Il silenzio dopo l'oceano di parole
di Luca Rolandi | 21 febbraio 2013
Questa settimana di esercizi di Benedetto XVI ci racconta la meta, come la raccontò il dolore di Giovanni Paolo II otto anni orsono

È trascorsa più di una settimana dall'annuncio che ha sconvolto, anche in termini positivi, la vita della Chiesa cattolica e determinato una nuova fase nella sua storia. Commenti, analisi, ringraziamenti e tristezza, apprensione e speranze. Non è stato un caso che fosse proprio nella settimana che apriva la Quaresima, il tempo delle rinunce e della preghiera, che Benedetto XVI ha dato l'annuncio.

Tutti hanno commentato la decisione di Benedetto XVI, dagli illustri studiosi di teologia e diritto canonico ai vaticanisti, dai commentatori laici ai cristiani semplici ma dal cuore addolorato per una improvvisa, sia pure preparata, ammissione di caducità umana. Un'esperienza che ha esaltato il ruolo Trinitario di un Dio che guida la chiesa oltre le povere opere di un uomo, anche quando lo chiamiano, consideriamo e affettuosamente amiamo come Santo Padre.

Dopo giorni di omelie, scritti, tweet, post, documentari e speciali su ogni supporto mediatico ora il silenzio. Ovvero il rispetto per chi ha annunciato di volerlo e di aver "scelto di essere nascosto al mondo". Una lezione che dovrebbe fare pensare ciascuno di noi, sempre a caccia di una luce che possa gratificare il nostro ego. Benedetto in queste ore sta vivendo gli esercizi spirituali, già fissati da tempo e entra nella preghiera intesa e profonda, dando un segnale a tutti i fedeli e non solo. Primo l'ascolto di Dio. Poi ci saranno le dimissioni, in seguito il Conclave e tutto quello che ne seguirà. Ma intanto concentriamoci sul significato di questo tempo.

Nel sacro regno della contemplazione dove ascoltiamo in silenzio e cerchiamo di cogliere la presenza divina nelle nostre vite - diceva Thomas Merton - dove il vuoto diventa l'occasione per l'incontro e l'interscambio tra il mondo esteriore e quello interiore, dove l'oscurità si trasforma in luce: in quel luogo si rivela la voce di Dio.

Non è la pace dei sensi o il nirvana; è l'adorazione e la contemplazione del silenzio di un Dio che parla quella alla quale Joseph Ratzinger, sommo pontefice eletto nel 2005 e dimissionario nel 2013, ritorna come figlio dell'Unico Padre. Umile servitore della Vigna del Signore, nell'attesa dell'incontro che un giorno verrà per lui e per tutti.

Una visione che ci racconta la meta, come la raccontò il dolore di Giovanni Paolo II otto anni orsono. Nella pace del silenzio è il nostro riscatto, sembra dire questa settimana nella quale non solo il Papa dovrebbe pregare.

21/02/2013 22:25 Hadassah
La voce di Dio si rivela dovunque. Anche nel traffico e nella confusione della nostra vita quotidiana. Basta si voglia ascoltare. Si rivela lì dove ci chiama. In ogni circostanza e attraverso ogni circostanza.
Joseph Ratzinger ha sempre ascoltato e Dio gli ha parlato su di una cattedra universitaria, nel peso dell'episcopato, nel fardello grave del Prefetto per la dottrina della Fede, nella inattesa chiamata al Pontificato. Una bestia da soma, si definì nell'autobiografia.
D'accordo con Maria: stucchevoli poeticismi misticheggianti. Si tratta, solo, dell'ennesimo sì alla Voce che non cessa di parlare non nel vuoto, ma dentro e attraverso tutte le cose.
Benedetto non si ritira ad aspettare l'incontro. Non ha mai smesso di "stare", dinnanzi a quella Presenza.
Se l'avessimo capito un po' prima, anziché esercitarci, oggi, me compresa, in un chiacchiericcio che vorrebbe esaltare il Silenzio. Ma solo il suo.



21/02/2013 21:39 maria
Tutto molto bello , poetico, il silenzio di Dio , l'interscambio, il vuoto, la contemplazione , ma non si capisce perchè per pregare Dio e per contemplare si debbano dare le dimissioni da Papa. Forse la condizione di Papa impedisce di pregare??
E allora tutti i Papi della storia che sono morti "sul lavoro"???Che non hanno avuto la "pensione"?? per loro niente contemplazione e niente interscambio??



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Luca Rolandi

Sposato con Marella, tre figli è direttore del settimanale dell'arcidiocesi di Torino La voce del popolo. Ha lavorato a La Stampa al sito d'informazione religiosa VaticanInsider.it, con cui tuttora collabora oltre che con alcune riviste storiche e religiose. È dottore di ricerca in Storia sociale religiosa. Ha scritto diversi saggi su figure e vicende del movimento cattolico in Italia. È nato e vive a Torino, ma la sue origini sono della zona del Basso Piemonte - diocesi di Tortona - e la sua formazione è avvenuta a Genova.

 

 

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