Nell'arte
La guarigione di Pietro
di Gian Carlo Olcuire | 13 agosto 2017
Non sembri strano, questo miracolo: è, come tutti quelli di guarigione, un farsi carico dell'altro per renderlo più leggero, un levargli peso perché non vada a fondo

dubitato

 

GESÙ SALVA PIETRO

(Lorenzo Veneziano, 1370, Berlino, Staatliche Museen)

 

«Uomo di poca fede, perché hai dubitato?» (Mt 14,22-33)

 

È un momento drammatico, quando gli apostoli sono in balia delle onde e la vista di Gesù che cammina sul mare li rende preda della paura: una delle malattie "mentali" che più appesantisce e toglie agilità... Invitato da Gesù ad andargli incontro, il capitano degli apostoli dubita e sprofonda (per questo un biblista, come Silvano Fausti, ironizza su Pietro "pietrificato"). E il Signore, prendendolo per mano, lo porta in salvo. Non sembri strano, questo miracolo: è, come tutti quelli di guarigione, un farsi carico dell'altro per renderlo più leggero, un levargli peso perché non vada a fondo.

L'opera ha una certa somiglianza con quella realizzata a mosaico da Giotto, settant'anni prima, nel quadriportico della Basilica di San Pietro eretta da Costantino sul colle Vaticano (fatto spianare appositamente). Era, la "navicella", l'ultima immagine vista dal fedele prima di uscire, molto amata da Santa Caterina da Siena: si provò a ricollocarla nella nuova Basilica, nel portico antistante al portone centrale, ma qualcosa andò storto (le tempeste, per la Chiesa, scoppiano pure nel mare dell'arte) e il mosaico si rovinò. Così la "navicella" odierna è solo lontana parente di quella giottesca.

Di quest'ultima esiste però una copia, disegnata da Parri Spinelli nella prima metà del Quattrocento: dal raffronto tra antico e nuovo, si coglie che è stata mantenuta la struttura, con Gesù ritto in piedi sul lato destro, nell'atto di sostenere Pietro.

Sul lato sinistro, come nell'opera di Lorenzo Veneziano, è da notare la figura dell'imperturbabile: ovvero colui che, nel panico totale, sta continuando a pescare. Forse una metafora della Chiesa che non si fa impaurire: un dettaglio assente nel Vangelo, ma verosimile per l'artista.

 

 

 

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Gian Carlo Olcuire

Gian Carlo Olcuire è un grafico. Che si sente realizzato quando riesce a far guardare le parole come se fossero immagini e a far leggere le immagini come se fossero parole. Lavora soprattutto per il mondo cattolico ed è appassionato di linguaggi, soprattutto dell'uso (o abuso, disuso, riuso) che se ne fa nel mondo cattolico.

 

 

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