Parroci cercasi

Per motivi diversi diminuiscono i preti disponibili a diventare parroci: ennesimo segnale di crisi di una realtà che non riesce a cambiare, ennesimo avviso per i vescovi
9 Dicembre 2025

C’è un problema che riguarda le diocesi italiane (ma non solo), che preoccupa i vescovi e anche i presbiteri: mancano parroci. E mancano non solo per ragioni ‘numeriche’ – calo di vocazioni presbiterali diocesane, clero anziano, dinamiche demografiche, etc —, ma mancano anche perché non pochi tra i sacerdoti ‘giovani’ (diciamo under 45) non sono poi tanto disposti a diventare parroci; meglio altri incarichi, altri ministeri, altri luoghi dove poter spendere meglio il proprio dell’essere presbiteri.

Forse perché alcuni vedono i loro confratelli più anziani oberati e schiacciati dal peso del ruolo di parroco, ancora responsabile di tutto (giuridicamente, amministrativamente, economicamente) e, quindi, consumato in ciò che non sembra essere il compito pastorale e spirituale proprio del prete. Forse perché si riscontra una maggiore fragilità personale e, dunque, si è meno pronti a sottoporsi al fuoco di fila della critiche del parrocchiano medio che tra la piazza, la sacrestia, i social, il bar sente il bisogno di dire la sua quando non vengono soddisfatte le aspettative sul parroco, spesso su questioni secondarie, come se fossimo ancora negli anni ’70. Forse perché, aumentando le vocazioni adulte, si vorrebbe che i percorsi personali compiuti prima dell’ingresso in seminario in qualche modo venissero accolti e valorizzati, e non dimenticati o appiattiti in ruoli standard. Forse perché si trova nei ‘giovani’ una visione pastorale differente, per cui si intuisce, pure per motivi generazionali, che la gran mole di lavoro che la parrocchia domanda è non raramente fine a se stessa e poco radicata nel vangelo per il giorno d’oggi. O forse, ancora, ci sono dimensioni intime meno disponibili a sacrificare parti di sé per un bene maggiore — soprattutto quando il bene è più retorico che fattuale. O forse si pagano scelte vocazionali e ammissioni al presbiterato fatte con una certa leggerezza, sull’onda del bisogno, non avendo colto per tempo (o non avendo voluto vedere per tempo) nodi intimi e situazioni personali problematiche.

Insomma, i motivi sono tanti…. E lo sappiamo. Ma in una struttura ancora fondamentalmente tridentina come è la parrocchia oggi, come fare, come procedere senza il parroco? Senza riempire quella casellina importante, con un nome, un cognome, una firma (o più firme: chi ormai ha una sola parrocchia da gestire?).

Allora, anche questa fatica a trovare parroci, questa lenta, silenziosa ma reale ‘fuga dalla parrocchia’ degli stessi presbiteri indica che la parrocchia va ripensata, per una sostenibilità umana delle persone, per comunità più serene, per una vivibilità di ambienti ecclesiali che, se diventano tossici, schiacciano e avvelenano (uomini e donne, presbiteri e laici).
Forse che sarà questo problema interno al clero a spingere i vescovi a mettere mano alla parrocchia, che suggerirà qualche modifica del diritto canonico?

7 risposte a “Parroci cercasi”

  1. Benedetto Ricciardi ha detto:

    Sono Benedetto un ragazzo che vuole continuare il suo cammino vocazionale. So cosa significa collaborare con il parroco perché ho avuto un esperienza di quasi 20 anni. Angora oggi ho la possibilità di darlo. Ho compiuto tutti gli studi della teologia (baccalaureato) e Un master di bioetica e sessuogia. Spero che qualcuno mi accolga in seminario per poter completare ciò che Dio ha iniziato in me. Ringrazio il Signore per questa possibilità di poter esprimere in questo post. Non ho paura di fare il parroco, anzi spero che tanti giovani possano incontrare il Signore e poterlo servire come a Lui conviene. Grazie e pregate per meche tutto possa realizzarsi. 🙏🙏🙏

  2. Leonardo Manuli ha detto:

    E se i vescovi considerano i preti come pedine per riempire vuoti o mandano i parroci in parrocchie dove non c’è la possibilità per ambientarsi? E se le parrocchie vengono considerate come aziende e tra clericalismo e laici più clericali dei preti? Il prete e parroco dovrebbe pur fare qualcosa, per questo è stato ordinato, va bene la collaborazione ma i laici devono essere servil?

  3. Alessandro Taiola ha detto:

    Se non ci sarà una riforma seria e profonda del diritto canonico e del ruolo dei vescovi, le parrocchie e con loro i parroci sono destinati a fallire: ecclesia semper reformanda ma mai a favore dei laici. Del resto si è mai visto che il potere si riforma da sé, cedendo sovranità? bisogna tornare tutti, laici e preti a quel giovedì santo, all’idea di servizio gratuito a favore della comunità. I consigli pastorali sanno di lavanda dei piedi col maestro in ginocchio che da il buon esempio? e quelli degli affari economici? Se sei un prete novello e le strutture immobiliari le decide e gestisce la curia diocesana vorresti diventare parroco di un’oratorio obsoleto e una chiesa da ristrutturare?

  4. Luciano Tallarico ha detto:

    E mentre per il clericalismo e il maschilismo ecclesiastico si dice no alle donne diaconesse e presbitere noi non ci rendiamo conto che il 90,,%della pastorale è fatta da donne noi le rifiutiamo per il fatto che non era nel dibattito del cristianesimo primitivo la questione non era e non poteva emergere. Se Gesù non ha ordinato Maria noi chi siamo per ordinare le donne? Ma intanto s. Paolo parla di diaconesse come guida delle comunità cristiane. Poi il maschilismo monacale che sfornò molti papi che volevano anche i fedeli laici come il vissuto dei monaci si vede le regole sessuali che sono perdurate fino al Vaticano II. Quindi siamo critici e chi è può dire sopra Dio che le donne non si possono ordinare?

  5. Roberto Beretta ha detto:

    Vero. Però c’è anche il problema opposto, cioè dei parroci che non mollano assolutamente nulla del loro ruolo, vero o presunto: vuol dire che ci si trovano bene. Dal punto di vista dei fedeli, dunque, “parroci cedonsi”, non solo “parroci cercansi”; ed è un altro aspetto che conferma le pecche dell’istituzione parrocchia così come tradizionalmente interpretata.

  6. Maurizio Gentilini ha detto:

    Oggi quasi tutti i parroci cercano di formare comunità di “fedeli” (più che altro a loro), piuttosto che di “credenti”

    • Roberto Castellucci ha detto:

      Salve, ho 71 anni e come mestiere ho fatto in proprio l’elettricista, ho lavorato con preti per impianti alle chiese e hanno una concezione tutta loro del mondo, quasi come che vivessero altrove, la realtà è sempre un po’ sfuocata.
      preti parroci con 3)4 parrocchie schiacciati dal volere del Vescovo.
      bravi di animo ma sempre a chiedere favori o soldi per i bisogni della chiesa. sono lasciati molto soli dalla diocesi.
      Quante malelingue poi gravano sul loro operato .
      Io faccio parte anche del consiglio economico, ma non possiamo decidere nulla perché si fa sempre quello che vuole il parroco, la responsabilità è sempre la sua in bene o in male verso la Diocesi.
      poi hanno in banca mutui da pagare accesi da precedenti parroci a cui rispondere. insomma la Chiesa istituzione dovrebbe Amare di più i suoi parroci specie in vecchiaia.

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