Il virus dello scientismo e del fideismo

La fede e la scienza sono cose ben diverse dal delirio di onnipotenza e dal fideismo paranormale.
14 Maggio 2020

Qualche settimana fa Trump ha detto: “(Per sconfiggere il virus dobbiamo) portare la luce dei raggi UV dentro il corpo, cosa che si può fare attraverso la pelle o in altro modo, si dovrebbe testare, sembra interessante. Vedo anche che il disinfettante abbatte il virus in un minuto, quindi potremo fare qualcosa di simile, con un’iniezione, sarebbe interessante provare. C’è bisogno dei dottori ma a me sembra interessante”.

Spendo meno di una riga sulle sue non – conoscenze scientifiche. Voglio ragionare, invece, su come sia possibile che un capo di stato della prima, o seconda, nazione più potente al mondo possa pubblicamente dire queste cose. E che poi l’ordine dei medici USA sia costretto a urlare sui social: non fatelo!! E non tanto solo per il tipo di gestione della comunicazione che ci sta dietro, ma soprattutto per l’evidente discredito delle conoscenze scientifiche, ormai generalizzato e socialmente accettato, che è necessario affinché questo tipo di affermazioni possano apparire “dicibili” nella mente di un personaggio di potere pubblico.

Quasi tutto il mondo si rende conto che Trump non è mentalmente “a casa” e che nel suo delirio di onnipotenza, immagina di avere “la soluzione per tutto il mondo”. In questo caso, però, egli incarna quello che sembra un atteggiamento non solo suo, ma di moltissime persone, che si appoggia su due dogmi: la realtà deve obbedire alla mia volontà e se non lo fa è perché ancora non abbiamo osato abbastanza essere onnipotenti fino in fondo, senza più remore di significato; secondo: la scienza non ha limiti, per definizione, e attraverso di lei possiamo risolvere tutto, se siamo disposti a qualsiasi costo.

La pandemia in atto si sta incaricando di sbriciolare questi due dogmi, nel modo più semplice e banale possibile: un microscopico virus. Di fronte a ciò soluzioni come l’immunità di gregge, l’auto dissoluzione del virus, il farmaco che improvvisamente risolve (ho contato 27 dichiarazioni di autorevoli “esperti” in cui ognuno pensava di avere la trovato la “pozione magica”) o la rincorsa spasmodica all’idea salvifica del vaccino, sembrano tutte azioni impotenti. Semplicemente perché questi due dogmi sono profondamente anti-scientifici, dato che non hanno il coraggio di riconoscere che la realtà è resistente al tentativo di essere abusata e modificata e che la scienza è, invece, limitata di suo.

A fronte di ciò, una consistente parte di altre persone ha già da tempo optato per un altro approccio, che è altrettanto anti-scientifico, ma di segno opposto. Da chi si cura col fai da te più o meno olistico e “naturale” a chi inveisce contro il complotto mondiale, da chi afferma che l’ostia non contagia (mostrando una mancanza totale di conoscenza del concetto teologico della transustanziazione), a chi sostiene che il virus è un castigo di Dio. Da chi è assolutamente contrario ai vaccini, a chi non disdegna l’acqua benedetta come medicinale. Qui i dogmi sono altri due: la realtà è esattamente come io la penso e ciò che non rientra nelle mie categorie di pensiero non esiste, o se esiste è insignificante. Secondo: la scienza non serve a nulla, è solo uno strumento di dominio sulle persone, perciò ci si deve opporre. Molto meglio il “fideismo paranormale”.

Anche qui, la pandemia sta potentemente erodendo questi altri due dogmi, senza guardare in faccia a nessuno. Messe clandestine che producono contagi, morti in casa che si erano curati con erbe medicinali, presunti organizzatori di complotti colpiti dal virus che loro stessi avrebbe diffuso, come pure annunciatori dei castighi di Dio castigati anche loro. A dimostrare come anche questi due dogmi non reggono il passo di fronte alla realtà, che si impone anche là dove non vorremmo mai vederla imporsi.

Al di là dell’apparente e superficiale opposizione, questi due tipi di anti – scientismo hanno in comune  due cose: l’incapacità di stare nella realtà così come essa si mostra e di accettarla come punto di partenza irrinunciabile, di qualsiasi soluzione possibile ai problemi umani. Secondo: la presunzione che ci sia una strategia che possa sormontare la realtà come punto di partenza, o la volontà di potenza, o il fideismo paranormale, e che quindi possiamo farci beffe di essa. Ciò spiega anche perché alcune frange di una e dell’altra si saldino in scelte operative e politiche che tendono ad andare a braccetto.

Un atteggiamento davvero scientifico, invece, riconosce che la realtà non si adegua alla nostra volontà e che la scienza ha dei limiti. Possiamo certamente scoprire le leggi di funzionamento della realtà, e non possiamo ignorarle, in nome di credenze a cui ci attacchiamo morbosamente, perché la realtà poi ci presenta il conto. Contemporaneamente però il loro asservimento alla nostra volontà è sempre parziale e anche qui, non è senza costi. E se vogliamo un asservimento totale siamo anche qui fuori dalla sanità mentale.

La fede e la scienza sono cose ben diverse dal delirio di onnipotenza e dal fideismo paranormale.

 

Una replica a “Il virus dello scientismo e del fideismo”

  1. BUTTIGLIONE PIETRO ha detto:

    Le radici affondano nei secoli a partire da Terra centro dell’Universo, poi diventato il Sole, rimasto oggi sia come uomo dominus della Terra, fatta e scodellata apposta x lui ( cfr. Principio antropico) sia nel non aver ancora capito che tutto quello che elaboriamo come ” scientifico è SOLO Teoria, ipotesi x NOSTRA rappresentazione, ma la realtà è sempre superiore a qualsiasi nostra immaginazione, dalla MQ fino alla consapevolezza dell’Uomo.
    Un po’ di sana umiltà non stonerebbe, magari piegherebbe le nostre ginocchia in PREGHIERA, come chiesto da Francesco poco fa.

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