Nella musica pop
Le beatitudini di Rino
di Sergio Ventura | 29 gennaio 2017
Quando il menestrello cantava: «Beati sono i santi/i cavalieri e i fanti/beati i vivi e i morti/ma soprattutto i risorti»

Rino Gaetano

Rino Gaetano, Sanremo, 1978

 

Rino Gaetano. Il menestrello della musica italiana. Stravagante. Ironico - oltre misura, secondo alcuni. Tragica la sua uscita di scena a trentun anni. Tra una serie di coincidenze fatali e presunti contrappassi massonici, la morte del cantautore calabrese conserva qualcosa di oscuro, inquietante. E i non-sense presenti nelle sue canzoni rendono quest'ultime infinitamente interpretabili, ai limiti dell'impossibile.

Non sapremo mai cosa ci avrebbe regalato una volta entrato nel mezzo del cammin di nostra vita, quell'età che secondo la Bibbia (Sal 90,10; Is 38,10) oscilla tra i trentacinque e i quaranta anni e che spesso ha coinciso con l'inizio della predicazione da parte dei cosiddetti fondatori delle grandi religioni. Possiamo certo pregustare quel che sarebbe potuto essere, soprattutto a livello di riflessione spirituale, se riascoltiamo i due inediti del nostro cantautore, realizzati nel 1979 e nel 1980, ma pubblicati postumi nel 1990: Solo con io e Le beatitudini.

 

Clicca qui per vedere il video

 

Rino Gaetano, giunto all'apice del proprio successo, sembra essere pronto a svelare quante stranezze, esaltazioni, invenzioni, esibizioni, provocazioni produciamo nelle nostre relazioni personali e sociali: "insieme a te" ed "insieme a voi". E a confessare che in realtà è "solo con io", "davanti allo specchio/a tu per tu", che "dico sempre la verità": sulle notti insonni, le sensazioni corporee, il bisogno d'amore. E' "solo con io" che "mi piace il blues/a tu per tu" e che, quindi, ha ragione il coro quando assolve alla sua funzione storica di ricordare al singolo attore (l'hypokrités), ad ognuno di noi, che quel "solo con io" potrebbe anche suonare come "solo con Dio"...

Ma allora è la comprensione profonda dell'oscillazione dialettica tra chi sembriamo, decidiamo di essere davanti agli altri e chi siamo veramente di fronte a noi stessi e a Dio che, crediamo, porta il cantautore calabrese ad una provocatoria rilettura delle Beatitudini - conoscendo il destino da lui riservato ai "critici ed esegeti di questa mia canzone".

 

 

Clicca qui per vedere il video

 

Apparente esaltazione della buona notizia di quello che Nietzsche chiama il disvangelo. Maschera cantata, in realtà, per essere evangelicamente smascherata, via da percorrere per rinunciare consapevolmente ad essere chi il mondo considera beato ed assaporare finalmente il senso profondo di questa promessa di pienezza:

"Beati sono i ricchi/perché hanno il mondo in mano ", se non sono "beati i poveri di spirito" e di essi non "è il regno dei cieli"

"Beati i potenti e i re/beato chi è sovrano", se non sono "beati i perseguitati per la giustizia" e di essi non "è il regno dei cieli"

"Beati i bulli di quartiere/perché non sanno quello che fanno", se non sono "beati i miti" ed essi non "avranno in eredità la terra"

"Beati i parlamentari ladri/che sicuramente lo sanno", se non sono "beati quelli che hanno fame e sete della giustizia" e non "saranno saziati"

"Beata è la guerra/chi la fa e chi la decanta/ma più beata ancora è /la guerra quando è santa", se non sono "beati gli operatori di pace" e non "saranno chiamati figli di Dio"

"Beati i professori/gli arrivisti/i nobili e i padroni/specie se comunisti", se non sono "beati i misericordiosi" e non "troveranno misericordia"

Forse per questo la voce scanzonata di Rino e la marcia musicale si placa, per inserire un senso nel non-sense generale:

"Beati i bambini/che sorridono alla mamma", poiché sono "beati i puri di cuore, perché vedranno Dio"

"Beati gli stranieri/e il soufflé di panna", poiché sono "beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati"

"Beati sono i santi/i cavalieri e i fanti/beati i vivi e i morti/ma soprattutto i risorti", poiché "in quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte, si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli, si mise a parlare e insegnava loro dicendo"...

 

 

 

04/02/2017 18:24 SERGIO VENTURA
Grazie a te Rosario :-)


04/02/2017 10:03 Rosario Grillo
Ascolto e leggo in ritardo e vengo colpito dalla meraviglia di questi due brani. Una chiave per entrare nel " non sense " del cantante e l'evidenza di ( ri )considerare il nome di Dio: Dio è Verità senza veli e senza inganno, Purezza e Povertà Grazie infinite Sergio!


Commenta *






Versione stampabile
Invia ad un amico
Scrivi a Vino Nuovo





Sergio Ventura

Sergio Ventura, romano del '73, giurista pentito, datosi all'insegnamento per la libertà di ricerca che esso garantisce, appassionato di religione perché - disseminata ovunque - permette di curiosare in tutto, è responsabile del Blog degli Studenti nel sito del Cortile dei Gentili.

leggi gli articoli »
Ogni opinione espressa in questo sito è responsabilità del singolo autore. www.vinonuovo.it è un blog in cui ci si confronta su temi e problemi dei cattolici oggi in Italia.
Come tale non rappresenta una testata giornalistica e non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001

Cookies: ai sensi della normativa sulla privacy si informano gli utenti del presente sito che, ai fini di garantire un ottimale funzionamento dello stesso, viene fatto utilizzo di cookies. I cookies sono piccoli file di dati che i siti visitati dall'utente inviano solitamente al suo browser, dove vengono memorizzati per essere poi ritrasmessi agli stessi siti alla successiva visita del medesimo utente. Alcune operazioni non potrebbero essere compiute senza l'uso dei cookies, che in alcuni casi, sono quindi tecnicamente necessari. I cookies utilizzati nel presente sito sono di tipo tecnico ed hanno lo scopo di garantire il corretto funzionamento di alcune aree del sito stesso e di ottimizzare la qualità di navigazione di ciascun utente. Non vengono utilizzati cookies di profilazione.
Web Design www.horizondesign.it