La trasformazione della sessualità come segno dei tempi. Cinque spunti per una riflessione ulteriore/1

“La società moderna si distingue dalle precedenti formazioni sociali per un duplice incremento: una maggiore possibilità di relazioni impersonali e relazioni personali più intense” (N. Luhmann, Amore come passione)
16 Novembre 2020

Il dibattito intorno alle “unioni civili”, suscitato dalle frammentarie parole di papa Francesco nel noto documentario, insieme alla approvazione in Italia del decreto contro la “omofobia”, hanno aperto un dialogo importante, di cui riporto qui due esempi significativi: da un lato su “vinonuovo.it” vi è stata la discussione tra Gilberto Borghi e Gabriele Cossovich, a cui rimando qui. Si tratta di un dialogo aperto, garbato, nel quale si confrontano due letture diverse del tema, con implicazioni e conseguenze differenti. Pochi giorni prima su Fb (e poi sul suo blog), Riccardo Larini aveva postato un lungo commento alla discussione, che qui riprendo integralmente.

Un testo forte di Riccardo Larini

«Ho l’impressione che diversi amici teologi e giornalisti cattolici, dopo la pubblicazione dell’intervista a papa Francesco contenente affermazioni sulle persone omosessuali, si siano concentrati molto poco sul nodo centrale del problema, per lanciarsi in complesse elucubrazioni sull’utilizzo improprio del taglia e cuci nel filmato in questione, sul ruolo e gli eventuali scivoloni della macchina della comunicazione vaticana, e via dicendo.

Capisco bene che non sia facile mantenere una cattedra o una posizione che è accompagnata in vari modi dall’aggettivo “cattolico” qualora si decida di entrare in questioni di questo genere, e perciò comprendo, almeno in parte, questa tendenza, come direbbero gli inglesi, alle “red herrings”, cioè alla distrazione o deviazione rispetto ai problemi fondamentali che sono stati sollevati.

Voglio perciò essere chiaro, almeno per quanto mi riguarda, esprimendo ad alta voce quello che ritengo essere il nodo centrale. La chiesa cattolica non solo non deve escludere persone o comportamenti omosessuali, ma deve uscire altresì dalla mera ipotesi di dover “tollerare evangelicamente” la loro presenza e il loro comportamento.

Perché?

Tolleranza significa fondamentalmente condanna di un principio ma accoglienza delle persone, condanna dell’errore ma misericordia verso l’errante. Nel caso in questione, significa affermare che l’omosessualità è peccato o quanto meno, come fa anche il Catechismo della chiesa cattolica, che rappresenta una sorta di “disordine” o malattia, di comportamento “contro natura”.

Si potrebbero far scorrere fiumi di inchiostro al riguardo. Mi limito solo a dire che, ammesso e non concesso che sia possibile concordare su cosa sia “naturale” e cosa non lo sia, è segno quanto meno di scarsa riflessione l’assumere che l’andare “contro natura” sia sempre sbagliato. L’evoluzione, il progresso che gli esseri umani apportano, è spesso proprio il frutto di un trascendimento della natura (si pensi anche solo alla chimica farmaceutica e a migliaia di innovazioni tecnologiche). Non è certamente questo un solido e coerente criterio per fondare la morale, e sicuramente, in ambito cristiano, i principi di promozione dell’amore, dello sviluppo della persona e della vita sono ben più importanti rispetto alla fossilizzazione di qualsiasi visione della “natura”.

La verità è che bisogna avere il coraggio di dire, molto semplicemente, che l’unica cosa che conta, sia che si abbiano pulsioni omosessuali, sia che si avvertano pulsioni eterosessuali, è come si possano e debbano vivere, nella libertà e con rispetto e amore, le proprie scelte anche nell’ambito delle relazioni intime. E, aggiungo con molta convinzione, maturata dopo decenni di riflessione anche sofferta, che è fondamentale dire altresì, anche sulla scorta dell’esperienza concreta, che non esiste alcuna evidenza di problemi che insorgerebbero quando un bambino ha genitori dello stesso sesso. Personalmente, trovo meravigliose tutte le famiglie arcobaleno che conosco (e sono molte: non vivo in Italia…), e mi paiono addirittura stabilire degli standard morali superiori rispetto alle famiglie “tradizionali”.

Aggiungo (consiglio la lettura al riguardo degli ottimi e competenti articoli di padre Alberto Maggi) che non è neppure lecito usare la Scrittura per giungere ad affermare che l’omosessualità è disordine o peccato. E questo non solo perché con lo stesso metro si potrebbero “vietare” moltissime cose che, invece, solitamente vengono accolte a braccia aperte dai più accaniti nemici delle “devianze” sessuali (basti solo pensare al prestare denaro a interesse e al ruolo delle banche…), ma soprattutto perché la Scrittura va interpretata, la sua interpretazione cambia ed evolve, ed è il suo spirito, non la sua lettera, a vivificare.

Quindi concludo dicendo che, dopo molti anni di studi teologici e di riflessione sull’attualità della nostra società e del vangelo, mi sono convinto che il tema dell’omosessualità non sia, come vorrebbero diversi cattolici a disagio, una scocciatura che distrae l’attenzione da problemi più importanti per i cristiani. È uno snodo paradigmatico, un nodo gordiano che va assolutamente sciolto se si desidera far sì che il vangelo continui a essere annunciato con credibilità, e se si vuole che le chiese non diventino le roccaforti della cieca e mortifera reazione alla complessità del nostro mondo».

Un punto di vista “sistematico”

È una provocazione salutare e che fa bene leggere e meditare. Tutto questo mi pare il segno di un conflitto di interpretazioni e di una elaborazione del sapere tradizionale che ha tanti aspetti di assoluto rilievo, ma che vorrei brevemente affrontare limitandomi al piano che in teologia si chiama “sistematico”. Ossia vorrei soffermarmi sul piano delle categorie fondamentali con cui possiamo elaborare il sapere dottrinale intorno ai temi centrali della fede. Queste categorie non sono mai arbitrarie, evidentemente, ma hanno un fondamento nella Scrittura e nella Tradizione che non è assoluto e che può e deve essere sottoposto ad analisi critica. Non è utile né affrontarle con stile fondamentalistico, né con troppa sufficienza. Il compito teologico sistematico è, precisamente, mettere alla prova tali categorie e vedere se “reggono” di fronte al reale. Autorità ed evidenza debbono dialogare, confrontarsi e aiutarsi a vicenda.

[1^parte]

6 risposte a “La trasformazione della sessualità come segno dei tempi. Cinque spunti per una riflessione ulteriore/1”

  1. Giuseppe Risi ha detto:

    Non so chi sia Riccardo Larini, probabilmente non ho tutta la sua cultura teologica, ma approvo in toto il suo ragionamento e le sue conclusioni.
    Attendo il seguito del commento di Andrea Grillo
    GR

  2. Gian Piero Del Bono ha detto:

    Ma quali “segni dei tempi”: non siamo ridicoli, l’omosessualita’e’sempre esistita e ai tempi di Gesu’ non dimentichiamo che tutta la cultura pagana, greco-romana, la considerava non solo normale ma addirittura in certi casi “educativa” dei giovani. L’omosessualita’ha ispirato grandi poeti greci, come Saffo. Quello a cui assistiamo e’un regresso al paganesimo si ripristina aborto, eliminazione dei disabili, divorzio, unione fra persone dello stesso sesso. Li si chiamano “novita’” sono solo vecchi peccati, vecchie durezze di cuore, vecchie lussurie, che tornano perche’duemila anni di cristianesimo e l’esempio di innumerevoli santi non e’ servito a nulla.

  3. BUTTIGLIONE PIETRO ha detto:

    Visto:
    https://youtu.be/GypwD0lSTYs
    Diabolico suggerire che se avessi un figlio “così”, la colpa è tua xchè non lo hai saputo educare.
    Forse a qs soloni non darebbe male un po’ di Montessori, magari imparerebbero la differenza cge intercorre tra VERITÀ e REALTÀ. Ma qui mi taccio, visto che agli argomenti precedenti rispondono con rilanci.
    Quindi
    .

  4. Matteo Colombi ha detto:

    “Poca osservazione e molto ragionamento conducono all’errore; molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità»
    (Alexis Carrel). Questa nuova teologia che censura la realtà ci sta portando sull’orlo del baratro. La realtà non è da interpretare o elaborare. È da guardare. Maschio e femmina Dio li creò. Tutto il resto viene dal demonio.

  5. Elena Rossini ha detto:

    https://youtu.be/GypwD0lSTYs

    https://youtu.be/Flp6uDBKjLU

    Allego link a video dove spiegano molto bene l’argomento. Da vedere!

  6. BUTTIGLIONE PIETRO ha detto:

    Quoto:
    “La chiesa cattolica non solo non deve escludere persone o comportamenti omosessuali, ma deve uscire altresì dalla mera ipotesi di dover “tollerare evangelicamente” la loro presenza e il loro comportamento.”
    Imo, proprio x evitare equivoci e giochetti di senso occorre premettere a quake omosex ci si riferisce. Cito due epigoni:
    Due persone che si AMANO. SE non si è MAI conosciuto questo, si taccia.
    Altro è quello che nella escalation di provare qualcosa passa da tutte le esperienze di SESSO x approdare all’omosessualità.
    Altro è chi si vende x soldi..
    Eccetera.
    Distinguere pls..

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