Dov’è Dio nel tempo del Coronavirus?

Dov’è Dio? Perché non fa nulla se è onnipotente? Perché ci ha abbandonati a questo destino? Come si può rispondere a queste domande guardando al Dio di Gesù, Crocifisso e Risorto?
6 Aprile 2020

In questo tempo di Coronavirus, come ogni volta che la nostra umanità è toccata dalla prova, dal dolore, dalla sofferenza, chi crede, e a suo modo anche chi non crede, sente potente emergere la domanda: dov’è Dio? Perché non fa nulla se è onnipotente? Perché ci ha abbandonati a questo destino?

Non manca chi, provando a rispondere, si affretta a parlare di castigo divino, come conseguenza dell’indifferenza e dei peccati dell’uomo. Immaginando dunque un dio che assume i tratti del mitico Zeus, che dall’alto dell’Olimpo scaglia i suoi fulmini nella sua ira.

Effettivamente se si va a leggere determinate pagine dell’Antico Testamento parrebbe proprio che anche il Dio cristiano si comporti in questo modo. C’è però un’immagine nella Bibbia che fa a pugni con tutto questo, un’immagine di fronte alla quale ogni idea di un Dio che punisce e castiga crolla inesorabilmente: è l’immagine di Gesù sulla croce. Un Dio crocifisso, massacrato di botte senza nemmeno alzare un dito per difendersi. Come può essere quello Dio onnipotente? È la domanda che sconfigge la fede anche di chi aveva seguito Gesù lungo tutto il suo percorso. Non possono far altro che andarsene “col volto triste”, dicendosi “Speravamo che fosse lui a liberare Israele…”, ma ora è tutto finito.

Un po’ come noi, che speravamo tante cose, avevamo progetti, lavori, sogni per questo periodo, e ora ci troviamo confinati, senza certezze, costretti in casa senza sapere quando tutto questo finirà.

Dov’è Dio? Trovo interessante che questa domanda si espressa in forma spaziale. Ci si domanda il luogo in cui sia Dio, dando per scontato che, siccome qui non si intravede per nulla la sua presenza onnipotente, sia senz’altro altrove. È curioso: quando ragioniamo su Dio subito pensiamo alla sua onnipotenza. Forse perché è la caratteristica che più lo distingue da noi, la cosa che più ci piacerebbe provare se mai ci capitasse di diventare Dio (andatevi a rivedere in questo tempo a casa “Una settimana da Dio” con Jim Carrey, meraviglioso da questo punto di vista!). Il punto è che per noi cristiani è piuttosto complicato capire cosa significhi che Dio è onnipotente. Fai la prova: guarda un crocifisso e, come faceva don Camillo, prova a parlarci, e digli: “Come sei onnipotente Dio mio! Vorrei proprio essere come te!”. Stride tutto! Non torna nulla di quello che abbiamo in mente! Il crocifisso è esattamente il contrario dell’onnipotenza e di tutto ciò che noi aspiriamo ad essere.

Per fortuna c’è un modo più semplice di pensare al Dio di Gesù, che proprio la domanda “dov’è Dio” può aiutarci a risvegliare. La teologia, tra gli attributi di Dio, insieme all’onnipotenza, all’onniscienza, ecc… ci consegna anche quello dell’onnipresenza. Dio che è sempre presente, in ogni luogo, in ogni situazione. Apparentemente ci è più difficile pensare a un Dio onnipresente che a un Dio onnipotente, ma se andiamo più in profondità ci rendiamo conto del contrario.

Dov’è Dio? Perché non fa nulla se è onnipotente? Perché ci ha abbandonati a questo destino?

Il Dio di Gesù è il Dio che ha usato la sua onnipotenza per poter essere presente in ogni situazione umana. Quel Dio crocifisso è l’immagine di ogni sofferenza umana. Dio ha voluto entrarci nella nostra sofferenza, per poterci essere accanto in ogni situazione. Dov’è Dio? Credere nel Dio di Gesù ti consegna la certezza che Dio è lì con te, ieri, oggi e sempre. È nei reparti di terapia intensiva, è accanto alle file di bare ammonticchiate, è dietro ogni lacrima che ti riga il viso. Ed è lì non solo per consolarti, ma per dirti che quel male, quel dolore, quella morte non sono l’ultima parola sulla tua vita. Per dirti che lui ci è passato, sa che dopo il buio c’è ancora luce, dopo il tempo del sepolcro c’è il tempo della resurrezione.

Questa fede in un Dio onnipresente, ci svela allora anche il senso di Dio onnipotente. Onnipotente nel vincere la notte, vincere le tenebre e il buio. Non vengono da Dio il dolore e la sofferenza, noi veniamo da Dio invece, per questo quelli saranno sconfitti e noi vivremo. La fede in Gesù ci dice che al di là e in tutto quello che stiamo vivendo c’è ancora una promessa. Ci garantisce che è proprio vero che #celafaremo! Perché il Crocifisso Risorto è con noi, ci accompagna nella notte per condurci a un nuovo giorno di luce.

6 risposte a “Dov’è Dio nel tempo del Coronavirus?”

  1. Katia Corona ha detto:

    Dio fa nascere neonati che da grandi faranno guerre , o saranno stupratori , serial killer e pedofili vari… Però altri neonati muoiono.. Perché non muoiono i primi citati? Non c’è manco una briciola di prova in dio… Con tristezza , svegliamoci tutti.

  2. Vincenzo Gentile ha detto:

    Questa nel ENNESIMA prova che, purtroppo, oltre questa vita non ci sia assolutamente nulla😢

  3. Armando Carotenuto ha detto:

    Io sono sicuro che Dio non ci ha mai abbandonati e nè tanto meno ci ha abbandona in questo periodo buio, è solamente che ci starà mettendo ad un altra prova della Sua esistenza

  4. Enrico Rivera ha detto:

    Nei confronti di Dio sono ormai consolidati, tra i credenti, due atteggiamenti estremi. Da una parte c’ é chi lo bestemmia come un lupo feroce e dall’altra chi lo lecca e gli latra dietro come un cane con il padrone. L’uomo però non è né cane né lupo, é uomo. Questo Dio andrebbe pregato con fede ma anche contestato, perché dai cani e dai lupi non riceve alcun aiuto. Va contestato Lui e la sua Chiesa, perché dire che tollera il male per un bene maggiore o per rispettare la libertà dell’uomo é solo un vecchio ritornello che oggi allontana le masse dalla fede. La libertà del lupo é sicuramente rispettata ma quella della pecora no e tante pecore finiscono per farsi lupi.

  5. Mary Viola ha detto:

    Se Dio è amore perche’ non aiuta i fratelli che soffrono e sono tristi?
    Perché anche se lui è accanto a noi non fa niente, guarda impassibile?

    • Armando Carotenuto ha detto:

      Dio aiuta sempre i suoi figli, in effetti dice che sarà con noi fino alla fine del mondo, è anche sempre accanto a noi e non è vero che guarda impassibile, ci sta semplicemente mettendo ad un altra sua prova della sua esistenza

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