Il mistero di Efeso

La testimonianza di Paola Buscicchio su una delle 7 chiese evocate dall'Apocalisse...
4 Febbraio 2022

Perche’ sono andata ad Efeso? Per le sette citta’ di cui parla l’Apocalisse. Visitarle tutte sarebbe stato impossibile, perché di molte se ne sono perse le tracce documentabili, mentre di Efeso sembra che sia rimasto in piedi tutto (o quasi tutto). Visitando il sito archeologico sembra che il tempo si sia fermato e là, davanti alla biblioteca di Celso, mi sento come il primo giorno che ho varcato il portone della scuola diocesana di teologia!

C’è tanto da osservare, ma un sole rovente mi obbliga a cercare i posti in ombra, cosicché perdo parte della descrizione dell’itinerario. Poco importa perche’ a me non interessano le nozioni ma le emozioni che provo mentre la guida ci riporta indietro nel tempo. Mentre sono tutti attenti a notare palazzi,colonne e capitelli, io vedo l’impronta di un piccolo piede di donna impresso su di una lastra di pietra che indicava che proprio là c’era il postribolo, la casa dove era probabilmente costretta ad esercitare il mestiere piu’ antico del mondo. Doveva essere giovane e mi ha fatto tanta tenerezza perché immagino quanto la sua vita deve essere stata difficile allora. Non so perché di tutto quello sfarzo intorno, indice della gloria di un tempo, mi sia rimasta impressa una cosa così banale poi la guida ci raduna e partiamo per un luogo diverso.

Appena arrivo stento a riconoscere il posto: una dimora semplice ma è stata la casa di Maria e dunque un luogo così diverso da tutti quelli che ho visitato fino a quel giorno. Le stesse pareti raccontano di Lei e si respira una pace immensa tutto intorno alla casa e dentro avverti qualcosa che non sai definire tanto è impercettibile. Lei è ancora là, ne senti la presenza dappertutto come se il fatto che avesse vissuto in quel luogo lo abbia cambiato definitivamente, lo ha reso sacro.

Non posso stare dentro quanto vorrei perché il luogo e piccolo e i visitatori tanti così esco e cammino tutto intorno alla casa. Ci sono alberi ma i piu’ antichi sono proprio la’ accanto come a difesa di qualcosa che deve essere successo ed infatti mi raccontano di un incendio che divampò nel bosco intorno ma si fermò proprio davanti alla porta di questa casa ed è per questo che i musulmani venerano questo luogo come sacro.

C’è anche un piccolo viale con un muro con tante suppliche a Maria scritte su fogli arrotolati in lunghe file, e capisci che le persone raccontano così la loro fede, semplicemente mettendo una testimonianza o una preghiera. Io non scrivo nulla a Maria perché ho già avvertito la sua presenza dentro di me e, in fondo, perché scrivere se puoi parlarle?

Abituati a non svelare mai molto di noi stessi là, invece, si sente come se un manto di pace abbia coperto ogni cosa, come se Lei voglia rivelare qualcosa di importante su Dio: il mistero di una bambina che Dio ha scelto. Finchè si è piccoli l’incanto dentro ai tuoi occhi e dunque solo il canto può essere sgorgato da Lei. Il Magnificat è certamente il suo dono a noi, ma chi non ha tentato di metterlo in musica?

Io ho scritto la melodia tanti anni fa ma adesso una partitura a quattro voci richiede molto tempo e devo farmi aiutare perchè non è un’impresa facile. I grandi compositori si sono fermati solo alle prime parole e chi sono io per sperare di poter fare di più? Eppure un giorno mentre ero assorta su quel testo l’ho cantato tutto e sembra che sia anche bello così dovrò cimentarmi nell’opera di riuscire a dare voce alle parole di Maria.

Ero emozionata ad entrare là in quella casa dove Lei ha abitato, perchè ho sentito come un soffio leggero toccare la mia anima, come se qualcosa di molto importante dovesse essermi rivelato proprio allora. Forse bisognerebbe portare i propri studenti proprio là. C’è un piccolo spiazzo per una messa e per condividere quel momento così prezioso.

Gesù affidò Maria a Giovanni proprio ai piedi della croce e là questo viene descritto su di un cartello e ci sono anche indicazioni storiche per comprendere l’attendibilità di quanto è accaduto. Perchè due persone, il discepolo amato da Gesù e la Madre, furono chiamate a fare un cammino spirituale insieme se non per provare una gioia intensa, una comunione d’intenti dopo una terribile sofferenza?

Certo Maria che custodiva tanto del mistero di Dio in sè doveva preparare Giovanni a questo perche’ avrebbe dovuto rivelarlo. Non lo sapremo mai. Però, tornando al pullman con questa consapevolezza, vedo un piccolo libro nella libreria posta all’uscita: “Le 7 chiese dell’Apocalisse”. Quel libro e’ sulla mia scrivania adesso e mi accompagna nel viaggio dentro l’ultimo dei testi biblici: l’Apocalisse di Giovanni.

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