Nell'arte
Beati i costruttori di pace
di Gian Carlo Olcuire | 29 gennaio 2017
A queste persone che vengono volentieri evitate oppure invitate a levarsi dai piedi, Gesù dice, in sostanza, di levarsi in piedi. Rovesciando la loro sorte, come succede agli umili innalzati da Dio nel Magnificat. Dio è dalla loro parte: per questo devono sentirsi felici.

BEATI I COSTRUTTORI DI PACE
(Banksy, 2003, Beit Sahour, muro di un garage palestinese

«Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia». Mt 5,1-12a


Se, a detta di molti, quello delle Beatitudini è il top dei discorsi di Gesù, gli artisti non ne sono stati granché ispirati e il massimo della loro immaginazione ha prodotto il Signore che, da un'altura, parla alla folla (vedi Beato Angelico, Cosimo Rosselli, Carl Heinrich Bloch...). Entrando raramente nel merito delle singole beatitudini.

Invece un artista di strada contemporaneo, senza intenzione di dipingere una beatitudine, paradossalmente c'è riuscito, cogliendo pure lo spirito "sovversivo" di Gesù. 

Questo flower thrower, ovvero lanciatore di fiori, li tira infatti come se fossero una bottiglia molotov. Se il gesto nonviolento aiuta a capire i beati, le modalità da antagonista danno un'idea di coloro a cui i beati si rivolgono: non tanto le forze dell'ordine ma tutti noi, per provocarci a un altro ordine... dove il bello, il gratuito, il giocoso - simboleggiati dal mazzo di fiori - siano valori fondamentali. E dove la forza non sia più un valore.

Il viso coperto serve giusto a ricordare che i beati, dagli altri, non sono ben visti. Perché - dicono gli altri - «hanno sempre qualcosa di sospetto e, se hanno una disgrazia, un po' se la sono cercata». Così li si chiama «poveracci, piagnoni, mollaccioni, fissati, buonisti, ingenui, pacifisti da strapazzo, vittimisti»... e li si tiene alla larga - anche se non disturbano la quiete - per le loro scelte di vita strane (basta vedere come sono considerati quelli che non hanno il televisore o che mettono in comune i propri denari con altre famiglie). 

A queste persone che vengono volentieri evitate oppure invitate a levarsi dai piedi, Gesù dice, in sostanza, di levarsi in piedi. Rovesciando la loro sorte, come succede agli umili innalzati da Dio nel Magnificat. Dio è dalla loro parte: per questo devono sentirsi felici. 

L'autore del murale somiglia ai soggetti che dipinge: senza volto, sempre in fuga da chi vorrebbe rinchiudere le sue opere in un contenitore (musei, case, chiese, media...), preferisce realizzarle negli spazi aperti. Mettendo in conto che possano essere danneggiate o contraffatte, cancellate o confiscate. E persino riprodotte (in tatuaggi, t-shirt, tazze, cuscini, cover per smartphone...) e messe in commercio, senza godere diritti d'autore. 

Ma uno che squarcia la barriera di separazione israeliana, dipingendovi sopra dei paesaggi da sogno... o che disegna una bambina nel tentativo di superare il muro, appesa a un fascio di palloncini... o che, nella striscia di Gaza, fa dei gatti enormi sulle case distrutte, per mostrarle a chi - su Facebook - guarda solo foto e filmati di micetti... o che raffigura due innamorati mentre, abbracciati, controllano i rispettivi smartphone, segnalando come la comunicazione digitale abbia sostituito quella reale... non è uno che vuole suggerirci una via di scampo? Uno così sarà infelice ma non un disgraziato: al contrario, è uno che vede le disgrazie altrui - la ricchezza, l'odio, l'ingiustizia, l'incomunicabilità... - e suggerisce come non caderci. Strizzando l'occhio a Gesù.

29/01/2017 17:33 Antonella Patrizia Mazzei
Bellissimo. Lode allo Spirito che ti illumina e, tramite te, ci illumina. Grazie


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Gian Carlo Olcuire

Gian Carlo Olcuire è un grafico. Che si sente realizzato quando riesce a far guardare le parole come se fossero immagini e a far leggere le immagini come se fossero parole. Lavora soprattutto per il mondo cattolico ed è appassionato di linguaggi, soprattutto dell'uso (o abuso, disuso, riuso) che se ne fa nel mondo cattolico.

 

 

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