Mt 25 per Gino Strada

Ah, quindi tu esisti, ma quando mai ti ho visto ammalato e ti ho curato?
25 Agosto 2021

“Ciao Gino, benvenuto. Vieni, benedetto dal Padre mio perché ero ammalato e mi hai curato; ero ferito dalla assurda guerra umana e mi hai soccorso”.

“Ah, quindi tu esisti, ma non sei certo come mi eri stato raccontato. Comunque, quando mai ti ho visto ammalato e ti ho curato? Se fosse capitato lo avrei fatto come per qualsiasi altra persona a cui ho cercato di fare del bene”.

“Proprio per questo mio Padre ti ha scelto e lo Spirito ti ha abitato, anche se tu non lo sapevi e non lo credevi, perché il tuo amore è stato sincero e gratuito. Non hai cercato di credermi per ottenere la tua salvezza o per utilizzarmi per i tuoi interessi personali, economici, politici. Sai, sono preoccupato per questi, perché sono convinti di essere nella condizione giusta per salvarsi e invece rischiano davvero di perdermi. Tu invece hai deciso di perderti pur di far stare meglio chi era colpito fisicamente dalla guerra e ci hai provato sempre, fino all’impossibile”.

“Eh, avresti potuto rendere un po’ più malleabili i libici o i palestinesi… ci ho provato e riprovato, ma non c’è stato verso”.

“Lo so, hai ragione, ma sono un po’ di testa dura … e io sono esperto di popoli con la testa dura… ci posso riuscire solo io con la mia infinita pazienza. Tu, nella tua rabbia che ha dato energia al tuo sogno di pace, non potevi riuscirci. Ma va bene cosi. Amo le persone che riconoscono le loro imperfezioni e i fallimenti”.

“Ma come?! I tuoi sulla terra non mi sembra dicano le stesse cose? Quando ero giovane ho avuto l’impressione che davvero tu potessi amarmi e che l’amore potesse davvero riempire il mio cuore, ma poi non ho visto i tuoi amare come mi sembrava andasse fatto e ti ho perso, cominciando a sentire di non avere più bisogno di te. Eppure quel desiderio di pace, amore e felicità per tutti non mi ha mai lasciato”.

“Lo so. Tu sei stato cosi bravo da liberarti presto dal bisogno di me, e mi hai permesso di restare in te come desiderio di bene per tutti. Questo è davvero di pochi. Ma questo è il canale più diretto e limpido attraverso cui io lavoro nei cuori delle persone, anche se a parole non mi riconoscono. Alla fine le persone si giudicano da sole: tanto amore pensano sia giusto vivere, tanta felicità si permetteranno. Ma più una persona ama e più si fida della vita, cioè di me.

“Cioè, anche se non lo sapevo tu hai lavorato dentro di me perché fossi felice amando?”

“Eh. Pensaci Gino, dove trovavi la forza per ricominciare a lottare e ad amare tutti i giorni?”

“Nei sorrisi dei bambini che potevano tornare a correre un po’ anche se erano saltati su una mina.”

“Io stavo ben nascosto in quei sorrisi e continuavo a dirti: Gino, ok va bene cosi! E ora vieni, entra nella mia felicità”.

“Ma io ho bestemmiato, ho denigrato i tuoi, ho dichiarato pubblicamente di non crederti, non sono mai andato a messa, tranne che da giovane, mi sono sposato in comune, non mi sono mai confessato…”

“Ti stai confessando ora, nella più autentica sincerità, ed io ti sto assolvendo ora: vuoi vivere per sempre e in modo perfetto quell’amore che ti ha afferrato, spesso hai vissuto, sempre hai cercato?”

“Sarebbe splendido, ma mi piacerebbe solo se tutti gli innocenti, i poveri cristi, i calpestati dall’odio avessero la stessa possibilità”.

“Certo, vieni, vedrai la gioia di tutti quelli che invece non sei riuscito a salvare. Hanno una gran voglia di abbracciarti e di cantare insieme a te, perché quel tuo cercare di salvarli gratis li ha spesso toccati dentro, facendogli sentire che valevano abbastanza per poter morire amati”.

 

3 risposte a “Mt 25 per Gino Strada”

  1. Luciana Alessandrini ha detto:

    Grazie Gilberto, le sue parole rispecchiano il mio pensiero!
    Lui ha agito sostenuto dallo Spirito, anche se non lo riconosceva pubblicamente!

  2. Emma Cuffolo ha detto:

    Gino Strada è un grande, un santo passato tra i più bisognosi per aiutarli. Grazie Gino!

  3. BUTTIGLIONE PIETRO ha detto:

    Mi perdonerà Gilberto se qs scapestrato Pietro commenterà il suo apertosensibilesofferto scritto così:

    Io, Dio, non ho nessun bisogno di dimostrare a chiunque, foss’anche il Papa, di esservi, di aver fatto, di aver operato. Non cercatemi nelle pieghe delle cose.
    I vostri occhi non possono vedermi.
    Contemplate e tacete.
    Guardate negli occhi quest’Uomo.
    Riascoltate la sua sofferenza nella sua voce.
    Rispettate e meditate le sue incazzature
    Vi basti.

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