«Ma chi gli scrive i testi?»
di Fabio Colagrande | 03 gennaio 2015
In esclusiva per Vino Nuovo i dubbiosi dubbi del grande intellettuale cattolico Vittore Messorio su Papa Francesco...

Le discussioni suscitate da un articolo uscito in questi giorni sul Corriere della Sera hanno stuzzicato il grande intellettuale cattolico Vittore Messorio che ha mandato in esclusiva a Vino Nuovo questa nota.

Credo sia onesto ammetterlo subito adesso, prima e non dopo: abusando simpaticamente dello spazio concessomi, ciò che qui propongo, più che un articolo, è una magnifica e strabiliante riflessione personale curata da uno dei più grandi intervistatori di papi della storia. Anzi, una sorta di attesissima confessione che avrei volentieri rimandata (anche se a scuola non mi è mai successo perché ero il primo della classe), dicevo, l'avrei rimandata se non mi fosse stata richiesta a viva voce dal popolo plaudente.

Ma sì, rimandata perché la mia (e non solo mia ma anche quella di alcuni miei potenti amici a cui alludo fuggevolmente con maestria), dicevo la mia valutazione sul Papa oscilla di continuo tra adesione e perplessità, adesione e perplessità, adesione e perplessità... Scusate, anche i geni s'incantano. E' un giudizio mutevole - dicevo - a seconda dei momenti, di come mi sveglio la mattina o di quello che ho mangiato a cena. Per esempio: mangio la peperonata? Non mi piace. Mi cucino una più francescana fettina di pollo ai ferri? Mi piace. Dormo a capo scoperto? Mi sta antipatico. Mi ricordo di sistemarmi in capa una berretta di lana prima di coricarmi? Mi piace. Non sono cattivo, è che mi disegnano così.

Un Papa non imprevisto: figuriamoci, come al solito io prevedo sempre tutto. Sapevo che sarebbe stato sudamericano e uomo di pastorale, che il cognome iniziava con la B e che sarebbe stato un Sagittario che andava in tram. Solo che non l'ho scritto allora per non sembrare troppo bravo. Lo sapevo che l'avrebbero eletto. Ho mandato io il gabbiano sul comignolo della Sistina per annunciarlo. Bisognava bilanciare l'ammirevole e amato papa teologo che ha avuto l'onore di scrivere un libro con me e che solo io e pochi eletti abbiamo saputo apprezzare. Un Papa non imprevisto, dunque, (ma io prevedo tutto l'ho già detto) ma che subito, sin da quel primissimo improvvido «buonasera», (ma chi gli scrive i testi?) si è rivelato imprevedibile, tanto da far mugugnare di delusione qualche cardinale che era stato tra i suoi frettolosi elettori. Ah, se ci fossi stato io in Sistina...

Un' imprevedibilità che continua, turbando la tranquillità del cattolico medio: una sorta di automa ecclesiale, un catholic-cyborg abituato a fare a meno di pensare in proprio, quanto a fede e costumi, ed esortato a limitarsi a "seguire il Papa". (Questa è la trovata più forte del mio pezzo, eh? Lo so che non esiste il "cattolico medio" e che è una bieca e strumentale invenzione giornalistica, ma ci ho costruito su tutto l'articolo e non me la rovinate!)

Già, ma quale Papa? Quello di certe banalotte omelie mattutine a Santa Marta, che non capisco perché piacciano tanto che io saprei fare di meglio? O quello che telefona a quel cattivone di Pannella dimenticandosi che noi dobbiamo odiare i nostri nemici? Il Papa che, nel discorso di questi giorni alla Curia romana, si è rifatto con convinzione a Pio XII (ma, in verità, io che sono un professorino vi spiego che si è rifatto a san Paolo stesso) definendo la Chiesa «corpo mistico di Cristo»? O quello che, nella prima intervista a Eugenio Scalfari (orrore, farsi intervistare da quel barbuto miscredente anziché da me!) , ha ridicolizzato chi pensasse che «Dio è cattolico», cioè me stesso medesimo illustre che non lo sapevo eppure ho studiato tanto e ho intervistato un papa santo e ho scritto un libro con un altro papa, anzi lui l'ha scritto con me?

Il papa argentino consapevole del dramma dell'America Latina che si avvia a diventare un continente ex cattolico, con il passaggio in massa di quei popoli al protestantesimo pentecostale? O il papa che s'intestardisce, cocciuto, nel dialogo ecumenico quasi ci fosse stato un Concilio che l'ha indicato come priorità della Chiesa?

Si potrebbe continuare, naturalmente, con questi aspetti che paiono - e forse sono davvero, ma io non mi prendo la briga di affermarlo ma lo suggerisco solo velatamente con astuzia e poi ritraggo la mano rapidamente come un consumato croupier - contraddittori. Si potrebbe, ma non sarebbe giusto, per un credente. Perciò non vado avanti a snocciolare errori papali, ma vi faccio intuire che ne ho in serbo un sacco e una sporta. Che non mi va di sparare sulla croce rossa, ma potrei scriverci su un libro se non lo avessero già fatto Socci e Ferrara (mannaggia a loro...).

Come credente - e come magnifico intervistatore di papi - so che non si guarda a un Pontefice come a un presidente della Repubblica eletto o come a un re. Certo, in conclave, qualcosa stavolta non deve essere andato per il verso giusto. (Ve l'ho detto, se c'ero io in Sistina.. tra l'altro la porpora mi dona). Ma io non mi arrischierei mai a dirlo. Anche se in fondo però non è che lui, anzi che io... Una scelta che può apparire sconcertante, ma che invece però nella prospettiva storica non si può dire, anzi no, io lo dico ma poi corro a nascondermi per poi fare di nuovo cucù come un impareggiabile burlone. Ma in fondo poi ognuno ha il papa che si merita e chi rompe paga e i cocci sono suoi, come le mogli e i buoi.

Proprio per questa consapevolezza ho scelto, per quanto mi riguarda, di osservare, ascoltare, riflettere pensosamente senza azzardarmi a pubblicare articoli intempestivi se non addirittura temerari, per di più, su uno dei giornali più letti in Italia, come sto facendo adesso. Oddìo no... l'ho fatto e ora?

Per rifarci a una domanda fin troppo citata al di fuori del contesto (ma purtroppo oggi tutti citano i papi mentre dovremmo farlo solo noi che abbiamo intervistato tantissimi papi): « Chi sono io per giudicare?». Terribile è la responsabilità di chi oggi sia chiamato a rispondere alla domanda: "Come annunciare il Vangelo ai contemporanei?". Molte sono le risposte, spesso contrastanti. Io le so tutte (manco a dirlo).

Per quel poco che conta, dopo decenni di esperienza ecclesiale, (chi ne ha più di me?) io pure avrei le mie, di risposte. Avrei, dico: il condizionale è d'obbligo perché niente e nessuno mi assicura di avere intravisto la via adeguata (ma se non l'ho vista io, figuratevi voi...). Però certo un po' mi sembra populista e approssimativo, ma non mi sognerei mai di affermarlo, e in fondo come laico anch'io dovrei dire la mia e dovrei contare qualcosa, ma non vorrei montarmi la testa e in fondo poi alla fine faccio la figura di quelli che criticano i preti e invece bisogna solo pregare per loro. E allora taccio e rifletto. E non scrivo articoli. Mannaggia, ci sono ricascato l'ho scritto. Giuro che è l'ultimo. Certo, se c'ero io in Conclave...

06/01/2015 14:36 Marilisa
Il mio plauso incondizionato a F.Colagrande.
Al di là della sottile ironia con cui ha ridicolizzato la falsa modestia di un Messori che non vorrebbe dire ma dice, e molti se ne accorgono, eccome!, e lo fa nascondendosi sotto una spessa coltre di ipocrisia, Colagrande ha pienamente colto nel segno quando ha letto l'articolo di Messori come un attacco, neanche tanto velato, ad un Papa che più che lasciarlo perplesso, lo ha proprio preso in contropiede per le novità del tutto impreviste da chiunque. E il cattolico medio, a differenza di quel che pensa Messori, ne è rimasto incantato, altro che perplesso e sconcertato!
Qualche volta anche uno scrittore di fama può scivolare su una buccia di banana.



06/01/2015 13:25 Pietro Buttiglione
a difendere Francesco vedo Micromega:
http://firmiamo.it/fermiamo-gli-attacchi-a-papa-francesco
Cosa significa:
1) Papà ateo??
2) Cattolici acefali??



06/01/2015 01:31 Massimo Menzaghi
"Non so se Colagrande ha letto con vera attenzione l'articolo di Messori..."

beh, che la scelta di Colagrande possa piacere o meno ci sta, che urti sensibilità molto (ma molto) delicate forse anche, ma che adesso ci si venga a raccontare la favola dell'orso su quel che ha scritto Messori proprio no, per favore no: non insultiamo quel pizzico di intelligenza che ci è stata donata... ;-)



05/01/2015 22:37 andreina mariani
A me questo è sembrato un articolo di pessimo giornalismo. Non so se Colagrande ha letto con vera attenzione l'articolo di Messori, perchè secondo me è stato scritto con molta pacatezza e riconosce nel Papa,al di là di alcune opinioni strettamente personali, la persona che lo Spirito Santo ha ispirato i cardinali perchè fosse scelta e per cui invita a pregare.


05/01/2015 09:36 Giovanni Giavazzi
Delitto di lesa maestà.
Come ti permetti, Colagrande? Criticare il grande Messori!
Sono veramente stupito che tra i lettori di VinoNuovo vi siano così tanti permalosi e suscettibili, da scandalizzarsi per una spiritosa presa in giro di uno scrittore del tutto mediocre, che è vissuto di gloria per avere scritto un libro, che a suo tempo molti apprezzarono (io compreso) ma nulla più.
Caro Colagrande, ti sono vicino, a fronte di tante contumelie.
Non ti curar di loro ...



04/01/2015 21:05 mauro
Brutta cosa l'invidia, egregio Colagrande...

P.S.: concordo con adriano rossi "Se per contrastare gli argomenti di qualcuno non trovo di meglio che ridicolizzarlo, significa che non ho argomenti."



04/01/2015 12:50 Massimo Menzaghi
@Andrea:
1. le ricordo che esistono i generi letterari
2. Tarquinio affonda Messori senza se e senza ma

detto questo, la forma avrà pure la sua importanza (non certo equiparabile alla sostanza, come molte volte - più in passato, a dire il vero - mi sono sentito ripetere su queste pagine...) ma nasconde anche molte insidie che sfumano dal perbenismo fino all'omertà...

@Paix:
stia serena/o... spero sappia divertirsi anche lei qualche volta... ;-)



04/01/2015 07:57 Pietro B.
Ipotesi su Gesù va inquadrato nel suo tempo i.e.
- critica storica? NIET! Do you remember modernismo??
- del vero Uomo è vero Dio la prima parte era smossa.
Comunque satira aiuta, forzando, a capire il personaggio.
Fabio Poteva anche non storpiare il nome, metterci xyz
io ho 'sentito' tutto il Messori, le sue piccolezze, il suo
atteggiamento da catdoc..e, lo confesso, ho iniziato leggendo
con sospesa e timore, ho finito ridendo!



04/01/2015 00:52 Andrea
Leggete la risposta ad alcuni lettori del direttore dì Avvenire non tanto per il contenuto che ha una peculiare valenza, ma lo stile, la professionalità ed in particolare la testimonianza prima che di un giornalista, quella di un cristiano che nella continua ricerca della verita cerca per quanto possibile ciò che unisce e meno ciò che divide


04/01/2015 00:14 Paix
Ma certo, per carità. Ognuno si diverte come può.


03/01/2015 22:06 Massimo Menzaghi
certo che se ci si accapiglia (stracciate di vesti comprese) anche per una presunta lesa maestà nei confronti di Messori siamo messi male, ragazze/i mie/i, ma proprio male male...

Ipotesi su Gesù ho provato a leggerlo ma non sono andato oltre le prime pagine: forse mi sono perso qualcosa, pazienza...

Per tutto il resto i gusti son gusti e, per definizione, legittimi. A me, più che gli attacchi al papa e la delegittimazione ostentata (ormai triti e ritriti), ha sconvolto davvero il riferimento al cattolico medio che ci colloca su mondi paralleli e destinati a non potersi contaminare.

Quanto alla legittimità della critica, ci mancherebbe altro (detto da me, poi): ricorderei però che le bordate ad altezza d'uomo vengono esplose con la massima disinvoltura da quella porzione di Chiesa che non tollerava critiche puntuali (un po' diverse dalla delegittimazione) nella stagione precedente e non per chissà quali motivi, ma banalmente perchè un papa, un vescovo e (per alcuni) un prete non si possono contestare. Poi ovviamente si invocava la carità cristiana e si rigiravano travi e pagliuzze, ma la questione era "di principio".

Ergo, viva la coerenza e lasciateci almeno la possibilità di scherzare coi fanti! ;-)



03/01/2015 19:07 Lorenzo Cuffini
Aldilà del merito -che io condivido pienamente, ma capisco possa non essere condiviso - è innegabile che il Vittorione degli italiani, da qualche anno , e sempre di più, tende ad assumere un tono da " vate" cattolico che gli fa percorrere tutti quei viottoli verbali un poco contorti su cui Fabio ironizza con molto divertimento.Anche io devo moltissimo a Ipotesi su Gesù, ma se uno- invito tutti all'esperimento- lo riprende in mano adesso, stenta non poco a far coincidere quello stile franco, essenziale e ruvido con il paludamento solenne e smaccatamente compiaciuto degli interventi di oggi....
A quanti non condividono, solo una battuta. Si trasforma cotidie da n parti l'immagine del papa in una specie di sansebastiano bersaglio di frecce di ogni genere e grado , dalla critica sempre lecita all'insulto sempre becero, e ci si risente per una garbata presa in giro assai circostanziata di Messori?!
Vabbè che iniziano tutti e due per "mess" , ma mica trattasi del messia, via.
Nu poco di ironia, va sempre bene.
Personalmente, plaudo a Fabio: mi sono molto, e pulitamente, divertito.
0Bravò, per quel che vale detto da me.



03/01/2015 17:27 adriano rossi
Se per contrastare gli argomenti di qualcuno non trovo di meglio che ridicolizzarlo, significa che non ho argomenti.
Adriano



03/01/2015 15:34 Alberto Hermanin
È certo bellissimo pregare perché gli altri si avvedano dei loro errori. Io lo faccio spesso, non solo per Messori. Quanto ai miei, forse ce ne sono stati nel passato, ma adesso non più. Infatti, non mi sbaglio mai.


03/01/2015 14:22 Pietro Buttiglione
Anche io devo molto ad Ipotesi su Gesù, se nn altro
la comune origine atea. Ma poi ?? Imo Messori ha percorso
la deriva del convertito, come Magdi Allam ed altri,
prevenendo a tesi e ruolo che, a differenza di quel
suo primo libro, invece di procurare aiuto alla CC,
la danneggia, enormemente.
Preghiamo affinché se ne accorga.



03/01/2015 12:05 Ale
Mi hanno sempre insegnato che al cristiano compete la "correzione fratena" non lo scherno.
Questo articolo a mio parere è fuori luogo, sia per il tono e i modi usati che per il fatto che su vino nuovo certe cose non ci dovrebbero essere.



03/01/2015 11:38 carlo riviello
Fabio amico mio, sei bravo con le facezie come con le più seriose interviste vaticane (quelle a qualche facondo gesuita poi sono un capolavoro di imparzialità), ma è quasi tutti i santi giorni che oramai stai a menarla su Messori, altrove come adesso qui, e sai come la penso, però...anche basta no?
o forse che il truce "Messorio" un po' c'ha preso, per suscitare tante, stizzite più che scherzose, reazioni dai tanti pretoriani del colonnato?
baci.

p.s.
a storpiare i nomi dei nemici è da sempre altrettanto bravo Emilio Fede.



03/01/2015 11:38 Paix
E' tanto che non passo da Vino Nuovo. Apro oggi e non credo ai miei occhi.
Senza mezzi termini sono rimasta disgustata da questo post. Vorrei credere alla buona fede dell'autore, come riesce a fare Alberto, ma non riesco a non trovarlo livoroso e insensatamente aggressivo se si considera l'intervento che l'ha originato. Ho trovato il breve pezzo di Messori pacato e decisamente equilibrato, con ben in evidenza la consapevolezza dell'importanza del papa e della necessità di seguirlo e appoggiarlo anche se non risponde in tutto alle nostre attese e aspettative. Magari questo concetto fosse così chiaro in altri giornalisti cattolici -dell'una e l'altra parte!
Tra l'altro noto che per tali diplomaticissime osservazioni Messori è stato preso di mira, e con parole tutt'altro che diplomatiche, già da altri, come Louis Badilla, o Leonardo Boff.
Sarà lo stile dei "cattolici della misericordia". Che pena.



03/01/2015 11:30 Yolanda
Per Maria: sono proprio tonta. Così ci sono i preti cattocomunisti che raccolgono firme per evitare che si disturbi il manovratore? Ora comincia l'era dell'ipocrisia ,del silenzio controriformista? Sarà che io sono quasi astemia ,uso il vino generalmente per preparare altri cibi ed arricchirli, non mi preoccupo di berlo generalmente. Ma so ben distinguerlo dall'aceto. Quel che mi importa sono le persone che bevono e mangiano , io compresa, perchè il piacere di gustare qualcosa di buono lo ritengo importante. Anche nella fede. Ho visto passare tanti papi, modalità diverse di intendere la fede, di partecipazione ecclesiale, di tacitare le voci dissonanti e questo è solo un momento di passaggio difficile per tanti motivi.
Perchè preoccuparsi delle critiche a qualunque capo? Ci sono sempre state e ci saranno. Perchè non preoccuparsi invece di costruire qualcosa di buono anche con le proprie opinioni?Tutte lo sono ma non tutte sono costruttive.
Per Alberto:
Ti sbagli, anche a me Ipotesi su Gesù era piaciuto all'epoca, ma quel che scrive ora non lo ritengo affatto rilevante e costruttivo.Forse è diverso lui o molto probabilmente sono cambiata io. Non lo giudico, semplicemente ho altri gusti e interessi.



03/01/2015 11:10 Alberto Hermanin
Caro Fabio
Ti so in buona fede: magari hai voluto solo scherzare su un giornalista e scrittore molto noto (non del tutto immeritatamente). Non credo che tu abbia livore, come qualcuno scrive. L’occasione però è buona per riaffermare:
• che le critiche al Papa sono ammesse, se pronunciate in modo adeguato e civile (è vero che non sempre lo sono: come non sempre lo erano quelle al Papa precedente).
• Che si può esprimere perplessità su alcune prese di posizione del Papa.
• Che tale diritto è stato ampiamente esercitato dagli autori e dai frequentatori di Vino Nuovo, e non si capisce perché dovrebbe vietarsi ad altri.
• Che le raccolte di firme contro qualcuno – si possono avere maggiori dettagli? Io sono un cattivo navigatore di internet – non sembrano essere un esempio luminoso di virtù evangeliche.
Ciò detto, io personalmente poco sopporto il Messori trionfante intervistatore di Papi, e il rivendicante dello stato della chiesa (minuscola d’obbligo). Apprezzo tuttavia l’autore dell’ipotesi su Gesù: non si tratta di opera di alto valore scientifico, né pretende di esserlo, ma è magistrale nell’individuare le molte, troppe cantonate prese da chi di tale scientificità talora si ammanta in un modo dogmatico che pienamente la contraddice.
Personaggio, manco a dirlo, che non piace per esempio a Yolanda. Qualcun altro dice che gli ha salvato la fede: io non me la sento di fare sarcasmi su questo: lo Spirito soffia dove vuole, come ci ricordò il grande Valli: può soffiare ai raduni degli omosessuali cristiani e anche nelle pagine di Messori: chi siamo noi per giudicarlo?
Con amicizia.



03/01/2015 10:14 Maria
Ah ah come è spiritoso !Come gliele canta a Messori!
Anche in Unione Sovietica si usava prendere in giro i dissidenti per poi.. mandarli al GUlag! C'è sulla rete un raccolta di firme promossa da Don Farinella Don Santoro ed altri preti cattocomunisti contro Messori: i TRibunali del Popolo sono tornati! A nessuno sarà più possibile criticare apertamente il Capo!!!.
Questa è la parresia , questa la misericordia e il dialogo della Chiesa della misericordia e del dialogo ????.
Ci aspetta un èra di ipocrisia e di silenzio, controriformistica. Chi non è d'accordo con la linea di Bergoglio o con Kasper, chi non condivide certe scelte, deve stare zitto e mormorare in cuor suo e non apertamente! Se no ? Che faranno a Missori lo manderanno in un campo di rieducazione in America Latina?
A Fabio Cologrande tutto questo fa ridere, a me fa piangere!
Il cattocomunismo non è "vino nuovo" anzi è un vino vecchio molto vecchio e già andato a male non vale la pena continuare a berlo!



03/01/2015 10:07 Yolanda
Questo post è un attacco molto duro a Messori. Mi stupisce. Mi domando se valga la pena di spendere energie e risorse per il personaggio. E' così importante e rilevante la sua opinione? Per chi? E perchè? Sono andata a leggere l'articolo e qualcosa d'altro e ritengo di potermene tranquillamente dimenticare ed ignorare, tempo perso.La caricatura è scritta bene ma...Qual'è il fine? Non capisco!


03/01/2015 09:01 Mario
Che cavolata questo post! Siete proprio caduti in basso. Delusione totale. Mi dispiace molto... Non me l'aspettavo da voi!


03/01/2015 04:51 Gianni
perché tanto livore contro Messori?Sono sconcertato da questa caricatura;non è degna di un giornalista cattolico;personalmente Messori mi ha salvato la fede.


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Fabio Colagrande

Fabio Colagrande, nato a Roma a metà dei favolosi anni Sessanta, lavora da vent'anni alla Radio Vaticana come giornalista e conduttore di programmi in diretta. Collabora con L'Osservatore Romano e altre testate cattoliche. Per alcuni anni, ai microfoni di Radio Due, si è occupato di cultura e intrattenimento.

Autore, regista e attore di teatro, per diletto, nel 1995 ha fondato una compagnia tuttora sulla breccia. Felicemente sposato, ha due figli, che spera mettano su un gruppo rock e lo facciano cantare, ogni tanto. Cura un blog personale intitolato L'anticamera del cervello.

 

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