Messe sì, scuola no?

La voce della CEI si è sentita forte per la sospensione delle messe con il popolo, un po' meno per la "ferita" (Mattarella) vissuta in questo tempo dalla comunità scolastica.
18 Maggio 2020

Oggi riprende la possibilità di celebrare l’Eucarestia con la partecipazione effettiva del popolo cattolico, pur essendo quest’ultimo assai diviso sul da farsi, mentre il mondo della scuola può solo accontentarsi dei riconoscimenti ricevuti per il lavoro svolto durante l’emergenza pandemica.

Su tutti Papa Francesco – durante la preghiera straordinaria del 27 Marzo e introducendo due omelie mattutine del 24 aprile e del 13 maggio – e il Presidente della Repubblica Mattarella – nel discorso alla Nazione del 27 marzo e in un messaggio agli studenti del 27 Aprile. Poi, una serie di intellettuali che hanno speso parole onorevoli nei confronti della scuola e del corpo docente: da ultimo Walter Lapini – “la classe docente ha fatto miracoli” (Corriere della sera, 12/5) e Alberto Asor Rosa  – “l’impegno eroico che docenti di ogni ordine e grado hanno compiuto e stanno compiendo” (La Repubblica, 7/5).

Per questo è dispiaciuto ai più aver notato che dal comunicato finale del consiglio permanente della CEI, tenutosi il 16 aprile, non sia emerso alcun riferimento alla scuola pubblica, agli insegnanti (o al personale scolastico) e agli studenti. Nonostante l’intenzione dell’incontro (seppur in videoconferenza) fosse alta: offrire in generale “una lettura spirituale e biblica di ciò che sta accadendo” e ricordare, nello specifico, che la Chiesa “c’è, è presente ed è aperta a una riflessione su valori fondamentali quali (…) l’educazione”. E nonostante si venisse da un decennio (2010/2020) dedicato dall’Episcopato italiano di allora all’educazione e che si sarebbe dovuto concludere lo scorso fine marzo con un grande evento nazionale per ricapitolare il percorso svolto e rilanciarlo al ‘grido’ di “educare sempre”.

Ci si è invece limitati a evidenziare, con esplicito riferimento alla ‘fase 2’, “la preoccupazione circa la tenuta del sistema delle scuole paritarie” e “lo svolgimento dei campi estivi e dei Grest”: aspetti che, pur nella loro rilevanza pubblica, appaiono decisamente ad intra. Allo stesso modo, “una carezza di consolazione” è stata pensata solo per i malati, i medici, gli operatori sanitari, gli anziani, i poveri, le famiglie, i volontari e i sacerdoti.

Certo, rispetto alle parole di Papa Francesco e del Presidente Mattarella, gli operatori della comunità scolastica sono risultati essere in compagnia di agenti, Forze Armate e Protezione civile, di imprese ed operatori che fanno funzionare i servizi e le attività essenziali (compresi i trasportatori, gli addetti dei supermercati e alle pulizie), di scienziati e di chi bada agli anziani – anch’essi assenti nel comunicato CEI.

Però, forse, in questa occasione ufficiale si sarebbe potuta porre un’attenzione maggiore a tale ambito di cura pastorale – considerando il fatto che in esso sono coinvolte nove milioni di persone (tra studenti e personale), ma anche per non sostanziare j’accuse come quelli del professor D’Ambrosio che si è chiesto “perché i pastori cattolici italiani, specie in questo periodo, si sono chiusi in un assordante silenzio (tranne pochissime eccezioni) su questi temi che il papa ogni mattina ricordava?”.

Tale suggerimento sia inteso, ovviamente, senza alcun intento polemico – è questo un ‘tempo ritrovato’ che anela pace e solidarietà, ma venga accolto, invece, come quando all’interno di una famiglia – tra coniugi o tra figli e genitori – si fa osservare con tanto affetto e altrettanta franchezza che probabilmente ci si è dimenticati qualcosa di importante: un momento di attenzione e di considerazione, una carezza e un abbraccio, un chiedere scusa e porvi rimedio. Su questo, come si leggeva nella locandina del già citato seminario nazionale, “il tempo dell’educazione non è finito”: c’è da “educare ancora”, c’è da “educare sempre”…

 

8 risposte a “Messe sì, scuola no?”

  1. Francesca Vittoria Vicentini ha detto:

    Mi si consenta una proposta. A far seguito a quanto di oggi precede.Perché non aprire gli oratori a un supporto di insegnamento rivolto a quei studenti più in difficoltà? Perché la Chiesa come ha sorgenti ospedaliere non allarga l’interessamento verso Scuole di progetto educativo che sia referente si valori cristiani, ritenendoli i più aperti in assoluto rispetto a quelli correnti.offrire questo supporto ora meno presente in famiglia ma non per questo non richiesto? . Perché non progettare possibilità nuove a sostegno di quei genitori non abbienti e però interessati a questa educazione per i loro figli? La Chiesa con le scuole di Padri fondatori ha enormi musei anche di ricerca da mettere a disposizione non di visitatori ma di chi cerca conoscenza!sono anche i nativi dei poveri, che hanno bisogno non di arrivare tardi, a essere recuperati da droghe, o acculturati a legalità in privato, ma attraverso il medesimo studio quotidiano, anziché offrire svaghi sportiv!

  2. Francesca Vittoria Vicentini ha detto:

    La Stampa oggi:la materna di Torino che non riaprirà:”ci hanno lasciati da soli e senza aiuti”.c’era una volta una scuola a San Salvario.L’asilo degli operai,lo chiamavano a fine Ottocento i torinesi, gestito dalle suore rosminiane nel cuore di un quartiere popolare e multietnico, avviate dopo la rivoluzione ind.le.Oggi quella scuola, la materna”Antonio Rosmini” di via Saluzzo, non c’è più è stata rasa al suolo dal coronavirus,dopo essere sopravvissuta in tre secoli a due guerre e a più di una crisi economica.a settembre non riaprirà.”Esistevano anche elem.re,medie e liceo dove ha studiato una mia figlia e dove conservo gratitudine ai Padri e insegnanti. per quanto oggi vedo in umanità hanno lasciato segno.Questoa chiusura significa un NO,a una società che vuole FARE futuro alPaese. con il bisogno di valori da trasferire ai giovani.!!”Aprire le porte e scuole a Cristo, con spirito attento al nuovo Che avanza!!Ma perché non lo si comprende…..?

  3. Francesca Vittoria Vicentini ha detto:

    Se la CEI parla di scuola paritaria mi sembra logico,si interessa del suo orto, parla a chi la ascolta cura ogni mattina che la pianta metta radici le è stata affidata per questo, Ma per accedere al suo modello educativo genitori debbono farsi carico di pagare le rette, e questo impedisce a genitori quella libera scelta citata nella Cost.ne ma che non molti genitori possono accedere anche con rinunce.E non mi si venga a dire che senza educare ci si possa aspettare quale speranza !?Non sono oggi quelle famiglie Che mandavano i figli già educati con la fede nella cartella. .Uncrocifisso appeso muto al muro;meglio fuori vivo. Ospedale da campoassociato alla Medicina, nel corpo della società Dove le lotte per la vita sono dure, la Chiesa di Cristo ha porte aperte Dio e la presente e vivo.Essa è nei : Don Ciotti, con i Don Oreste Benzi, con i Don Fredo Olivero, il Sermig, le varie Comunità e ha un Pastore che è davanti ai Suoi ,Cristo Signore.

  4. Francesca Vittoria Vicentini ha detto:

    Messe si, Scuola no….Ma si può fare scuola in una . Messa, ….un incontro per il mondo della Scuola, insegnanti e allievi, all’inizio dell’anno scolastico per chiedere la Benedizione di Dio, e alla Fine dello stesso per Ringraziarlo dei doni ricevuti. Un meeting, un riconoscimento reciproco ad accogliersi a riconoscersi in un compito condiviso, in un ambito di lavoro importante quale è l’insegnamento dove si forma il pensiero e la società. Non sembri una ingenuità, seminare speranza è compito della Chiesa, la Parola e’ il messaggio cristiano ima offerto dove è bene accolto, anzi le leggi dello Stato vanno rispettate perché sono dei cittadini, come ha suggerito il Santo Padre per il covit19, avendo a cuore il bene comune non conflittuale.Del resto Gesù Cristo ha predicato tra i suoi e strada facendo a chi andava a Lui,e dove era invitato a insegnare il Suo Vangelo. Ha preteso rispetto per la Casa del Padre Suo a essere luogo di preghiera e non di mercato.

  5. Sergio Di Benedetto ha detto:

    Aggiungo una nota: quando la CEI parla di scuola, parla di scuola paritaria (ma è una tendenza che si è mostrata anche al Sinodo dei Giovani), e sembra quasi sempre limitarsi a rivendicare spazi e sostegni. Problemi certamente concreti, ma rischiano di limitare ancora di più un già ‘sintetico’ discorso sulla scuola italiani oggi da parte dei vescovi. Cosa possiamo dire, da cattolici, sulla scuola del terzo decennio? Sulla Dad? Sull’educazione e la formazione? E così via…

  6. Francesca Vittoria Vicentini ha detto:

    Ma come accusare la Chiesa di silenzio quando una mascherina come quella che per un contagioso virus tutti siamo costretti a usare oggi, è stata imposta a quel messaggio che Ella è tenuta a trasmette a educare l’uomo ad essere più uomo secondo i principi di un Dio che l’ha delegata a insegnare, a divulgare per il bene dell’umanità. Oggi a istruire a educare sono uomini del popolo, con propri altri principi, dispiace sentire voci di scolari che non amano andare a scuola, di scoraggiati insegnanti che non sono preposti anche a educare, è un domandarsi su cosa sperare cosi per il futuro? Un titolo su La Stampa: Scuola è Educazione, non solo Istruzione. Già, come non dissertare sulla Divina Commedia, su i Promessi Sposi, o del Torquato Tasso in La Gerusalemme liberata, acquisire da certa cultura non solo istruzione ma educazione a principi, ideali che sono dell’uomo di ogni tempo, utili a saper discernere nel presente quei valori che ogni persona aspira fare propri.

  7. gilberto borghi ha detto:

    Non sono per nulla stupito di questa “distrazione” della CEI rispetto alla “ferita” della scuola. Dal 1980 al 2014 i documenti ufficiali prodotti dalla CEI sono stati 1306. Di questi, 13 sono dedicati al tema scuole cattoliche e IRC e solo due alla scuola pubblica. Due in 34 anni.
    Possiamo leggerlo come se la Chiesa italiana sia ben radicata nella società e nella cultura italiana, tanto da accordarsi al tragico stile di “disattenzione” che da decenni l’Italia dedica alla propria scuola? Oppure come una riconferma dell’idea che educazione in casa nostra fa rima sempre e solo con contenuto “cattolico”?
    Il 10 maggio 2014 Francesco invitò a Roma tutto il mondo della scuola, tutto, non solo quello cattolico. Poteva essere un inizio… si rivelò un fuoco di paglia…

  8. Francesca Vittoria Vicentini ha detto:

    Ma proprio nell’ambito della Istruzione scuole e istituti superiori non sembra vi sia tempo che per i programmi stabiliti e in questi la novità sono l’introduzione all’uso degli strumenti di comunicazione tecnologica anche per l’apprendimento. Di Gesù Cristo il Maestro di vita che fa parte della nostra tradizione italiana almeno dove tutti i campi dell’arte trasudano e sono intrisi di storia cristiana, cimiteri di croci segnano un credo condiviso, trasmesso fino a poco tempo fa, quando il presepe è segno di contraddizione tra due libertà quella cristiana e quella imperante. Fior di scuole i cui fondatori proprio per il popolo povero e disgraziato hanno eretto, statue di questi sono lì a vedere che via via di questa cultura si può fare a meno, superata da altra “agnostica”. Aule vuote, laboratori, su tutto è calato il silenzio. Giovanni Paolo II che ha perorato per gli ideali cristiani!

Rispondi a Sergio Di Benedetto Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I commenti devono essere compresi tra i 60 e i 1000 caratteri. I commenti sono sottoposti a moderazione da parte della redazione che si riserva la facoltà di non pubblicare o rimuovere commenti che utilizzano un linguaggio offensivo, denigratorio o che sono assimilabili a SPAM.

Ho letto la privacy policy e accetto il trattamento dei miei dati personali (GDPR n. 679/2016)