Giubileo degli oppressi. Un’esperienza da attuare

A quattro anni dal Giubileo del 2025 - e in vista di un processo sinodale italiano - facciamo tesoro di un’esperienza preziosa che ci pone una serie di domande.
6 Maggio 2021

Cosa ci fa Alex Zanotelli nella centrale Villa Comunale, i giardini di piazza Garibaldi nella cittadina barese di Molfetta una tiepida serata di settembre del 2000?

È presto detto. Sta portando avanti un’iniziativa denominata “Carovana della Pace” per le piazze d’Italia che terminerà nel convegno intitolato “Giubileo degli oppressi” e organizzato dalla Provincia italiana dei Padri Comboniani.

A Molfetta la tappa è significativa e fortemente voluta proprio in memoria di don Tonino Bello, il vescovo della diocesi che qui ha la sua sede, scomparso il 20.04.1993, che è stato presidente nazionale di Pax Christi e grande profeta della Pace.

Ma il convegno diventa una occasione preziosa per “guardare il mondo” da un’altra prospettiva.

Il “Grande Giubileo” del 2000, quello che sanciva il passaggio simbolico dal secondo al terzo millennio dell’”Era cristiana”, fu preparato da tre anni di riflessione su base trinitaria e venne organizzato in vari “giubilei settoriali”.

In esso, tra le esperienze più forti e di più grande impatto mediatico ed emotivo, vi fu la settimana del Giubileo dei Giovani, che culminò con la veglia e la messa a Tor Vergata: un incontro memorabile con due milioni di giovani e Giovanni Paolo II (io c’ero… fu un esperienza davvero entusiasmante… anche se potrei raccontarne riflessioni di criticità che ne son venute).

Da questi riflettori puntati per tutto il 2000 sulla Città Eterna, ecco arrivare da Molfetta la proposta “alternativa”, eppure non meno affascinante: un “Giubileo” visto dalla parte degli oppressi, degli sconfitti della storia, di coloro che non hanno diritto di cittadinanza.

È pur vero che la istituzione dei Giubilei, di fondazione biblica nella legislazione levitica, è in buona parte pensata per dare sollievo, partendo da una motivazione religiosa, a tutta una serie di categorie sociali, a partire dagli schiavi che riacquistavano la libertà.

Dunque non una Chiesa dei palazzi, del potere, degli apparati (non che la Chiesa sia solo questo: nello stesso Giubileo del 2000 due delle pagine più significative sono state quella della Purificazione della Memoria con la richiesta pubblica di perdono per gli errori e i mali compiuti dalla Chiesa nella sua storia e quella della Memoria dei Martiri, oltre a tante altre pagine significative quell’anno), ma una Chiesa che, per riprendere una espressione di don Tonino Bello, “deve mettersi a guardare con l’occhio del povero”.

Il convegno si è svolto nel Palazzo dello Sport in Piazzale Atleti Azzurri d’Italia 1 a Verona dalla mattina del 9 a quella del 10 settembre 2000. Preparato dalla Carovana che, dal 2 all’8 settembre, ha toccato le piazze di sette città italiane: Molfetta, Napoli, Pesaro, Bologna, Milano, Brescia, Padova.

“Settembre d’utopia a Verona. UN MILLENNIO SENZA ESCLUSI! NON SOLO UTOPIA! IL GIUBILEO DEGLI OPPRESSI”: così si propone il manifesto dell’evento.

I temi toccati riguardano i quattro grandi temi portanti del Giubileo (biblico): liberazione degli schiavi, restituzione delle terre, condono del debito e distribuzione delle ricchezze.

Relatori della prima giornata Dom Tomàs Balduino (Presidente della Commissione Pastorale per la Terra del Brasile) e Aminata Traorè (ex ministro della cultura e del Turismo del Mali) che con padre Alex Zanotelli hanno animato le serate della Carovana.

Poi Susan George, Francuccio Gesualdi, Scholastica Kimanga, don Luigi Ciotti, Giancarlo Caselli.

Chiude il Convegno la mattinata del giorno 10 il duetto simpatico ma spunto di molteplici riflessioni tra Alex Zanotelli e il comico genovese Beppe Grillo (non ancora fondatore dei futuri 5 stelle); al termine, le conclusioni dettate dal padre comboniano e la messa presieduta dal vescovo Dom Balduino ed animate da varie comunità etniche africane e sudamericane in presenti sul suolo italiano.

Qualche spigolatura tra gli interventi.

Dom Tomàs Balduino racconta il dramma dei “senza terra”, i campesinos contadini brasiliani che avrebbero diritto a queste terre, ma per i quali il governo non sblocca la riforma agraria, favorendo i latifondisti; l’imposizione poi delle colture di alcuni prodotti per le multinazionali alimentari, gli OGM, lo sfruttamento intensivo e distruttivo delle colture, lo strapotere del neocolonialismo, delle multinazionali, del FMI.

Susan George (Presidente Observatoire de la mondalisation). Il debito estero non è un problema finanziario, perché la sua cancellazione sarebbe appena percepita dal sistema finanziario, è un problema politico. È l’arma nelle mani dei paesi del Nord per tenere in schiavitù ancora oggi quelli del Sud. E funziona molto meglio del colonialismo! Le crisi finanziarie sono risultate distruttive perché i tassi di aggiustamento imposti dal FMI hanno spinto sotto la soglia della povertà intere fasce di popolazione degli Stati interessati. In Russia con il Comunismo (senza voler fare apprezzamenti ideologici) viveva secondo le statistiche sotto la fascia della povertà il 5% della popolazione. Oggi il 50%. Prima di tutto c’è un’utopia negativa spinta dalle grandi imprese multinazionali industriali e finanziarie è la libertà assoluta dell’investimento, poi c’è la libertà assoluta di flussi di capitale e la libertà assolta di tutti beni e servizi compresi gli organi viventi. L’obiettivo è di mettere tutte le attività umane nel mercato e di farne oggetti di commercio, compresa la salute, l’educazione, l’ambiente, la cultura, etc. Susan George propone delle misure per affrontare queste problematiche al termine del suo intervento.

Scolasticha Kimanga racconta il suo lavoro nel movimento dei senza terra in Kenya e a Nairobi. Il colonialismo britannico e l’eredità che ha lasciato è stata distruttiva.

Francuccio Gesualdi propone una serie di azioni possibili, percorribili e necessarie per poter dare una risposta al sistema perverso provocato dalla globalizzazione, che promuove solo chi ha le risorse per vivere nel mercato come un consumatore e condanna alla morte tutti gli altri. Consumo critico, boicottaggio, manifestazioni, finanza etica, reti di economia locale.

Don luigi Ciotti: moratoria per la pena di morte, senza fissa dimora, indifferenze, percorsi alternativi alle pene carcerarie, osservatorio sulle droghe, morti per mafia, debito estero.

Giancarlo Caselli: immigrazione, centri di accoglienza, problemi delle carceri.

Il duetto tra Beppe Grillo e Zanotelli è davvero da ascoltare. Infine le conclusioni di Alex Zanotelli e l’impegno finale.

A oltre vent’anni da questo convegno, i “poveri” – e con loro la nostra “casa comune” – chiedono ancora che ci si impegni per realizzare questi appelli. Un compito per il prossimo Giubileo del 2025, ma ancor prima per l’imminente Sinodo italiano.

 

2 risposte a “Giubileo degli oppressi. Un’esperienza da attuare”

  1. BUTTIGLIONE PIETRO ha detto:

    Quel 5/50% dice che è possibile.
    Quando?
    OGGI. Questo è IL momento.
    Dove??
    QUI. A partire da questa Italia TERRA di briganti e di santi. Attore della Storia e del pensiero..
    CHI??
    Io cattolico, tu verde, lui agnostico impegnato, noi che viviamo a occhi aperti e cervello connesso. Tutti insieme a gridare che è possibile, che ai vari progetti del Recovery va aggiunto un progetto che risponde ad un solo nome:
    UMANITÀ.
    BE HUMAN.
    WE CARE.
    TU sei anche IO.
    È POSSIBILE.
    ASAP

  2. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    A mio modestissimo parere: preparare qualcosa che sia una svolta dal presente.Si perché si ha l’impressione di essere incalzati da una onda distruttiva che tocca i viventi nel pianeta ma esso stesso. Ridare vita a tutto quanto tende ad andare distrutto, No a guerre belle che, No a uomini senza terra, fuggitivi dai propri natali, No a poverta senza dignità, No a libertà che si arrogano diritto a prevalere su altri simili. La protezione in tutte le sue fasi della vita nascente e la cura dell’ambiente nel quale ha il suo habitat. Moratoria allo sfruttamento a scopo di lucrare ricchezza dalle risorse naturali , aria, acqua non inquinate sono necessarie alla vita della natura e questa provvede alla vita dell’uomo stesso che non è giusto viva alla stregua animale in nessuno stato si trovi. Il Presidente americano Biden ha dato un segno da imitare, il vaccino per il Covid 19 libero da vincoli di brevetto. Questo si chiama avere cura della vita nel pianeta.

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