La carità senza prezzo
di Marco Pappalardo | 17 febbraio 2017
Sull'immancabile domanda: «Perché il Papa non vende i Musei Vaticani e la Cappella Sistina per dare i soldi ai poveri?»

Quando mi accade di essere invitato nelle scuole statali per affrontare temi legati alla fede o alla religione, viene sempre fuori la questione della ricchezza della Chiesa e l'immancabile domanda «perché il Papa non vende i Musei Vaticani e la Cappella Sistina per dare i soldi ai poveri?».

Al di là dell'inopportunità della vendita, chiedo alla platea (che ha poco prima applaudito per la domanda) di quantificare, di ipotizzare un costo e un prezzo per tutte quelle opere d'arte, e naturalmente nessuno dei presenti è capace di farlo. Perché? Perché è impossibile! Aggiungo che, anche proponendo una cifra, non c'è chi possa permettersi di acquistarli al mondo e che la carità - nella sua essenzialità - non ha bisogno di denaro per operare il bene, bensì il contrario.

Poi aggiungo io una provocazione: «Cosa accadrebbe se, un giorno, per poche ore "scioperassero" tutti coloro che sono a servizio degli altri nel nome della carità? Un po' dovunque sulla nostra Terra si fermerebbero ospedali, scuole, centri di formazione professionale, università, dispensari, intere missioni, case di accoglienza, chiese, oratori, attività per minori, anziani, malati, diversamente abili, migranti, poveri, poi anche luoghi storici e culturali, mezzi di comunicazione, ecc.».

Il confronto con gli studenti continua piacevolmente ed è sempre prezioso pure quando assomiglia ad uno scontro. Rientrato a casa alla fine di una giornata segnata da quei volti giovani, dalle loro idee e proposte, rifletto e dico a me stesso: «Grazie a Dio la carità non è un lavoro (anche quando c'è di mezzo uno stipendio poiché "l'operaio ha diritto al suo cibo"), non richiede un cartellino da timbrare, opera 24 ore al giorno, non va in ferie. Figuriamoci uno sciopero...».

Poi, prima di andare a letto, come di consueto sul mio diario scrivo un promemoria: «La carità è "antica" almeno quanto la Bibbia, ma mai vecchia e stanca, bensì sempre capace di rinnovarsi e rispondere ai tempi che cambiano; attraversa i secoli ed i continenti, parla lingue antiche e moderne, veste i colori dei popoli, costruisce ponti e abbatte i muri; sorride quando è stanca; piange ma senza lagnarsi; corre quando è affaticata; agisce dove tutti si fermano; veglia quando tutti dormono; spera quando nessuno ci conta più; crede in ciò che sembra impossibile; si nasconde davanti ai riflettori; illumina il buio dei cuori, delle menti e delle coscienze; sogna così tanto e forte da fare già progetti dove molti indietreggiano; si inginocchia per guardare negli occhi; abbraccia per far sentire amati; perdona senza voler nulla in cambio; parla poco e senza mai ferire; è semplice ma mai banale; sta in silenzio per ascoltare; ha paura ma non è vigliacca; ha coraggio ma non è avventata; interviene ma non è violenta; aspetta quando tutti hanno fretta; meraviglia dinanzi a ciò che è scontato; crea dove manca la fantasia; è libera dalle catene del mondo; "dice bene" perché "benedice"; prega quando opera e opera quando prega. La carità ha sempre un nome ed un volto, anche se qualche volta sono celati; alcuni non li conosceremo mai, altri sono noti al mondo, donne e uomini di ieri e di oggi, giovani e adulti di ogni continente, stelle innumerevoli di un firmamento, santi con o senza aureola, testimoni e martiri, compagni di viaggio "nel tempo e nell'eternità"». 

 

 

19/02/2017 11:19 Francesca Vittoria
la carità non ha prezzo, non si può comperare nè si vende, come la bellezza, essa ha un valore inestimabile ed è patrimonio dell'umanità e per questo viene custodito con cura, come altra carità, a che tutti ne possano godere non diversamenteda come si ammira un cielo stellatoe si gode della luce e del calore del sole Tutte le opere artistiche, belle e buone , realizzate dall'uomo come quelli artistici, esprimono la sua genialità espressa dai suoi sentimenti e fatta visibile dalla sua creatività. Guardando un'opera come La Pietà, questa parla, racconta una storia di uno di noi, di quello che anche noi siamo in grado di fare perchè un Dio di tanta genialità e generosità ci ha fatto dono, a sua somiglianza, e quindi persona anche creativa, anche artista, anche capace di realizzare se stesso in singolare propria capacità,Qualsiasi opera creata,è 'opera he ogni singola persona fa diversa e magari anche irripetibile, sia artistica che di altra natura. Diventa carità perchè e se data generosamente per il bene e ad essere goduta da altri, diventa patrimonio dell'umanità.L'idea , che tutto si possa comprare e vendere è così radicata nel costume e pensare di oggi che non fa meraviglia sia convinzione anche in giovani menti, Il denaro. è potere,perfino in politica stiamo assistendo come anche un partito non sia più tale se ha perduto la sua anima, non abbia significato soltanto per quanto gestisca il pubbklico denaro in quanto è dai risultati di bene comune che si può dire sia artefice di bene comune. ,non riveli un interesse a servire una popolazione che oggi è tutta sofferente , o e non a presumere di rappresentarla offrendo un esempio di tanta povertà di intenti e nelle idee e nelle opere. Ecco perchè abbiamo bisogno di ammirare le opere di bellezza che un artisti ci hanno lasciato,esempi che hanno lasciato segno positivo dato vita a opere buone per la società tutta, operando senza denaro con la generosità del cuore, per credere che è il valore è in noi stessi quando siamo capaci di praticare la Parola, "ama il prossimo tuo come te stesso".
Francesca Vittoria



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Marco Pappalardo

Marco Pappalardo, classe 1976, giornalista pubblicista di Catania e docente di Lettere. Collabora con Avvenire, con il quotidiano La Sicilia per il quale cura la rubrica "Diario di Prof", per il mensile Mondo Erre, per siti che si occupano del mondo adolescenziale, giovanile e della scuola. Già membro della Consulta Nazionale per la Pastorale Giovanile della CEI, è impegnato nella diocesi etnea in vario modo e da anni nel mondo dell'educazione attraverso l'oratorio; tra le esperienze di volontariato quotidiano, condiviso con colleghi, amici, alunni ed ex-alunni, ci anche sono la cura e il servizio agli immigrati, ai senza dimora e alle famiglie disagiate. Scrive per la Libreria Editrice Vaticana, la Elledici, l'Effatà, Il pozzo di Giacobbe, per la San Paolo con cui ha pubblicato un nuovo libro dal titolo "Nelle Terre dell'Educazione".

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