ROBE DI RO.BE.
L'antifascismo vero da ritrovare
di Roberto Beretta | 28 febbraio 2018
Sul perché le strutture ecclesiali dovrebbero dedicare maggiore interesse al contrasto della mentalità fascista che è tornata a germogliare

Ma la Chiesa italiana è davvero «antifascista»? Me lo chiedo di fonte agli inquietanti ritorni (ormai sono ben più che "episodi") dell'ideologia mussoliniana, che interessano soprattutto i giovani, e alla sottovalutazione interessata di qualche ottimista ridens secondo il quale «il fascismo in Italia è morto» (tale quale a quando si proclamava che «la mafia al Nord non esiste», ricordate?).

Intendo peraltro un antifascismo diverso da quello, spesso retorico e altrettanto interessato, scandito nelle piazze da certa sinistra, che lo usa come apriori di "purezza" e democraticità esclusive, e lontano pure dalle caratterizzazioni partitiche spicciole (ho già chiarito varie volte che a mio parere ogni cristiano può trovare molte valide ragioni per decidere di stare a destra oppure a sinistra, anzi meglio: molte ragioni per non stare a destra o non stare a sinistra...); ma differente pure dalle declamazioni di maniera, istituzionali e fatte perché infine "si deve". Un antifascismo insomma che punti seriamente alle radici un sistema totalitario basato su una gerarchia imposta e non condivisa, sul controllo centralizzato delle libertà, sull'ideologia della forza, sul mito di un'élite limitata di razza o di nazione o di quant'altro, e così via.

Un fascismo del genere può essere anche "rosso", è chiaro. Ma - per tornare all'assunto iniziale - io sarei contento se un decimo dello sforzo giustamente esplicato dalla Chiesa italiana contro il comunismo fosse stato impiegato per contrastare anche il fascismo; non mi sembra, guardando la storia (innegabile il collateralismo tra gerarchie e gerarchi, nel Ventennio) e anche il presente, non mi sembra proprio. Per questo ritengo che sia ancora più pressante oggi che i cattolici emendino certe colpe od omissioni del passato e nello stesso tempo prevengano pericolose derive future dedicando più impegno a un'educazione antifascista.

Anche perché, checché se ne dica, la lusinga autoritaria "di destra" è assai attrattiva (molto più di quella comunista) per un certo modo "tradizionale" di intendere la Chiesa; basti pensare all'idea di ordine "militare" implicito nelle istituzioni fasciste come in quelle ecclesiali, o allo slogan «Dio patria e famiglia» che sarebbe immediatamente sottoscritto tuttora da tantissimi cattolici italiani. Senza contare che, mentre l'ideologia marxista si caratterizza fin da subito per il proclamato ateismo, quella totalitaria "nera" invece si dichiara fautrice del Dio cattolico (Gott mit uns, non è vero?).

Per questo credo che (al di là delle dovute dichiarazioni ufficiali, di vertice) le strutture ecclesiali di base dovrebbero dedicare maggiore interesse al contrasto della mentalità fascista, intesa come sopra e senza mettere in dubbio un'analoga attitudine anticomunista. Essa infatti manifesta non soltanto valori umani oggettivamente distanti dal Vangelo, ma soprattutto si accompagna a un'idea della Chiesa pericolosa ed errata, oltreché sommamente clericale.  

 

 

02/03/2018 17:57 Maria
I miei figli che hanno ventitré e venticinque anni e sono di idee piuttosto di sinistra mi dicono che oggi quelli che " menano" , quelli che fanno le manifestazioni per spaccare tutto , per vandalizzare, non sono tanto i militanti di CasaPound o di Forza Nuova ma i militanti dei Centri Sociali. Alcuni di loro fanno irruzione persino in Universita' a Milano per picchiare studenti di destra. I miei figli ne sono stati testimoni.
Se c' e' un pericolo oggi in Italia e' L' ignoranza di tanti giovani , corteggiati o scusati dai partiti di sinistra , che si permettono di inneggiare alle Foibe , senza sapere neppure cosa sono e quanti italiani vi sono morti per mano dei comunisti titini.
Se c' e' un pericolo e' L' indulgenza assurda con cui vengono coccolati dai cattocomunisti i piccoli " antifascisti" da salotto che si permettono di augurare la morte ai carabinieri. Se c' e' un pericolo e' la mancanza di idee e la stupidita' di chi crede che il " fascismo" fino piu' di cinquanta anni fa sia oggi un pericolo. Guardatevi intorno: di chi hanno paura le popolazioni come a Macerata : della valenza dei fascisti i di quella molto più' numerosa dei sedicenti antifascisti? Ricordate Macerata citta' fantasma , coi cittadini rinchiusi in casa e i negozi chiusi per paura dei vandali
Dei Centri Sociali.



02/03/2018 12:33 Ale.
Un plauso al sempre efficace Hermanin.
Segnalo altresì la confusione, che spesso riscontro, tra fascismo e nazionalsocialismo: "Gott mit uns" era un motto chiaramente nazista. Non è la stessa cosa.
E mi sembrano più pericolosi i rigurgiti nazisti, ben presenti nella Mitteleuropa, che non qualche italica fiammata "mussoliniana", più che altro una scusa per motivare gli scontri violenti con l'opposta ideologia.
Dice bene, questa volta, Buttiglione: il vero problema sta nell'ambiente circostante, se ha in sé gli "anticorpi" efficaci per non permettere all'infezione di espandersi.
Io temo che tutti questi rigurgiti, tendenzialmente violenti, non siano altro che la spia di una ricerca di "ideali" forti, motivanti, che evidentemente né la società, né la religione, e neanche la Chiesa Cattolica, riesce più a dare ai giovani di oggi.



01/03/2018 17:35 Alberto Hermanin
A proposito di antifascismo, segnalo curiosa convergenza fra i compagni di Liberi e Uguali e il mai abbastanza deprecato Cardinale Ruini: secondo la Boldrini, infatti, in una intervista di oggi, "Ci sono princìpi e valori non negoziabili". Mah, la cosa mi insospettisce....


01/03/2018 17:31 Pietro Buttiglione
Gentile Silvio, un certo Andreotti diceva di aver imparato dai 2000anni di storia Vaticana ( in cui aveva lavorato all’inizio della sua carriera), che ogni fenomeno fuori std va controllato nelle sue dimensioni e finché resta circoscritto e limitato nn bisogna preoccuparsene. A mio avviso il vero problema sta nell’ambiente circostante: ha in se gli anticorpi? Oppure è così debilitato da diventarne facile terreno di diffusione? Questo è il vero problema..
Negli ultimi gg di propaganda sento spesso parlare della necessità di formazione dei giovani come condicio sine qua non x cambiare ad es il femminicidio.. il che significa che ci vogliono generazioni! Vero! Ma su che valori vogliamo puntare? Antifascismo a botte di iniezioni di Resistenza? Un po’ di Auschwitz ed un po’ di lettere di partigiani..?
Imo meglio partire da conoscenza dell’ALTRO da me, interdipendenza come EVO/DEVO, rispetto, relazione con l’ALTRO, confronto, debolezza della violenza, ecc



01/03/2018 08:56 salvo coco
Pietro Buttiglione, ignorare e sottovalutare il diffondersi di fenomeni razzisti e fascisti è pericolosissimo ... Qualora non abbia una chiara idea della situazione le mostro questa mappa https://left.it/2018/02/04/fascismo-la-mappa-delle-aggressioni-e-degli-attentati-terroristici-in-italia-dal-2014-al-2018/


01/03/2018 08:45 Francesca Vittoria
Got mit una ? Suona bene, dipende naturalmente dallo spirito con cui viene pronunciato. Questi ragazzi però che apparentemente si esprimono con gesti rigidi, sembrano essere soltanto reazioni adottate per apparire incisivi, per sottolineare "con forza una idea di disagio, scontentezza, mancanza di ideali veri, di speranza, la presenza di vuoto/gap. Si il risultato di una educazione laica, di una interpretazione della libertà individuale sfasata da quella ben più fondamentale imparata, guarda caso, da un catechismo che si vive fin dalla nascita, prima visto in famiglia e poi appreso! Quello è stato smentito o male interpretato in politica, dove tutti si sentono capi in divenire, contare più che servire. Malgrado tanto apparire a sostegno delle classi lavoratrici, non si comprende come mai queste siano il problema più grande di oggi, e questo problema è alle origini di tutto il malessere generale. La Chiesa attraverso i suoi Pastori, si fa o deve farsi intanto PAROLA, si perché bisogna tornare alla cultura di base, ai Comandamenti intanto, formativi e poi a seguire l'onesta di interpretarli come ha fatto e spiegato il Suo fondatore l'ebreo Gesu Cristo figlio del Dio Creatore. La nostra scienza il suo progredire oggi con scoperte strabilianti non solo dell'universo per carpirne i segreti, la materia oscura che tanto sembra entusiasmare ma con questa lo studio di ogni meccanismo che regola le cellule del corpo umano e si scopre che è anche lì un universo da sondare.E' ridicolo pensare che di fronte al già esistente si insista a ritenersi creatori e non la verità, che tanto di quello inventato si usa anche per distruggersi, una onnipotenza fragile, le nuove malattie, l'inquinamento e il conseguente degrado ambientale che le origina, i morti nelle strade e nei campi dove si risolvono i conflitti ma quello che inquieta e il degrado spirituale che si sta manifestando con uccidere là dove dovrebbero esistere l'amore fraterno, vicendevole, il rispetto della persona umana così ridimensionato a considerarla "cosa" proprietà , di cui servirsi , una aspirazione al potere del comando, persona o partito da gestire per un fine distante dalla definizione "bene comune". Non basta un "bonus, in denaro, queste sono briciole di oggi, ma domani.? Le braccia reclamano un lavoro, la dignità non vuole la persona serva ma collaboratrice e l'intelligenza aspira a scoprire il bello è il buono e come far diventare tali le cose a imitazione dell'idea del Creatore. La Chiesa dovrebbe convincere della fondatezza di questi ideali prima partendo dalla predicazione, altro che stare negletta e timorosa perche altri costruiscono cattedrali di se partendo proprio come in questa photo che protestano con il pugno chiuso perché non è stato loro insegnato la mano aperta a stringere quella dell'altro Servire si ma da Apostoli della Parola....il vostro parlare sia ..............


01/03/2018 08:24 Pietro Buttiglione
Ma davvero credete che i problemi dei nostri giovani siano il fascismo/antifascismo o il relativismo o l’omosessualit??
Conoscete il pifferaio magico?? Mi oare di no.👹👹



28/02/2018 18:17 salvo coco
Ricordo che l'antifascismo non è un optional da tirar fuori per distrarre le masse, ma è il fondamento della repubblica italiana ... Benissimo ha fatto Beretta a coinvolgre anche la chiesa.


28/02/2018 14:42 Federico B
Il problema di oggi, più che qualche sporadico episodio di fascismo, è il relativismo sempre crescente, anche all'interno della comunità cattolica. Sembra che la gerarchia si sia rassegnata ad una visione dell'uomo lontanissima da quella del cattolicesimo, abbia rinunciato a proporre una visione cristiana. I nostri pastori hanno fatto sentire la loro voce quando il dibattito politico ha affrontato temi rilevanti come il divorzio breve, il matrimonio tra omosessuali e l'eutanasia? Sono state votate (spesso negando la libertà di coscienza ai parlamentari, addirittura imponendo la mannaia del voto di fiducia) leggi che riguardano temi etici delicati, leggi fortemente divisive e problematiche per la coscienza dei cattolici, ma i nostri vescovi hanno appena appena espresso un sommesso dissenso (forse per non disturbare chi in questi ultimi quattro anni è stato al governo).
A mio parere è questa l'emergenza di oggi, Beretta, non l'antifascismo.



28/02/2018 10:56 Pietro Buttiglione
Mi/vi chiedo se ha senso prendersela con la CC, visto il suo oramai marginale peso “sociale”.
In qs gg di campagna mi viene spesso in mente Max Weber ( 1935~) :
....con una propaganda performante si può far passare qualsiasi tesi: solo pochi % nn sono “struprabili”!!
ecco che in qs gg siamo circondati di lanci che se fossimo dotati di un minimo discernimento ci farebbero solo ridere.. invece le vedo diffusissime!
Guardiamo a quell’obbrobrio di società che ci circonda!
Poco fa qui a Treviglio il Vescovo Delpini, nella Messa top della festa patronale, ha parlato di una città autosupponente, chiusa su se stessa, pervasa di paure che va trasformata in una città riconoscente per quanto ricevuto e perciò aperta e gioiosa raccomandando impegno per ridare speranza ai giovani.
Che centrare su fascismo sia un alibi x ignorare le cause a monte??👹👹



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Roberto Beretta

Roberto Beretta, giornalista e saggista. Ha scritto 25 libri, quasi tutti di argomento religioso, di «destra» (Storia dei preti uccisi dai partigiani , Il lungo autunno, controstoria del Sessantotto cattolico ) e di «sinistra» (Chiesa padrona , Le bugie della Chiesa). Gli ultimi lavori sono: Fake pope. Le false notizie su papa Francesco (San Paolo), Fuori dal Comune. La politica italiana vista dal basso (Edb), Oltre l'abuso. Lo scandalo della pedofilia farà cambiare la Chiesa? (Ancora) Ha due figli e ancora una gran voglia di dire la sua.

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