Cambiare… il proprio io, sempre.

A ogni età il cambiamento è possibile: ce lo ricorda il tempo di Avvento...
19 Dicembre 2020

“Ero intelligente e volevo cambiare il mondo, ora sono saggio e sto cambiando me stesso.” Dalai Lama

Viviamo in un mondo che cambia velocemente: chi rimane indietro spesso è perduto. Il cambiamento non è importante solo per stare al passo coi tempi che corrono, ma è anche fondamentale per la nostra vita.

Eppure sento spesso dire: ormai ha 70 anni, non lo cambierai mai.

Mi rendo conto di quanto il cambiamento personale sia difficile, impegnativo, che costi molta fatica e che spesso la motivazione non basti.

Nel rapporto di coppia, a ragione o a torto, si cerca di accettarsi per quello che si è: non si può e forse più che altro non si deve cambiare l’altro, ma accettarlo, con i pregi e i difetti. Nel corso della vita insieme però, volente o nolente, se si vuole passare davvero insieme una vita intera si scende inevitabilmente a compromessi, modificando le proprie preferenze, le proprie abitudini, il proprio modo di fare, di parlare, di sentire cercando di non annullare se stessi.

Perché dopo una certa età questo non dovrebbe essere più possibile? E non solo nei rapporti di coppia ma in qualsiasi rapporto interpersonale?

Me lo chiedo soprattutto quando la nostra immobilità crea disagio a chi ci sta attorno, a chi con noi condivide un pezzo del percorso di vita nell’amicizia, al lavoro, in parrocchia oltre che in famiglia. È più semplice e meno impegnativo chiedere che siano gli altri a cambiare per noi: è più facile notare la pagliuzza nell’occhio del mio fratello che la trave nel mio. Spesso, in un atteggiamento ancora infantile, metto davanti a tutto il mio sentire, la mia emotività, ciò che fa star male me dell’atteggiamento degli altri.

«Scendi in fretta»: poche le parole dette da Gesù a Zaccheo, ma sufficienti per muovere un cambiamento personale, un percorso di autocritica e modifica interna del proprio essere prima che di trasformazione esteriore. È Dio a cercare l’uomo con poche e semplici parole che consentono, se si vuole, di raccogliere l’opportunità di cambiare.

In questo periodo di Avvento la parola cambiamento è “verbo” forte, che ci deve spingere a preparare la strada del Signore, a cambiare il cuore perché diventi strada accogliente, a cambiare la nostra vita per fare spazio alla “novità” di Dio e della Sua Parola che si fa carne.

Una replica a “Cambiare… il proprio io, sempre.”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    A produrre in modo violento un Cambiamento, è arrivato il Coronavirus, il quale con imperio ha modificato la vita stessa di “ogni cittadino umano sulla Terra”, ha posto condizioni così restrittive alla sua vita da costringerlo a meditare su quanto suquanta debole forza disponga a confronto. L’intelligenza che pure ci ha permesso di sondare l’universo e avere stazioni spaziali in altri pianeti, è costretta a temere di non avere l’ultima parola con il bacino ma di dover temere altri virus a seguire. Ecco dunque che questo “cambiamento” è opposto ad Avvento, il Bene per l’uomo che però si riconosca in liberta’ quanto resti debole e piccolo seme se non si lascia trasformare dalla Parola del Dio Creatore, quanto in umiltà debba crescere se vuol diventare pianta con salde radici ma è dal Cielo che deve attendersi la vita, quella scelta a essere anche eterna.

Rispondi a Francesca Vittoria vicentini Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I commenti devono essere compresi tra i 60 e i 1000 caratteri. I commenti sono sottoposti a moderazione da parte della redazione che si riserva la facoltà di non pubblicare o rimuovere commenti che utilizzano un linguaggio offensivo, denigratorio o che sono assimilabili a SPAM.

Ho letto la privacy policy e accetto il trattamento dei miei dati personali (GDPR n. 679/2016)