Ma la preghiera contro il Coronavirus funziona?

Su un grafico (sbagliato) che ricollega il calo dei decessi alla preghiera del Papa in piazza San Pietro
1 Giugno 2020

Tra le cose che più mi hanno rattristato in questi giorni c’è un grafico che ho visto circolare parecchio sui social network. Si tratta di una tipica fake news in salsa cattolica.  «Cifre alla mano» mostra una «coincidenza straordinaria» tra il picco nei decessi da Covid19 in Italia e la preghiera del Papa nella piazza San Pietro deserta: entrambe le cose – testimonia l’ormai immancabile curva – sono accadute il 27 marzo. «Quindi, vedete che ha funzionato?…».

Peccato, però, che i conti non tornino affatto. Perché questo accostamento è figlio di uno sguardo malato, che come al solito guarda solo a noi. Lo si può capire abbastanza facilmente dall’immagine in cui – a quello di cui sopra – ho provato ad affiancarne un altro dei grafici; se abbracciamo il mondo intero, infatti, il 27 marzo non c’è stato nessun picco dei morti da Covid-19. Anzi: oggi di Coronavirus si sta morendo molto più di allora. A dirla tutta ci sono persino Paesi cattolicissimi come il Brasile dove oggi si muore dieci volte di più rispetto a quel giorno. Del resto quella preghiera – ben consapevole di quanto il Coronavirus sia un dramma planetario – Papa Francesco l’aveva chiamata Statio Orbis, cioè preghiera sul mondo intero. «Allora non ha funzionato?». Oppure l’«onda» della benedizione eucaristica è un po’ lenta e quindi ha bisogno di più tempo per arrivare dappertutto?

Ancora una volta: a non funzionare davvero sono i nostri occhi che cercano nella preghiera un toccasana miracolistico, anziché un balsamo per purificare il nostro cuore prima che una liberazione dalla malattia. Ancora di più, però, a non funzionare sono le nostre orecchie. Perché basterebbe riascoltare le parole che Papa Francesco ha pronunciato proprio quella sera per capire che questa caccia alla coincidenza è un’operazione completamente fuori strada.

«In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto – diceva Papa Francesco quella sera -. Avidi di guadagno, ci siamo lasciati assorbire dalle cose e frastornare dalla fretta. Non ci siamo fermati davanti ai tuoi richiami, non ci siamo ridestati di fronte a guerre e ingiustizie planetarie, non abbiamo ascoltato il grido dei poveri, e del nostro pianeta gravemente malato. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. Ora, mentre stiamo in mare agitato, ti imploriamo: “Svegliati Signore!”».

Non è che nella nostra voglia di ricominciare – di tornare alla «vita normale» anche nelle nostre comunità – stiamo ripartendo proprio su questa stessa strada?

C’è un mondo che resta malato intorno a noi. Ci sono Paesi per cui il dramma del Coronavirus sta cominciando davvero soltanto adesso. Guai a dimenticarcelo.

6 risposte a “Ma la preghiera contro il Coronavirus funziona?”

  1. Lorenzo Pisani ha detto:

    Quando il post incriminato mi era finito sotto gli occhi, confesso di aver verificato i dati. Dati corretti, ma ancora qualcosa non mi convinceva. Serviva l’occhio di G.B. per metterlo a fuoco. Perché guardare in Italia, mentre altrove i decessi continuano ad aumentare? Anzi, spingendo oltre il suo ragionamento: perché guardare alle nazioni cristiane se il nostro Dio è Padre di tutti?
    Ritorna una dimensione di mistero: dal crollo della torre di Siloe (Lc 13,4) tutti siamo stati danneggiati, alcuni sono rimasti uccisi sotto le macerie. Oppure, come in quell’altro passo: “due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola…” L’interpretazione non sarà corretta, ma il senso di sgomento è bene espresso.
    Lo sgomento possiamo vincerlo meditando per riconoscere i segni di misericordia, quelli visibili e quelli da far emergere. E poi facendoci noi stessi promotori di fraternità e seme di rinascita, con coscienza rinnovata.

  2. Dario Busolini ha detto:

    Concordo, la preghiera vera non è quella che dice “Signore, fammi questa grazia” ma quella che affida tutto alla volontà di Dio Padre. Però da che mondo è mondo gran parte delle preghiere si fanno per chiedere grazie sperando di ottenerle presto e, a dirla tutta, non mi sembra una preghiera tanto sincera nemmeno quella che invoca la fine di una pandemia facendo finta che non ci importi più di tanto che avvenga il prima possibile a cominciare dal nostro Paese. Non tutte le preghiere sono fatte da santi e non tutte, forse la maggior parte, corrispondono ai criteri di chi è più maturo nella fede, ma il fatto è che, ciascuno come può, tutti dobbiamo pregare sempre, senza stancarci, senza fare i calcoli statistici sull’ottenimento o meno delle grazie ma anche senza nascondere a Dio le nostre pene e i nostri bisogni, ricordando di ringraziarlo quando ci viene incontro.

  3. Francesca a Vittoria Vicentini ha detto:

    …Se Vi è l’abbandono nelle mani del Padre o di un Santo particolare?Mia mamma aveva mio fratello di pochi mesi ammalato di mastoidite,il medico veniva spesso perché le condizioni erano ormai senza speranza, a quel tempo. Mia mamma non si rassegnava e passa la notte in preghiera a Santa …non ricordo. QualeTeresa. Al mattino passa il medico e lei gli dice”cosa ne pensa dottore se si facesse una iniezione di ….? Per accontentarla lui le dice di sì, corre in farmacia, centro paese, nel Veneto, era proprio inutile, ma .anche il dolore di una madre conta, Dopo poco il neonato da segno di muovere le labbra, il neonato fa cenno di gradire.gocce di liquido.Mio fratello è vissuto . Che dire, di fronte a tanta Fede penso che Dio conceda grazia. Le molte Basiliche lo testimoniano ma dipende Dalla fede e questo solo Dio lo sa . Per il coronavirus pandemia lo speriamo, ma se vediamo cosa accade di altro!!Odi e, e scontri!e rivalse …! Incendi,morti. Dove l’amore,laFede?

  4. Paola Meneghello ha detto:

    Finché Dio sarà considerato esterno a noi, questo sarà il risultato. Dio entra nel mondo grazie a noi, e non agisce al nostro posto, ma siamo noi che agiamo attraverso la Sua guida; se non lo capiamo, la preghiera sarà solo una forma superstiziosa più raffinata.
    Questo virus ha messo in crisi proprio una certa religiosità; il miracolo non è un evento soprannaturale, perché il miracolo e il Sacro sono nella Vita, e non serve un Sacerdote per “dispensarlo”; l’essere umano non è un robot, è intelligenza sensibile, con una mente e un cuore; scienza e spiritualità possono darsi la mano, e agire per il bene dell’uomo, affinché il mondo sia in Armonia, cioè in Dio.

  5. BUTTIGLIONE PIETRO ha detto:

    Levi-Strauss parla di Santi picchiati xchè non esaudivano ( Sud-America)..
    Siamo sulla stessa strada…

  6. gilberto borghi ha detto:

    Vedere la preghiera come “un toccasana miracolistico” in realtà rivela una sotterranea mancanza di fede nella preghiera stessa. Se ho bisogno di verificare “dati alla mano” il suo funzionamento significa che non sono poi così convinto in partenza che funzioni, mi resta dentro una riserva mentale sull’efficacia del pregare, che mi spinge poi ad andare a cercare “segni” per la conferma. “Beati coloro che pur senza aver visto crederanno”. La preghiera ha efficacia proprio quando io smetto di pretenderne una sua efficacia e mi fido, mi abbandono nelle mani del Padre.

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