Aggiungo le mie riflessioni a quelle di Stefano Fenaroli.
1. Credo che la condizione attuale del cambiamento epocale che stiamo attraversando non permetta più l’utilizzo di una visione unitaria di fondo della fede e del rapporto col mondo, come potevamo avere fino a 40 anni fa. Ma ancora non permette nemmeno di costruirne un’altra altrettanto unitaria che la possa sostituire e diventare il riferimento per la presenza sensata della Chiesa nel mondo. Siamo ancora in una fase in cui una nuova sintesi culturale condivisa su cosa sia l’uomo, la vita, il senso dell’esistere non può apparire, perché la frammentazione e l’individualizzazione sono all’opera ancora massicciamente.
2. Questo impedisce, a mio avviso, la possibilità, nell’immediato, di un approccio unitario della Chiesa al mondo, sia per gli aspetti politici, sociali e morali che Fenaroli ricorda. Vivendo nel mondo la Chiesa non può ipotizzare di essere immune da ciò che nel mondo accade, ed è inevitabile che le dinamiche di frammentazione e individualizzazione entrino massicciamente anche nella Chiesa.
3. Ciò tira in ballo in modo molto potente quello che la Chiesa potrebbe avere di “diverso” dal mondo. Enzo Bianchi qualche decina di anni fa lo chiamava la riserva escatologica. Una formulazione che aveva un senso quando esisteva ancora una visione sufficientemente unitaria dell’essere Chiesa, che tentava di sottolineare la dimensione trascendente, per non schiacciarsi sulla dimensione orizzontale, come essenziale all’approccio della Chiesa al mondo. Oggi questa formulazione non coglie più nel segno, perché la pluralità di spiritualità che ricercano la trascendenza è ormai sotto gli occhi di tutti e viaggia per strade molto diverse da quelle che ancora proviamo ad offrire.
4. Va perciò ricercata un’altra formulazione che possa riunificare i fedeli in ciò che di “diverso” vive la Chiesa rispetto al mondo. A mio avviso questo va cercato nella relazione individuale e diretta che fonda la fede dei singoli con Cristo Risorto. Mentre Fenaroli parafrasa Rahner, io lo prenderei alla lettera: il cristiano del futuro o sarà un mistico, cioè una persona che ha fatto esperienza personale di Dio, oppure non sarà. Il punto iniziale di una possibile ripresa della capacità della Chiesa di mostrarsi al mondo in modo sensato sta solo qui. Le molte richieste di battesimo di giovani e adulti, che in Francia, Usa e Spagna stanno meravigliando i vescovi, nascono in gran parte dall’aver fatto esperienza personale della presenza del Dio di Gesù Cristo.
5. Se è vero questo, prima di pensare al se e al come avere un approccio unitario verso il mondo, è necessario ricostruirsi come comunità, perché la frammentazione e l’individualizzazione hanno corroso l’essere comunità. Diventa indispensabile assolutamente uscire dalla strettoie delle forme di vita concreta delle comunità che ancora oggi danno corpo all’essere Chiesa, perché esse sono quasi tutte confinate nella dimensione liturgica. Fuori da quei momenti, la comunità cristiana, intesa davvero come insieme interconnesso di relazioni quotidiane, umane e concrete, che sostiene e orienta la vita dei singoli è quasi inesistente. Il tessuto relazionale umano di base, su cui la comunità ecclesiale può ricostruirsi, latita in modo spaventoso.
6. Il primo obiettivo, perciò, di chi ha potuto fare un’esperienza di Dio, sufficiente a permettergli di scegliere Cristo come riferimento personale, è quello di spendere tempo a ricucire questo tessuto umano che si è stracciato. Questo significa davvero liberare le agende delle attività pastorali e lasciare che in esse entri semplicemente l’incontro personale con chiunque, a partire da chi ci sta accanto in casa, al vicino di casa, al conoscente occasionale. La ricostruzione del tessuto comunitario non avverrà dall’alto per imposizione di una “cultura” che spingerà in quella direzione, perché il mercato globale non ha interesse a ciò, ma vuole persone isolate e frammentate, perché più facilmente manipolabili. Se avverrà, invece, sarà dal basso dalle interconnessioni concrete che nella vita quotidiana ciascuno può attivare.
7. Ma in nome di cosa va operata questa ricucitura? Se l’esperienza fondante la propria fede è stata davvero un “contatto” con Dio autentico, verrà da sé che la relazione quotidiana con il “prossimo” non si muoverà nel tentativo di “convertire” l’altro, ma sarà sospinta naturalmente verso il tentativo di far riconoscere all’altro la propria umanità. Chi si muove diversamente cercando adepti, sta vivendo un corto circuito in cui Dio è solo pensato e non vissuto, reso ideologia e non fede. Chi ha sperimentato Cristo ha percepito primariamente come l’essere afferrato da Lui, faccia risaltare appieno il proprio valore umano, perciò si muove affinché anche gli altri possano percepirlo.
8. Solo la ricerca congiunta, nella relazione reale, delle nostre umanità ferite, ma segnate comunque dall’amore può diventare lo stile nuovo (e antico, in realtà) della Chiesa di fronte al mondo. Siamo chiamati a testimoniare il valore dell’essere umano, proprio perché siamo stati afferrati nell’amore da Cristo. Il carattere che può far brillare la presenza della Chiesa oggi nel mondo sta nell’indicare i modi e le strade per continuare ad essere “umani”. La testimonianza della nostra appartenenza a Cristo potrà essere “ascoltata” oggi solo se la raccontiamo come relazione che ci riconsegna la nostra piena umanità.
Sarebbe facile e istintivo rivolgersi alla ascesi mistica… Ma…
1) Vi skonfiffera un Dio anodino gnostico, la cui PORTA sia riservata a pochi!?? Dove lo mettiamo quel grido che ancora risuona dalla Spagna:
TUTTI! TUTTI! TUTTI!!
2) La risposta non può richiedere che l’Uomo si annulli e scompaia in Dio!
Non dimentichiamo che non siamo solo in cerca di Dio, ma anche di UOMO.
3) Divinizzazione non significa annullare il soggetto ma caratterizzarlo.
PS lo so che esiste già LA risposta facile e accessibile a tutti e si chiama Gesù Cristo.. ma il NS interlocutore esterno non possiede la Fede né possiamo imporgliela. Perciò i NS argomenti devono partire dall’Etsi non daretur..”😄🤔😇
Portando avanti questa linea di riflessione.
1) x capire cosa è “Dio” aiuta prima capire cosa è ‘UOMO’
2) prego col cuore i teologi del gruppo:
Riuscite a definire cosa significa x l’UOMO la DIVINIZZAZIONE?
Azzardo io : che non è la trasformazione di una Persona in un’altra Persona….
Imo qs filone ( + il superamento del ‘teismo’) aiuterebbe molto!
Spero che ci si renda conto che su qs temi ci stiamo giocando il futuro della Teologia..🤣💘
Dialogo ma non voglio aver ragione xchè la posta in gioco è troppo alta!
1) in fisica la chiamano emergenza.
Tutto nasce dal mettere insieme delle parti. E sempre qs tutto possiede nuove performances. È più delle parti. Come NaCl. Realtà, non trascendenza.
2) divino e umano separati. Quello che ho scritto= non si può capire Dio se non si capisce l’Uomo. Attenzione! Umano&divino. Non la materia e Dio.
Senza l’Uomo, insegna la scuola di Vienna, non esisterebbe bellezza, significato, ecc.
3) infine il problema al quale ognuno deve dare la SUA risposta:
l’Uomo è già Dio o può convertirsi fino a diventarlo, come credono i ne fratelli ortodossi?? (IO no)
Ciao
Caro Pietro, io la vedo così: l’uomo non è Dio, ma appartiene a Dio.
Come un raggio appartiene al sole, come un ramo all’albero. Il ramo, però, non sarebbe senza l’albero, ma al contempo non è altro da esso.
– Umano e divino.
Gesù è Cristo, Verbo Essere, perché ha saputo dire: Io e il Padre siamo una cosa sola.
Nell’Incarnazione, lo Spirito si fa visibile attraverso un corpo materiale.
La Materia che lo compone, è gravida di Spirito, al quale gradualmente dà forma, non senza un un travaglio, non senza un percorso di maturazione..
Il percorso è libero, ma tracciato e inevitabile. Posso scegliere mille strade per arrivare ad una meta.
Tante le vie, una sola direzione..
Cara Paola,
Quando da 25 anni una dozzina di Teorie sulla coscienza, dal panpsichismo di Tononi&c ai microtubuli del Penrose, non trovano con-senso vuol dire che sono perlomeno tutte scentrate, magari ognuna con un pezzetto di vero. Circa Dio è la stessa cosa: se leggi Gamberini trovi mille strade che cercano di unire Dio&Universo…
Ma anche qui non si vede LA via d’uscita. Se è vero che TUTTI cercano Dio, come mai non lo trovano?
Forse perché parificano Uomo e Natura, come tu un po’ fai?
Caro Pietro, nessuno ha la verità in tasca.
Però non sono convinta che dal meno possa nascere il più.
Ciò non vuol dire che la natura sia Dio, ma che nella natura, come nell’uomo, si possa riconoscere Dio, nella sua Bellezza essenziale..la dignità di ogni cosa, che nasce da dentro..
Non riesco a concepire l’idea del divino e umano separati. Questo a me sembra, anche all’interno di una sfera religiosa, un atteggiamento materialista e separatore.
E poi lo trovo tanto più assurdo, perché proprio in chi lo rivendica, si reclama il Dio persona al quale rivolgersi..
Ma perché mai quel Dio a cui relazionarmi, deve essere altro da me?
Non sono forse io che ne proietto , pensandoLo, l’immagine?
Gesù è il volto di Cristo..non uno senza l’altro..
Un raggio di Sole, se si pensa solo come raggio, non va da nessuna parte.
La mancanza di umiltà, credo, è voler essere Sole senza il legame con il Sole, non la ri-conoscenza della propria stessa Essenza.
Pietro, se si intravede una coscienza in tutte le cose, ciò significa che non c’è nulla, ma proprio nulla, che non sia abitato dal Respiro di Dio..più o meno consapevole di sé, certo..ma tutto animato dallo stesso Padre..tutti fratelli, con pari dignità..
Pretendere di essere gli unici, ci ha trasformato nei padroni della terra, con i risultati che vediamo.
L’animale vive d’istinto, ma è più legato all’ordine delle cose lui che non noi, molto spesso.
Ci si chiede del futuro della Chiesa.
E di quello dell’uomo?
Lei si scandalizza se ci sono teologi che cercano vie nuove per parlare di Dio oltre il legame con i principi della religione..
Ma l’uomo ha bisogno di ritrovare il legame con quel Padre universale che non ha confini, (ricorda: Dio non è cattolico..)..quel contatto con le sue vere radici, non con una credenza che non si fa esperienza, appunto..solo così potrà ri-sorgere, cioè uscire dal sepolcro.
…la Chiesa a Indicare I modi di come essere umani percorrendo quelle vie che i passi di Cristo, il Salvatore, ha lasciato orma. La vita umana sarebbe caduca come foglia morta, se Cristo non si fosse manifestato, non ci avesse testimoniato dell’amore del Padre che perdona le offese, ha pietà e usa misericordia , Egli ci è stato Fratello e dando la vita testimoniato quell’amore che ha redento il mondo. Ma ancora oggi il Crocifisso subisce oltraggio, le guerre sono via dolorosa sangue sparso dai molti crocifissi. La Chiesa solo ribadendo Cristo può sussistere e il viaggio del Santo Padre oggi avvalla il Vangelo dimostrando ciò che nella Fede in Lui costruisce e dove se Egli non è fatto presente diventa un mondo distrutto dall’odio, E’ cosa anche disumana se accade che una madre con i propri figli cerchi la morte! Che un giovane per futili motivi diventi capace di uccidere! Come non domandarsi di che cosa nella società è venuto meno?
Seguito da precedente msg..
4) cadono quindi le visioni alla T.de Chardin su punto omega o divinizzazione dell’Universo.
5) diverse teorie vedono coscienza e libero arbitrio nelle cose materiali, citando la Meccanica Quantistica, imo fraintesa!
6) così non si riconosce che se si vuole dare senso alla creazione bisogna partire non dalle cose ma dall’Uomo, unico animale dotato di libero arbitrio e coscienza..
In attesa di una nuova antropologia mi fermo qui
Trovo giusto l’approccio di Gilberto Borghi all’annuncio cristiano ma il problema oggi è interno e sta nella Teologia, in che cosa crediamo. Gamberini si chiede se il post-teismo sia ancora cristiano. E nella enorme scrittura del passato trova facilmente collegamenti con tutte le nuove teorie.Ma bastano? Pongo qui le domande chiave:
1) Rifiuto dell’antropomorfismo. Dio nn è più Padre, non può agire nello spaziotempo, non affibbiamogli azioni e pensieri tipicamente umani ( vuol conoscere se stesso, di Faggin e altri..), procura al mondo Energia, forme e archetipi, ecc
2) leggo tesi anacolute, tipo che include tutti i finiti, x=x+y, domande che non hanno senso, tipo se è eterno, se è libero, se è onnipotente, ecc.
3) molti i tentativi di superare il dualismo Dio/mondo spesso mere costruzioni verbali x evitare panteismi. E non si tiene conto che Darwin ci ha mostrato come l’EVOluzione dell’Universo sia stata autonoma, senza interventi divini.