Il mio cantautore preferito

Quando San Francesco pronunciava il Benedetto Nome, si passava la lingua sulle labbra per la dolcezza che ne provava
15 Marzo 2021

Oggi sono in vena di confidenze e pertanto vi voglio raccontare che anch’io, come tutti, quando vivevo ancora nel mondo, avevo i miei cantanti preferiti: Lucio Battisti, Claudio Baglioni, i Pooh, fino al giorno in cui conobbi un “cantautore” che li superava tutti: Gesù di Nazareth! Già il Suo Nome è una musica.

Uno dei biografi di San Francesco di Assisi ci racconta che tutte le volte che il santo pronunciava questo Benedetto Nome, si passava la lingua sulle labbra per la dolcezza che ne provava. I Vangeli ci narrano che la sua voce melodiosa faceva risuscitare i morti di quattro giorni e la soavità della stessa attirava le folle.  Possiamo immaginare di quale ricchezza di suoni armonici fosse intrisa l’espressione: “Seguimi!” o “Seguitemi!”, perché Pietro, Andrea, Giacomo, Giovanni, Levi e tanti altri, ieri come oggi, lasciassero tutto e seguissero Gesù, ammaliati. Ricordate Maria Maddalena? Il giorno dopo il sabato, di buon mattino, si reca addolorata e piangente al sepolcro per onorare il corpo di Cristo e non lo trova. All’improvviso vede Gesù Risorto, ma non lo riconosce e lo scambia per il custode del giardino, quando però ode quella voce che la chiama per nome tutto cambia: trasalisce di gioia e non lo lascerebbe mai più. Inoltre, ho letto che alcuni studiosi sostengono che il Discorso della Montagna, soprattutto le Beatitudini, Gesù non l’abbia pronunciato, ma l’abbia cantato!

Ma il Cantico più bello di questo dolcissimo, impareggiabile cantautore è stato quello che ha intonato sulla croce. Questo cantico d’amore intramontabile ha attirato e affascinato generazioni intere. Dal suo corpo steso e inchiodato sulla croce, come dalle corde di una cetra, si eleva una melodia capace di raggiungere e conquistare i cuori, muovendoli a conversione, di guarire le ferite, di risanare gli affranti, di risollevare gli afflitti. Quando ci lasciamo raggiungere dall’Amore di Dio, quando viviamo in Grazia di Dio e ci lasciamo plasmare da essa: Gesù canta nel nostro cuore.

Egli però non ama cantare da solo, il cantico lo ha intonato Lui, ma ciascuno di noi è chiamato ad unirsi attivamente a questa lode.

Con la nostra vita siamo chiamati a scrivere e a cantare la nostra strofa unendoci al cantico d’amore di Cristo Gesù Signore. De resto in Paradiso non faremo altro che cantare e lodare Dio, sarà una festa senza fine. E il Direttore del Coro celeste sarà proprio Gesù, il Figlio di Dio. Alleniamoci dunque, teniamoci pronti: “Cantiamo al Signore un canto nuovo” (Sal 149,1). Con Sant’Agostino prepariamoci a non stonare: «Il cantare è segno di letizia e, se consideriamo la cosa più attentamente, anche espressione di amore. Non c’è nessuno che non ami, ma bisogna vedere che cosa ama.

Noi siamo esortati a scegliere l’oggetto del nostro amore. O fratelli, o figli, o popolo cristiano, o santa celeste stirpe, o rigenerati in Cristo, o creature di un  mondo divino, ascoltate me, anzi per mezzo  mio: “Cantate al Signore un canto nuovo”. Ecco, tu dici, io canto. Tu canti, certo, lo sento che canti. Ma bada che la tua vita non abbia a testimoniare contro la tua voce. Cantate con la voce, cantate con il cuore, cantate con la bocca, cantate con la vostra condotta santa, “Cantate al Signore un canto nuovo”. Mi domandate che cosa dovete cantare di Colui che amate? Parlate senza dubbio di Colui che amate, di Lui dovete cantare. Cercate le lodi da cantare? L’avete sentito: “Cantate al Signore un canto nuovo”. Cercate le lodi? “La sua lode risuoni nell’assemblea dei fedeli”. Il cantore diventa egli stesso la lode del suo canto. Volete dire le lodi a Dio? Siate voi stessi quella lode che si deve dire, e sarete la sua lode se vivrete bene».

2 risposte a “Il mio cantautore preferito”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Cristo ha detto :”seguimi, seguitemi”. Del Santo Padre ieri, celebrante la S.Pasqua, mi ha colpito la Sua tristezza profonda, voce quasi non da festa di Resurrezione ma perdurante lo spirito del Venerdì Santo. I drammi che il mondo sta vivendo diventano peso per tutti insopportabile perché di morte, per una Chiesa che predica Cristo Risorto, Vita. E’ un richiamo a tutti a sentirsi fratelli nella condivisione con il patire delle vittime non solo da virus, ma patire di popoli che aspirano a giustizia, a dignità, libertà, umanità eguaglianza , condivisione dei beni della terra , rispetto della natura umana e spirituale di ogni essere vivente. Era canto di San Francesco ma oggi è lamento del Vicario di Cristo partecipe dello scempio che si fa del suo gregge. serve operare più da vicino in cultura, perché regna l’ignoranza di Cristo e Pasqua non è più festa di molti, le chiese vuote non solo per il Covid, si piangono i morti nel fisico, ma molti sono quelli dello spirito

  2. BUTTIGLIONE PIETRO ha detto:

    Post-it all’appassionato canto di sr.Cristiana :
    – la forma letteraria prevalente di TUTTA la sacra Bibbia è poetica, quindi un invito al canto
    – nei gruppi RNS si vive il trasformarsi della dichiarazione delle proprie sofferenze&probls che pian piano scompaiono per diventare LODI.
    Davvero, scrivo LODI, ma resto perplesso, abbastanza basito.. ma quando mai nelle nostre Chiese, nei nostri incontri lodiamo liberamente, nativamente, appassionatamente, come sr.Cristiana, Lui, il Signore, che il Suo Nome risuoni nei nostri cuori in uno scambio di carezze, affettuosità, com-unione…
    Poi verrà il canto, magari non nelle solite canzonette ma solo come estensione della voce di lode..
    Dio, Gesù, lo Spirito hanno urgente bisogno del loro giusto posto&ruolo, hanno bisogno di noi che mostriamo al mondo la Luce del Suo Volto, p.f. che nn sia una stampa alla Kowalska, ma Vita, Vita vera.

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