Il Vangelo, il Papa e i suoi “dotti” detrattori
di Marco Pappalardo | 03 dicembre 2019
«Stando con i poveri, servendo i poveri, impariamo i gusti di Gesù, comprendiamo che cosa resta e che cosa passa»: sono forse “atti sacrileghi e superstiziosi” anche questi?

Gli attacchi nei confronti di Papa Francesco, per le sue parole e per i suoi gesti, sono sempre dietro l’angolo e spesso sono interi “eserciti” a scagliarsi contro con documenti, lettere e raccolte di firme. Attaccare in massa una sola persona è segno di viltà, che si definiscano pure cattolici sa di beffa, che si ergano a studiosi li rende saccenti, che vedano sempre il male e non riconoscano il bene quando è palese, è prova di faziosità.

Infatti, se di recente ben cento tra questi lo hanno accusato di “atti sacrileghi e superstiziosi” in occasione del Sinodo sull’Amazzonia, gli stessi cento non sembra abbiamo avuto la stessa lena per elogiare e sottoscrivere le parole ed i gesti del Papa nei confronti dei poveri. Delle due l’una: o il Vangelo non ha più a che fare con i poveri o questi oppositori hanno letto un altro vangelo, ma non quello di Cristo!

C’è di più: la credibilità è data dalla coerenza ed in questo Francesco è inattaccabile, mentre al contrario loro vedono il buio anche dove la luce è brillante, guardano il dito e non la luna indicata, negano l’evidenza del bene per non andare contro sé stessi. Facendo un po’ il verso alle favole antiche dell’agnello e del lupo o della volpe e dell’uva, gli oppositori ritengono di aver sempre ragione e l’ultima parola, giustificando così la pochezza delle loro opinioni e la bassezza dei loro attacchi. 

Eppure ogni cristiano dovrebbe gioire e commuoversi per un Papa che vuole un “mini-ospedale” temporaneo nel colonnato di San Pietro, che pranza con i poveri della città, che dona un palazzo vaticano per l’accoglienza di chi non ha dimora! E che dire dell’omelia nella Giornata Mondiale dei Poveri di qualche settimana fa? Quando afferma: «I poveri sono preziosi agli occhi di Dio perché non parlano la lingua dell’io: non si sostengono da soli, con le proprie forze, hanno bisogno di chi li prenda per mano. Ci ricordano che il Vangelo si vive così, come mendicanti protesi verso Dio. La presenza dei poveri ci riporta al clima del Vangelo, dove sono beati i poveri in spirito (cfr Mt 5,3). Allora, anziché provare fastidio quando li sentiamo bussare alle nostre porte, possiamo accogliere il loro grido di aiuto come una chiamata a uscire dal nostro io, ad accoglierli con lo stesso sguardo di amore che Dio ha per loro. Che bello se i poveri occupassero nel nostro cuore il posto che hanno nel cuore di Dio! Stando con i poveri, servendo i poveri, impariamo i gusti di Gesù, comprendiamo che cosa resta e che cosa passa». Sono forse “atti sacrileghi e superstiziosi” anche questi? 

A quanto pare per tutto questo non ci sono firme e lettere di gruppo, e allora chi sa solo denunciare, recriminare, rinfacciare e mai elogiare, scusarsi, ringraziare, davvero non è degno di credibilità.

Soprattutto ci illumina ancora Francesco con un altro passaggio dell’omelia: «Cerchiamo risposte nelle parole di Gesù. Egli oggi ci dice che quasi tutto passerà. Quasi tutto, ma non tutto ... Egli spiega che a crollare, a passare sono le cose penultime, non quelle ultime: il tempio, non Dio; i regni e le vicende dell’umanità, non l’uomo. Passano le cose penultime, che spesso sembrano definitive, ma non lo sono. Sono realtà grandiose, come i nostri templi, e terrificanti, come terremoti, segni nel cielo e guerre sulla terra: a noi sembrano fatti da prima pagina, ma il Signore li mette in seconda pagina. In prima rimane quello che non passerà mai: il Dio vivo, infinitamente più grande di ogni tempio che gli costruiamo, e l’uomo, il nostro prossimo, che vale più di tutte le cronache del mondo».

 

 

04/12/2019 08:05 BUTTIGLIONE PIETRO
@GianPiero
Quale lo stile di Francesco ( cfr S.Marta)??
Davvero Caffarra, il cui radicalismo é ben noto e rimpianto da pochi, stava attaccando il SUO Papà o piuttosto non si contrapponeva alla CHIESA? Visto che le tesi da lui&C sposate erano state messe in MINORANZA alla Assemblea della SUA(?) Chiesa??
Francesco, a lei spiace o no??, non crede ad una gestione verticistica e lo ha dimostrato più volte, esponendosi così alle critiche della incattivita minoranza di cui evidentemente lei fa parte.
Provi a chiedersi, se ci riesce, come si poteva con-jugare una risposta con un Sinodo già concluso. L'unica risposta possibile era il rimandarlo a questo.. una risposta che poteva significare solo che il Caffarra non lo riconosceva, quindi era fuori, oppure non lo conosceva, quindi non aveva inteso.. in ogni caso come ne usciva il suo idolo??
Viviamo in un tempo di fakes &C.. Cosa fare quando ti vomitano addosso come ad es. è successo al Sindaco di Bibbiano o a quelli di Riace?? Forse quel " Non ti curare.. è vera saggezza??



03/12/2019 14:33 Gian Piero
Vorrei chiedere a Marco Pappalardo se il defunto compianto card. Caffarra era un “ vile” perche’ ha osato sottoporre al papa alcuni “ dubbi” sull’ Amoris Laetitia. Dubbi sui quali il Papa non ha risposto. Non solo , ma chiedendo il card. Caffarra un ‘ udienza al papa se l’ e’ sempre vista negare fino alla morte. Aveva espresso dei dubbi, dunque il Papa non lo riceveva.
La carita’ caro Pappalardo non e’ semplicistica e populistica non e’ solo fare le docce per i barboni o come facevano i Papi-re del Rinascimento girarando per Roma buttare monete al popolino. Questa carita’ la facevano anche gli imperatori romani per tenersi buona la plebe: elargivano soldi , pane e spettacoli circensi. E che dire dei grandi filantropi miliardari moderni? Bile Gates, Soros?
La carita’ come dice San Paolo 1Corinzi 13 , non si gonfia( oggi si direbbe non si fa pubblicita’ sui giornali , non si fa i selfie, non ha una notorieta’ di ritorno , non cerca di piacere, non cerca consensi, anche politici) ) . secondo San Paolo se anche distribuissi tutti i miei soldi ai poveri e anche se dessi il mio corpo per essere bruciato, se non ho la carita’ niente mi giova. ( capito Gates e Soros? )
La carita’ e’ qualcosa di interiore , e’ l’ amore di Dio e si manifesta in TUTTE le occasioni di rapporto con gli altri. E scusi Pappalardo ma un papa che non riceve un cardinale anziano, perche’ ha osato porgli ( rispettosamente) dei dubbi e cercato di avere delle risposte, un papa cosi’ per me puo’ fare tutte le docce ai barboni di Roma e tutti i corridoi umanitari che vuole, non mi convince.Ben fece Pasquino , quello dei manifesti, a chiedere A France’ ma ndo’ sta la tua misericordia?



03/12/2019 13:03 Pit Bum
Rileggo ed estratto:
Questioni di carattere teologico...
Soluzioni ottocentesche... Ma lo Stato?? E l'EUR.. NO??
Chiedo: se uno vuole navigare vs nuovi orizzonti ...
Guardare ai limiti del passato serve o no?
Ma questi " problemi dottrinali " a chi servono ma soprattutto A CHI interessano??
Infine come definire chi predica bene ma rifugge dalla commistione/vicinanza con i diseredati??



03/12/2019 12:40 alessandro
Il problema non sono "le parole ed i gesti del Papa nei confronti dei poveri", credo che nessuno abbia niente da ridire, anzi solo ammirazione.
Purtuttavia, ci sono questioni di carattere teologico che possono destare qualche perplessità, come ad esempio l'introduzione di idoli pagani nella basilica di San Pietro o in Santa Maria alla Traspontina durante l'ultimo Sinodo.
C'è una cosa che dovrebbe essere chiarita senza alcun fraintendimento e ciò porterebbe a risolvere molte altre questioni: durante la Messa, dopo l'omelia, viene recitato il "Credo". La Chiesa Cattolica "crede" ancora a tutto ciò che viene detto in questa professione di fede?



03/12/2019 12:20 Sara
Più che altro sono soluzioni un po' "ottocentesche" si può dire? Forse venendo da un paese più povero magari pensa che basti così mentre forse interventi più a lungo termine porterebbero a miglioramenti più sostanziali.

Il mini-ospedale temporaneo sotto il colonnato andrà benissimo però nel 2019 ci si aspetterebbe anche soluzioni (anche da parte dello stato spesso colpevolmente assente) più dignitose.

Io ho raccontato più volte di aver offerto alloggio gratuito in casa di mia proprietà, una persona in difficoltà non deve essere costretta ad andare in giro con il cartello "povero" per essere aiutata, se la aiuti prima non è costretta a finire nel mini.ospedale da campo sotto il colonnato.

Ad esempio...(e per favore evitiamo di buttarla sul: non sei Sara, fai le citazioni, odi #papafrancesco please).



03/12/2019 12:15 Alberto Hermanin
Si, anche io condivido, non senza qualche riserva però, nel merito delle quali non entro per motivi di spazio. Diciamo che esercitare una critica nella carità è sempre lecito; è vero che la gran parte delle critiche sono insopportabilmente odiose e mosse davvero da un qualcosa che è tutto meno che Vangelo. Ma non tutte e necessariamente lo sono.
Ma c'è anche dell'altro: secondo me sono spesso coloro che lo lodano che talvolta lo danneggiano. Caro Pappalardo, il Papa per me va benissimo, e io prego per lui, come ho avuto il privilegio di dirgli personalmente: ma cotesti lodatori che non possono fare a meno di insultare la mmemoria di altri pontefici quasi che da San Pietro in poi sia Francesco il primo Papa davvero cristiano, ecco questi mi urtano i nervi: non lui, che Dio ce lo conservi.Ti sembra una posizione legittima?



03/12/2019 11:59 Dario Busolini
Condivido anch'io ma non pienamente, perché i critici del papa potrebbero replicare a questo articolo sostenendo che loro, infatti, non imputano a Francesco mancanze sul piano caritativo (tranne forse quelli che sostengono che per il papa attuale i poveri sarebbero sempre i migranti e non gli autoctoni...) ma su problemi dottrinali, che andrebbero chiariti entrando nel merito delle accuse e non evitando di farlo tentando di cavarsela con un troppo generico "ma il papa fa tanta carità" o "voi seguite un Vangelo diverso". Certamente alcuni critici di Francesco appaiono talmente estremisti nelle loro posizioni ideologiche da legittimare pensieri del genere, ma non tutti sono uguali e qualcuno, magari in segreto come ammonisce Gesù, compie le stesse opere di carità che facciamo noi o perfino di più.
Inoltre pure io gioisco e mi commuovo per le tante iniziative di accoglienza che papa Francesco sta facendo fiorire intorno al Vaticano, portando avanti una tradizione che vanta precedenti illustri nella storia dei papi, però non potrei negare che queste stesse opere presentino anche aspetti problematici: basta transitare nella zona verso sera per accorgersi che più aumentano i servizi offerti e ancor di più cresce il numero dei senza tetto che convergono verso San Pietro da tutta Roma e fuori. L'ingresso della Sala Stampa Vaticana è diventato un dormitorio da anni, così le vie adiacenti, il sottopassaggio pedonale di Porta Cavalleggeri e quello automobilistico del Lungotevere, nei giardini di Castel Sant'Angelo d'inverno si allestisce un tendone riscaldato... Inevitabilmente, temo, finiranno col crearsi problemi di ordine pubblico che imporranno una redistribuzione di queste persone altrove.



03/12/2019 09:56 Arannai
Grazie condivido pienamente!


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Marco Pappalardo

Marco Pappalardo, classe 1976, giornalista pubblicista di Catania e docente di Lettere. Collabora con Avvenire, con il quotidiano La Sicilia per il quale cura la rubrica "Diario di Prof", per il mensile Mondo Erre, per siti che si occupano del mondo adolescenziale, giovanile e della scuola. Già membro della Consulta Nazionale per la Pastorale Giovanile della CEI, è impegnato nella diocesi etnea in vario modo e da anni nel mondo dell'educazione attraverso l'oratorio; tra le esperienze di volontariato quotidiano, condiviso con colleghi, amici, alunni ed ex-alunni, ci anche sono la cura e il servizio agli immigrati, ai senza dimora e alle famiglie disagiate. Scrive per la Libreria Editrice Vaticana, la Elledici, l'Effatà, Il pozzo di Giacobbe, per la San Paolo con cui ha pubblicato un nuovo libro dal titolo "Nelle Terre dell'Educazione".

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