La sbornia editoriale sul Concilio
di Maria Elisabetta Gandolfi | 18 novembre 2012
Si ha l'impressione che accanto a un insufficiente ritorno alle fonti del Concilio che attraversa il dibattito intraecclesiale si affianchi una mancanza di visione dei «segni dei tempi» editoriali

Sul numero 18 della rivista Il Regno Maria Elisabetta Gandolfi ha proposto questa riflessione che contiene una rassegna dei tanti libri usciti in queste settimane in concomitanza con i 50 anni del Concilio. La riproponiamo qui anche ai nostri lettori, rilanciando per il nostro dibattito soprattutto la tesi iniziale sulla sproporzione tra numero di titoli è domanda dei lettori.

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In questo mese d'ottobre 2012, l'editoria di matrice cattolica si sta dedicando a uno dei temi che più l'appassionano - e comprensibilmente visto che ha dato i natali a buona parte di essa - cioè il concilio Vaticano II, dopo gli «straordinari» fatti per l'improvvisa morte del cardinal Martini. Sforzo che ha incontrato il favore del mercato, visto che i libri che portano in copertina il suo nome sono da settimane stabili nei primi 10 posti delle classifiche di vendita del comparto «saggistica».

Ma mentre nel caso di Martini persino le librerie laiche si sono trovate a dover allestire un banco a lui dedicato - anche perché tutti i grandi editori hanno tratto dal proprio cassetto un titolo sul porporato - non avverrà altrettanto per il Vaticano II, il quale occuperà al massimo qualche centimetro negli scaffali ordinari alla voce «religione». Anche nei blog in cui si discute di «cose di Chiesa», le impennate di visite e commenti non riguardano in modo particolare questo anniversario.

A 50 anni dalla sua apertura, il Vaticano II sembra, nella percezione generale, meno evento di grande impatto sociale e culturale, quale fu nel suo accadere, e più oggetto di dibattito intraecclesiale, riservato a un pubblico che ama il lessico da specialisti o che ha l'età per ricordarlo. La stessa discussione sull'«ermeneutica della continuità o della discontinuità», riaperta nel quarantesimo della conclusione del Concilio (2005) dal papa, rischia d'essere relegata all'angolo dei teologi o degli storici della Chiesa, o al confronto, questo davvero malinconico, tra «reduci» di quella stagione e «neoapologeti» della restaurazione.

Per questo è un poco sorprendente l'abbondanza dell'offerta di libri sul Concilio che gli editori - per lo più di matrice religiosa - hanno proposto. Non solo per la crisi che sta attraversando il mercato. Ma anche perché, come diverse inchieste confermano, in cinquant'anni il volto del lettore del libro religioso è davvero molto cambiato. Si ha come l'impressione che accanto a un insufficiente ritorno alle fonti del Concilio che attraversa il dibattito intraecclesiale si affianchi una mancanza di visione dei «segni dei tempi» editoriali.

Ecco dunque buona parte dei titoli che affollano - solo per il 2012 - lo scaffale del Concilio.

Sul fronte della ricerca storica troviamo la riedizione dei 5 volumi della Storia del concilioVaticano II diretta da G. Alberigo (con una nuova Introduzione di A. Melloni, curatore dell'ed. italiana, coedizione Il Mulino - Peeters a partire dal 1995) e della sua sintesi nella alberighiana Breve storia del concilio Vaticano II (Il Mulino, prima ed. 2005); l'opera, a cui egli ha dedicato una vita di studi, è di gran lunga quella di più ampio respiro e anche per questo è stata oggetto di approfondite discussioni, in particolare sul punto dell'interpretazione dell'evento conciliare in rapporto alla Tradizione: cf., in particolare, A. Marchetto che oggi dà alle stampe Il concilio ecumenico Vaticano II. Per la sua corretta ermeneutica (LEV, Città del Vaticano), dopo Il Concilio ecumenico Vaticano II. Contrappunto per la sua storia, pubblicato sempre da LEV nel 2005.

Su un'immaginaria linea che misura la progressiva distanza critica dal lavoro dell'«Officina bolognese» possiamo posizionare i testi di: R. Burigana (Storia del concilio Vaticano II, pubblicato sorprendentemente da Lindau) che da tale scuola proviene; Ph. Chenaux (Il concilio Vaticano II, Carocci) che accenna qualche distinguo; e via via quelli di: E. Casale (Il concilio Vaticano II. Eventi, documenti, attualità) e B. Gherardini (Il Vaticano II. alle radici d'un equivoco) pubblicati da Lindau; W. Brandmuller, A. Marchetto, N. Bux (Le chiavi di Benedetto XVI per interpretare il Vaticano II), M.S. Lanzetta (Iuxta modum. Il Vaticano II riletto alla luce della tradizione della Chiesa) e la riproposta di M.-J. Le Guillou (Il volto del Risorto. Grandezza profetica, spirituale e dottrinale, pastorale e missionaria del concilio Vaticano II) tutti editi da Cantagalli; fino a quello di E. Finotti (Vaticano II. 50 anni dopo, Fede e cultura, Verona).

Nuovi apporti giungono poi da studi su aspetti specifici, come quello di F. Ruozzi su Il Concilio in diretta. Il Vaticano II e la televisione tra partecipazione e informazione (Il Mulino); o quello di G. Sale su Giovanni XXIII e la preparazione del concilio Vaticano II nei diari inediti del direttore de La Civiltà cattolica (Jaca Book); o quello a cura di F. Ferrario, M. Vergottini, Karl Barth e il concilio Vaticano II (Claudiana).

Interessanti anche i due volumi che studiano il ruolo che le (poche) donne chiamate al Concilio ebbero all'interno dell'assemblea: quello di A. Melloni, S. Noceti, M. Perroni (a cura di), Tantum aurora est. Donne e concilio Vaticano II (LIT Verlag) e quello di A. Valerio, Madri del Concilio. Ventitré donne al Vaticano II (Carocci). Dà, poi, voce ad alcuni protagonisti tuttora viventi del Concilio (cardinali, porporati, giornalisti) il testo di F. Rizzi, Quelli che fecero il Concilio (EDB).

A seguire troviamo alcuni studi: sugli schemi preparatori, il testo a cura di S. Mazzolini, Vaticano II in rete. Una lunga preparazione andata in fumo? (Claudiana - Il Mulino); sulla Dei Verbum, C. Alves, Ispirazione e verità (Armando); sulla Lumen gentium, D. Vitali, Commento alla Lumen gentium (Studium); su un aspetto della Sacrosantum concilium, D. Estivill, La Chiesa e l'arte secondo il concilio ecumenico Vaticano II (Lateran University Press).

Ripropongono invece in nuova veste i testi dell'assise i volumi della LEV curato da C. Delpero (I documenti del concilio Vaticano II. 1962-1965) e quello delle EDB (Il concilio Vaticano II. Edizione del cinquantesimo) con una postfazione di C. Theobald (cf. Regnoatt. 12,2012,385) che invita a non farne un «mito».

Questo è il punto. Se si vuole dare prospettiva - anche editoriale - al Vaticano II, occorre proiettarlo sul futuro e ipotizzare che la sua ombra delinei Una Chiesa contemporanea (Regno-att. 16,2012,538; cf. anche Regno-doc. 17,2012,538). È il tentativo fatto da un gruppo di amici legati a L. Pedrazzi, i cui corposi scambi via email sono stati pubblicati nel 3° volume de Vaticano II in rete. Migliorare e cambiare: come e perché (Claudiana - Il Mulino). È lo spirito con cui il giornalista L. Rolandi ha raccolto i testi di numerosi colleghi a commento delle costituzioni, delle dichiarazioni e dei decreti conciliari ne Il futuro del Concilio. I documenti del Vaticano II: un tesoro da riscoprire (Effatà); con cui M. Orizio s'inventa una storia per chi non ha vissuto il Concilio ne Una strana caccia al tesoro. Il Concilio raccontato ai ragazzi (Paoline); con cui G. Borsa interroga protagonisti del mondo ecclesiale su L'eredità viva del Concilio. Cristiani che guardano avanti (AVE); con cui G. Ruggieri pubblica per Einaudi - «Le vele» - Ritrovare il Concilio, dove, rivolgendosi a un lettore «non specialista», evoca la prospettiva rahneriana del Vaticano II come «inizio di un inizio»; e, infine, con cui il teologo M. Vergottini ha inanellato alcune Perle del Concilio. Dal tesoro del Vaticano II facendo commentare i testi del Vaticano II (EDB) perché ciascuno, «re-inventando l'esperienza stessa del Concilio nelle [proprie] Galilee», possa nuovamente riceverlo «come una grazia» (Theobald).

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Maria Elisabetta Gandolfi

Maria Elisabetta Gandolfi, classe 1966, è giornalista professionista e lavora da una ventina d'anni presso la rivista Il Regno. Scrive di editoria religiosa, Africa, e, in generale, di temi ecclesiali; volentieri si occupa di associazionismo perché è lì una delle sue radici. Sposata con un insegnante, ha tre figli e un cane; si divide con passione e a volte con qualche affanno tra lavoro, casa e scuole dei figli.

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