La vera “mano de Dios”

Ognuno è campione nel proprio campo e merita di essere ricordato, pure un sacerdote, ma non come protagonista bensì come "servo buono e fedele".
15 Dicembre 2020

Don Tanino Urso, sacerdote salesiano siciliano morto a causa del Covid, non era Maradona, ma nel suo campo era un fuoriclasse! Di lui non enumererò titoli, incarichi, ruoli, iniziative, realizzazioni, poiché non sono queste le cose che restano nel cuore di chi lo ha conosciuto; e siccome il cuore parla commosso più di tante opere, il racconto lo lascio ad una raccolta di commenti sui social, solo una piccolissima parte, certo che ne tracceranno il profilo senza alcuna retorica. So che di storie come queste ve ne sono tante e proprio per questo credo sia giusto dargli voce:

«Ti ho conosciuto nella mia giovinezza quando l’oratorio era la nostra vera casa, mi hai accompagnato in quegli anni di divertimento, di spensieratezza e di lavoro, perché ci avevi fatto capire che l’oratorio era nostro e che li avremmo sempre trovato Amore. Eri diventato il confessore da cortile, ci chiamavi fra un rigore oppure una punizione e così senza ci confessavi. Ti voglio ricordare nel giorno del mio 18° compleanno, perché tu caro don Gaetano facevi parte della mia famiglia».

«Ti vogliamo ricordare così, in cortile in mezzo ai ragazzi, sempre pronto ad una parola buona, ad un buffetto. Curioso, sempre con la tua macchina fotografica pronta ad immortalare un momento gioioso. Inesauribile organizzatore quando si trattava dei tuoi ragazzi o del Centro Aiuto alla Vita, guida e riferimento per i ragazzi e le famiglie».

«Non posso dimenticare quando la prima volta ci hai accolti, eravamo smarriti e preoccupati, ma subito ci hai rassicurati me e da lì ci hai conquistati».

«Chi ha conosciuto don Urso come Salesiano sa che oggi è andata via una grande figura. Sempre dedito ai ragazzi nello spirito di don Bosco che ha portato dentro in ogni sua tappa di vita salesiana. Negli anni è stata una grande figura nella pastorale giovanile, portando dovunque sia stato il suo spirito, la sua voglia di fare e la sua capacità di avvicinare a don Bosco, Maria Ausiliatrice e Gesù qualsiasi persona passasse per il cortile, da lui tanto amato. Chi ha conosciuto don Urso come persona ed è stato accanto a lui sa che oggi ha perso un padre spirituale, una figura importante che sapeva accompagnarti per mano, che sapeva ascoltare il tuo cuore e che coniugava tutto questo sempre con un sorriso, un buon consiglio, una battuta, uno sbuffetto sulla guancia. Ha lasciato in ognuno di noi una piccola parte di lui, un’eredità che andrà avanti negli insegnamenti che ci ha trasmesso con la voglia di vivere e di fare che lo ha sempre contraddistinto e che ci ha sempre tenuto legati. Oggi siamo tutti noi che ti prendiamo per mano e ti accompagniamo in Paradiso tra Maria Ausiliatrice e don Bosco dove da lassù ci guarderai e proteggerai sempre».

«”Mi hai salvato l’anima, proprio come Don Bosco”: questa frase di uno dei tuoi tanti “figli” da te cresciuti e amati, mi resterà scolpita nel cuore per sempre. Quando ti raggiungerò, mi piacerebbe che qualcuno dicesse lo stesso di me».

«Aveva un’arma peggiore di una pistola, la sua macchina fotografica gialla! Non gli sfuggiva nulla, un sorriso, un fiore colorato, una farfalla, le sue pianticelle che curava tutte le mattine, il sole e la luna, le nuvole, il cielo, Don Urso aveva questi temi principalmente: cielo, terra, vita! Oggi capisco il significato, oggi che non c’è più: amava il cielo perché lì c’è Dio; amava la terra perché in essa e nelle sue meraviglie Dio si rispecchia; amava la vita perché è un dono di Dio. Ecco, se vogliamo onorare la sua memoria, dobbiamo continuare la sua missione, mettendo il 20% della passione che metteva nel suo lavoro. Non tutti lo sanno, ma prima di essere intubato, quando forse ha capito che non aveva più speranze di vita, si è preoccupato di far sapere a tutti che ci aspetta in paradiso, e questo è l’ultimo gesto d’amore verso noi e verso la sua comunità».

6 risposte a “La vera “mano de Dios””

  1. Laura Aiello ha detto:

    Ci sono tante persone che incontriamo nel corso della vita. Le più importanti, che sono sempre con noi per tutta la vita, e tante altre che sono come apparizioni momentanee. E poi ci sono quelle che, anche se non le vedi spesso, hanno segnato la tua vita, le hanno dato un avvio, indicato un percorso… Grazie Don Urso

  2. Miriam Pace ha detto:

    Ho conosciuto Don Urso durante diversi incontri. Non ho avuto la possibilità di lavorare insieme a lui ma ho percepito la sua dolcezza e incrociato il suo sguardo paterno . Grazie per questa testimonianza di Amore. Che sia un esempio per tutti

  3. Romeo teresa ha detto:

    Grazie Marco, il ricordo di Don Urso non morirà mai. Egli è stato un padre, un amico, un maestro per tutti. L’unica cosa che possiamo fare è continuare, sostenere i suoi progetti

  4. enzo caruso ha detto:

    Grazie Marco per il bel ricordo che ci hai dato di don Tanino Urso, grande figlio di don Bosco, a servizio dei giovani. Grazie Tanino per quanto hai fatto, nelle PGS, polisportive giovanili salesiane, dove per tanti anni ci hai guidato nella formazione, grazie, per il tuo servizio negli oratori, nelle associazioni TGS, turismo giovanile salesiano e CGS Cinecircoli giovanili socio culturali. Continua a guidarci da lassù

  5. Lorenzo Pisani ha detto:

    Molto bello il riferimento all’apostolato fotografico.
    Bravo chi lo ha riconosciuto, bravo Marco che lo ha riportato

  6. BUTTIGLIONE PIETRO ha detto:

    Di quante Persone possiamo ricordare UN sorriso ricevuto?
    Da quanto tempo non ci siamo soffermati a guardare un fiore colorato, una farfalla,il sole e la luna, le nuvole, il cielo? Da quanto abbiamo seguito crescere una pianticella, la sua Vita? Se da troppo è il caso di chiederci se stiamo ancora vivendo.
    Grazie a don Tanino…

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