Ddl Zan, sessualità e benedizione

Ormai è chiaro che il dibattito sul Ddl Zan è strettamente legato alla visione della sessualità (etero, omo, bi, trans) e a ciò che nel mondo è benedicibile...
28 Ottobre 2021

Sulla questione del Ddl Zan si fa sempre più chiaro il fatto che vi siano dei nodi fondamentali da sciogliere: antropologici (la sessualità in tutte le sue forme) e teologici (la benedicibilità di ciò che è umano). Non a caso, dallo scorso autunno, VinoNuovo ha ospitato una serie di contributi che evidenziano la complessità della questione e la ricchezza del dibattito in corso. Li riportiamo di seguito, in ordine cronologico (a partire dal più recente), nella speranza che possano essere utili per ricostuire una visione d’insieme della questione:

Una replica a “Ddl Zan, sessualità e benedizione”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Punto di vista: non c’è soltanto la famiglia, l’educazione, il contesto sociale in cui si vive essere condizionamento alla nostra idea di identità, questa va ricercata, libertà nel trovarla, che quindi può non essere come famiglia,educazione,società si aspettano ma che la persona stessa scopre di essere e per questo pretende sentirsi tale in libertà. Interessante articolo in La Stampa odierna, mi vengono domande e un altro punto di vista: “Ciò che penso oggi sara immutato dopo quelle esperienze di vita che ci fanno anche cambiare in maturita?L’uomo invece creato da Dio, al quale in libera volontà si rivolge per avere lumi di maggiore intelligenza, riceve il dono direalizzare un cambiamento, da natura umana lo apre a quella divina, un futuro di vita eterna . Apre il cuore a un amore che se non è solo rivolto a se stessi ma più aperto verso altro/altri, come il fenomeno carsico , fa della vita un fluire verso l’alto.

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