarono una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero una canna nella mano destra. Poi, inginocchiandosi davanti a lui, lo deridevano: « Salve, re dei Giudei! ». Sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo.

 

 

Solange Zawadi - da poco maggiorenne - è una delle tante, tantissime ragazze-soldato del Congo: giovani donne rapite, violentate e costrette a combattere. Rapita non ancora quindicenne da un gruppo di banditi, violentata ripetutamente, utilizzata per trasportare le merci rubate, Solange è stata affidata a un «padrone» che ha diritto di vita e di morte su di lei.

Se ne parla, di tanto in tanto, nei programmi televisivi di seconda o di terza serata.
Le chiamano "guerre dimenticate", conflitti in cui centinaia di migliaia di persone muoiono o vengono mutilate, ferite, violentate. 
Nelle pieghe di queste guerre, ecco - Signore - l'abisso del male: donne private della loro dignità, spogliate di tutto, circondate dal disprezzo, rese cose, oggetti di sputi e di botte gratuite.
Davvero, ancora oggi, in tanti angoli del mondo, si ripete la scena della tua flagellazione.
Fa' che non ce ne dimentichiamo, solo perché ciò non avviene sotto i nostri occhi, non è coperto dalle telecamere delle nostre tv o dalle agenzie che nutrono i nostri media.

Padre nostro...

 

 

QUARTA STAZIONE
VERONICA ASCIUGA IL VOLTO DI GESU'

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi  (4, 6)
Dio, che disse: «Rifulga la luce dalle tenebre», rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo.

 

 

Lungo la Via della Croce, la pietà popolare ritrae il gesto di una donna, denso di delicatezza e venerazione: Veronica asciuga il volto di Gesù. In quel Volto, sfigurato dal dolore, Veronica riconosce il Volto del Signore.

Durante la visita a San Vittore, nel corso della sua intensa giornata milanese, un giovane transessuale, imputato per un omicidio efferato, ha domandato al Papa, il permesso di abbracciarlo. «Non mi ha neanche fatto finire la frase, e mi ha abbracciato lui», afferma. Racconta un altro transessuale, italiano: «Gli ho detto: "Ciao Francesco! Riguardati, tu sei la nostra ultima speranza". Si è messo a ridere e mi ha risposto: "Ce la metterò tutta". Non sono cattolica, sono buddista. Ammiro tanto, però, il Papa. Nessuno si interessa di noi. Politici, opinione pubblica sono sempre pronti a giudicarci. Lui no. E lo ha dimostrato, venendo da noi».

Non avevi certo un bell'aspetto, Signore, quando la Veronica ti ha incrociato, lungo la Via crucis.
Gli occhi tumefatti, le gocce di sangue che scendono dalla corona di spine sulla fronte e sulle gote, la bocca sformata in un muto grido, il corpo devastato da botte e cadute.
Lei però non ha esitato a riconoscerti, a venirti incontro, incurante di quel che avrebbe detto la gente.
Non ha perso tempo: le bastava una carezza per dirti che non eri solo.
Signore, dacci occhi limpidi per riconoscere le persone che, attorno a noi, ogni giorno si chinano sulle nostre ferite con una parola buona, un gesto di delicatezza, un sorriso semplice ma che riscalda il cuore.

Padre nostro...

 

 

QUINTA STAZIONE
GESU' E' CARICATO DELLA CROCE

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco (15, 20)
Dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

 

 

Nuove minacce hanno raggiunto, nei giorni scorsi, padre Alejandro Solalinde, il sacerdote messicano che si batte per i migranti in balia dei trafficanti di esseri umani. Proprio nei giorni in cui un altro sacerdote messicano è stato ucciso (ultimo di una lista lunghissima), a padre Solalinde è stato recapitato via internet un filmato in cui si vede il suo nome scritto su un foglio di carta è accompagnato da un rosario e sette pallottole. «I narcos mi vogliono morto» suona il titolo del libro in cui racconta la sua esperienza: la storia di un uomo che si è caricato della croce, sapendo quanto pesa. Un uomo che ha scelto di mettersi dalla parte degli ultimi, consapevole che questo può costargli il fatto di essere «condotto fuori», emarginato, reso vulnerabile, bersaglio di minacce.

Signore, ti preghiamo: tu che hai percorso la Via della croce per primo fai sentire la tua presenza, oggi più che mai, ai tanti uomini e alle tante donne che hanno scelto di stare accanto a chi è considerato spazzatura dal mondo.
Fai sentire la tua vicinanza a quanti, pur amando profondamente la vita, hanno messo in conto di poter subire accuse, minacce e fors'anche per causa tua.
Non permettere che li assalga l'alito gelido della solitudine, che le loro viscere divengano preda dell'angoscia.
Stai con loro, renditi presente, scalda il loro cuore. Solo così il carico della croce sarà un giogo leggero.

Padre nostro...


 

SESTA STAZIONE 
IL CIRENEO SI CARICA LA CROCE DI GESU'

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca (23, 26)
Mentre conducevano via Gesù, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù.

 

 

È piccola, Nassade, ma ha buona memoria. E quando ha visto la foto di una bimba conosciuta da poco, anche lei sul barcone che l'ha portata dall'Africa in Italia, ha esclamato: «Oumoh». La madre di Nassade, a sentire quel nome, ha così potuto spiegare alla direttrice del centro di Lampedusa che conosceva la bimba ritratta in foto e sapeva come contattare la madre della piccola, incontrata tempo addietro in un centro di raccolta in Tunisia. Viene così rintracciata così, rocambolescamente, la mamma, Zanabou. Quando, dall'altro capo del filo, le spiegano che la piccola Oumoh è viva e si trova a Palermo in una comunità per minori, la donna ivoriana scoppia in un pianto a dirotto, raccontando la sua storia. La storia di una donna fuggita dal suo Paese con la propria bambina per salvarla dall'infibulazione, il viaggio per raggiungere la Tunisia, la tragica scoperta della scomparsa della figlia. Fino a quella improvvisa, indimenticabile telefonata. Che farà di Nassade un insperato Cireneo, messo dalla Provvidenza sulla strada di Zanabou e della piccola Oumoh.

Signore, quante volte c'è accaduto di pensare che davanti al male del mondo la nostra piccolezza fosse sconfitta in partenza.
Quante volte ci siamo detti, forse per autoassolvere la nostra pigrizia, che la complessità della realtà ci impedisce di cambiarla.
L'esempio del Cireneo, che ha aiutato te, figlio dell'Onnipotente, a portare la croce, ci ricorda che ciascuno di noi, sebbene debole e vulnerabile, può darsi da fare per chi soffre.
Asciugare le lacrime, il sudore, il sangue è un'opera di misericordia che chiede di esercitare il ministero della tenerezza.
Tu, amico dei pubblicani e delle prostitute, insegnaci la delicatezza di chi sa accostare malati e sofferenti stendendo il velo della pietà sui volti dei tanti crocefissi di oggi.

Padre nostro...


 

SETTIMA STAZIONE
GESU' MUORE SULLA CROCE

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.
Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

Dal Vangelo secondo Marco (15,34.36-37)
Alle tre del pomeriggio Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.

 

 

Da diverse settimane in gran parte dell'Africa Orientale e del Corno d'Africa milioni di persone rischiano infatti di morire di fame e sete ogni giorno. Circa 24 milioni di civili potrebbero morire se non arriveranno gli aiuti entro le prossime settimane. Oltre 10 milioni di esse versano ormai in gravissime condizioni. Le cause? Il cambiamento climatico che ha provocato l'anno scorso una forte scarsità di piogge, rendendo minime le coltivazioni. Inoltre molte delle aree più colpite dalla crisi sono spesso interessate da gravi fenomeni di land grabbing o sono in zone di guerra  quindi molto insicure. Si rischia quindi un aumento dei prezzi del cibo. Che potrebbero costare la sopravvivenza a molti.

Non avranno nemmeno una spugna con l'aceto da succhiare, Signore, tanti miserabili che la carestia in atto nel Corno d'Africa minaccia di falciare inesorabilmente.
Sono i crocifissi di oggi, uccisi da un'economia che non sa spartire le risorse per tutti.
Signore, apri le nostre orecchie al grido di tanti che muoiono stritolati dalla fame e dalla miseria lontani dai riflettori.
Fa' che la loro sorte non finisca sotto la cappa dell'indifferenza globale, ma ridesti l'umanità che è in fondo al cuore di ciascuno.

Padre nostro...

 

Per i meriti della sua Passione e Croce
il Signore ci benedica e ci custodica.
Amen

 

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Gerolamo Fazzini

Gerolamo Fazzini (Verona 1962) è giornalista, appassionato di temi religiosi ed internazionali. Oggi è consulente di direzione per Credere e Jesus, oltre che editorialista di Avvenire. Fondatore del sito MissionLine.org, è stato per anni direttore editoriale di Mondo e Missione. In passato ha diretto il settimanale Il Resegone, a lungo voce di Lecco, la città dove abita con la moglie e due figli. È autore di alcuni libri, l'ultimo Scritte col sangue. Vita e parole di testimoni della fede del XX e XXI secolo (San Paolo, 2014). 

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