Chi non vuole il disarmo nucleare?

Al seguito di Papa Francesco, anche il mondo cattolico tutto firmerà l'appello rivolto alla politica italiana affinché ratifichi il Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari?
5 Maggio 2021

Dopo i ripetuti interventi di papa Francesco, che a più riprese ha definito immorale anche il semplice possesso di armi nucleari, dopo le prese di posizione del presidente della Conferenza Episcopale Italiana, card. Bassetti, del presidente di Pax Christi, mons. Ricchiuti , di mons. Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, del vescovo di Brescia, mons. Tremolada, di quello di Mantova, mons. Busca e di altri ancora, ora anche i presidenti nazionali di cinque importanti movimenti cattolici chiedono a Governo e Parlamento del nostro Paese di ratificare il Trattato Onu di proibizione delle armi nucleari, entrato in vigore lo scorso 22 gennaio.

Questo appello dei presidenti nazionali di Acli, Azione Cattolica, Movimento dei Focolari, Comunità Papa Giovanni XXIII e Pax Christi, nel corso del mese di maggio, potrà essere sottoscritto dai Presidenti degli altri movimenti cattolici, così che il 2 giugno possa essere presentato con lo slogan “Una Repubblica libera dalle armi nucleari”.

 

Noi, leader della Chiesa cattolica di tutto il mondo, accogliamo con favore l’entrata in vigore il 22 gennaio 2021 del Trattato delle Nazioni Unite sulla proibizione delle armi nucleari.

Siamo incoraggiati dal fatto che la maggioranza degli Stati membri delle Nazioni Unite sostenga attivamente il nuovo trattato attraverso l’adozione, le firme e le ratifiche. È giusto che la Santa Sede sia stata tra i primi Stati ad aderire all’accordo nel 2017. Inoltre, i sondaggi dell’opinione pubblica mondiale dimostrano la convinzione globale che le armi nucleari debbano essere abolite. La peggiore di tutte le armi di distruzione di massa è stata da tempo giudicata immorale. Adesso è anche finalmente illegale.

Siamo preoccupati per il continuo rischio per l’umanità che possano essere utilizzate armi nucleari e per le conseguenze catastrofiche che ne deriverebbero. È incoraggiante che questo nuovo Trattato si basi su un crescente corpo di ricerca sulle catastrofiche conseguenze umanitarie ed ecologiche di attacchi nucleari, test e incidenti. Due esempi che parlano a tutte le persone sono gli impatti sproporzionati delle radiazioni su donne e ragazze e i gravi effetti sulle comunità indigene le cui terre sono state utilizzate per i test nucleari.

Noi sottoscritti sosteniamo la leadership che Papa Francesco sta esercitando a favore del disarmo nucleare. Durante la sua storica visita alle città bombardate di Hiroshima e Nagasaki nel novembre 2019 il Papa ha condannato sia l’uso che il possesso di armi nucleari da parte di qualsiasi Stato. La pace non può essere raggiunta attraverso «la minaccia dell’annientamento totale», ha detto. Papa Francesco ha sollecitato il sostegno per «i principali strumenti giuridici internazionali di disarmo nucleare e non proliferazione, compreso il Trattato delle Nazioni Unite sulla proibizione delle armi nucleari». Prima della sua visita, le Conferenze dei Vescovi Cattolici in Canada e Giappone hanno esortato i loro governi a firmare e ratificare il nuovo Trattato.

Come loro, alcuni di noi provengono da paesi alleati con una potenza nucleare o che dispongono di arsenali nucleari. Sicuramente, in quest’epoca di crescente interdipendenza e vulnerabilità globale, la nostra fede ci invita a cercare il bene comune e universale. «Siamo tutti salvati insieme o nessuno si salva», dice la nuova enciclica del Papa Fratelli tutti. «È possibile per noi essere aperti ai nostri vicini all’interno di una famiglia di nazioni?», chiede Francesco. La cooperazione internazionale è essenziale per affrontare la pandemia Covid-19, il cambiamento climatico, il divario tra ricchi e poveri e la minaccia universale delle armi nucleari.

Non importa da dove veniamo, ci uniamo ad esortare i governi a firmare e ratificare il Trattato delle Nazioni Unite sulla proibizione delle armi nucleari. Ringraziamo coloro che lo hanno già fatto e li esortiamo a invitare anche altri paesi ad aderire al Trattato.

Invitiamo i colleghi leader della Chiesa a discutere e deliberare sul ruolo significativo che la Chiesa può svolgere nel costruire il sostegno per questa nuova norma internazionale contro le armi nucleari. È particolarmente importante per le conferenze episcopali nazionali e regionali, nonché per le istituzioni e le fondazioni cattoliche, verificare se i fondi relativi alla Chiesa vengono investiti in società e banche coinvolte nella produzione di armi nucleari. In tal caso, intraprendere azioni correttive ponendo fine ai rapporti di finanziamento esistenti e cercare modi per il disinvestimento.

Crediamo che il dono della pace di Dio sia all’opera per scoraggiare la guerra e superare la violenza. Pertanto, in questo giorno storico, ci congratuliamo con i membri della Chiesa cattolica che per decenni sono stati in prima linea nei movimenti di base per opporsi alle armi nucleari e ai movimenti per la pace cattolici che fanno parte della Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari, vincitrice del Premio Nobel (Ican).

 

Una replica a “Chi non vuole il disarmo nucleare?”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Che dire? Ma certo, ma tutto l’appoggio a questa iniziativa collegiale che mira allaPace in modo intelligente, civile per la salvezza del genere umano. Proprio oggi ci arriva notizia che dei satelliti si disintegrano e sul pianeta cadono detriti che possono lasciare segno. Mi viene di pensare se all’iniziativa della Chiesa Cattolica con le altre Chiese cristiane non sarebbe utile allargare la Confraternita per la Pace chiamando a sostegno tutti quegli Uomini che sono stati insigniti del Nobel per la Pace, tutti coloro che condividono e aderirebbero a questo appello di Bene Comune finalmente non solo desiderato, auspicato diplomaticamente perseguito, ma a essere sancito , a essere rispettato , in nome di quella Fraternità tanto auspicata a parole, tra i popoli della Terra.

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