Caro Francesco, abbi pietà della Chiesa italiana!

Lettera semiseria a Papa Francesco, dopo il suo rinnovato invito ad indire un Sinodo della Chiesa italiana.
1 Febbraio 2021

Caro Papa Francesco, sono un cattolico italiano.

Sono un tuo grande estimatore, uno di quelli che, per intenderci, postano ogni giorno le tue citazioni sui social e considerano il pranzo della domenica il migliore della settimana perché viene dopo il tuo augurio al termine dell’Angelus.

Oggi però ti scrivo un po’ disorientato. Ho letto su un gruppo Facebook che hai esortato la Chiesa italiana a indire un Sinodo, secondo le indicazioni emerse nel 2015 al Convegno di Firenze. E, devo dirti, mi è venuto il dubbio che quel tuo sorriso nasconda in realtà un istinto sadico.

Cerca di capire. A parte il fatto che farci tornare alla mente la figura di palta di Firenze è stato un vero colpo basso. Ci avevamo messo cinque anni e una pandemia per dimenticare l’imbarazzo di quando ci hai chiesto di “avviare un approfondimento della Evangelii Gaudium”, che era uscita ormai da due anni, lasciandoci intendere che avevi in qualche modo intuito – prima o poi ci spiegherai come hai fatto – che qui nessuno l’aveva mai presa in considerazione…

E poi, un Sinodo… “Sinodo” è una parola grossa. Non potevi chiederci, che so, una convocazione interdiocesana dei consigli pastorali e presbiterali riuniti con il coinvolgimento dei rappresentati di associazioni e movimenti coordinati dagli uffici di curia? Sarebbe stato meno destabilizzante. Oppure di istituire una bella e sana Commissione col mandato di mettere in discussione tutto, così da non cambiare nulla. Di commissioni del genere in Italia siamo espertissimi: si selezionano i componenti, ci si trova tre o quattro volte per stendere un documento che non leggerà mai nessuno e fine della faccenda. Possono partecipare anche i laici e le donne, per cui, vedi, non siamo poi così indietro.

Ma un Sinodo… un Sinodo è impegnativo. Qui noi facciamo fatica a trovare un ordine del giorno sensato per il Consiglio parrocchiale… E poi, troppa attenzione, troppa esposizione mediatica. E se venissero fuori pareri diversi? In Italia noi ce ne andiamo ancora in giro con la calda coperta della Comunione ecclesiale addosso: sotto ci si accoltella, ma sopra resta sempre bella morbida e linda! Un Sinodo spuzzolerebbe tutto… E poi io lo so dove vuoi andare a parare con ‘sta cosa, torni sempre lì: la rivoluzione pastorale, la Chiesa in uscita, la realtà che è superiore all’idea… ma noi qui siamo in oggettiva difficoltà. Abbiamo passato decenni a cercare di tirar dentro più persone possibile e tu te ne arrivi a dirci di uscire. Permetti lo sconcerto. Per giunta non è che noi ce ne stiamo qui a smacchiare le casule. Abbiamo un sacco di cose che si son sempre fatte così da continuare a organizzare, e sai che fatica adesso con la pandemia? E d’altra parte non puoi non riconoscere che i nostri passi verso l’innovazione li abbiamo fatti: non hai visto come abbiamo di recente rivoluzionato il Messale? Pensa che, nonostante siano cambiate non più di dieci parole, adesso abbiamo da gestire i nostalgici del “non ci indurre in tentazione” da un lato e gli abolizionisti dell’“offerto in sacrificio per voi” dall’altro. Avrai inoltre apprezzato il nostro ultimo faticoso sforzo di inculturazione liturgica nel contesto della pandemia: dopo appena un anno di riflessione siamo riusciti a introdurre e approvare ufficialmente lo “sguardo di pace”!

Probabilmente questo Sinodo ormai si farà, perché sarebbe piuttosto imbarazzante sottrarci ancora a questo tuo nuovamente ripetuto invito. Però, te lo chiedo per il futuro: abbi pietà di questa nostra Chiesa italiana, sii un po’ più delicato, non ostinarti a infierire. La prossima volta, ti prego, mettiti una mano sul cuore, rivolgici uno sguardo compassionevole, ricordaci nella preghiera, e lasciaci morire in pace.

Con la riconoscenza e l’affetto di sempre.

Un cattolico italiano.

18 risposte a “Caro Francesco, abbi pietà della Chiesa italiana!”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    …il Concilio: “la liturgia ribadisce che Cristo non è una idea o un sentimento, ma una Persona vivente, e il suo Mistero un evento storico.”La liturgia non è solo preghiera spontanea ma qualcosa di più originario…e’evento, e’accadimento, e’presenza, e incontro” .Per questo la Messa non può essere solo ascoltata, la Messa “è sempre celebrata” non solo dal sacerdote che la presiede,”ma da tutti i cristiani che la vivono”E il centro e Cristo, e lui il Protagonista della liturgia”…Chissà se Questo viene letto anche da tutti i preti, o forse non tutti si sentono in sintonia! Forse è naturale che tutto si appiattisca nella ,routine? il fedele però non cerca che di entrare se non in una Chiesa Dove trova Pastori aperti a una calda accoglienza, quella di chi ha cuore aperto a dare quel l’aiuto che si spera trovare, perché sono molti coloro che piangono, e hanno bisogno di incontrare un Cristo che li consoli.

  2. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Ma per Chiesa bene così com’è intendo il suo esistere anche con meno preti officianti, ma più Sacerdoti per le genti. Perche si sta constatando che il Sacerdote non sempre esiste nella figura ecclesiastica, il clergyman ha conquistato anche il Prete che supponiamo Sacerdote. Il primo è tutto per l’organizzazione, la S.Messa da lui officiata diventa “messa” 20 minuti, da abolire canto, Parola ai lettori a renderla il più possibile ascoltata, una omelia che lasci il ricordo almeno di una voce con un po’ di coinvolgente interesse alla Scrittura che è Persona Cristo che parla. Colpa del Covid? No, perché il canto o la preghiera a Maria è un di più, si può saltare, meglio un svelto rito mormorato con voci intellegibili dai presenti solo basta quanto detto dall’altare. Però oggi in Vatican news, si legge: Il Papà: senza liturgia non c’è cristianesimo……senza liturgia il cristianesimo “e senza Cristo” intimistico etc

  3. Stefania Manganelli ha detto:

    Ho partecipato al convegno di Firenze. Mi è rimasta l’esperienza di sinodalità, per come il convegno è stato organizzato. Al mio tavolo di lavoro (“Annunciare”), formato da laici, donne, uomini, biblista, insegnante, preti, vescovi, quando si è trattato di parlare di omelia si è scoperto che nessuno oltre la sottoscritta (e men che meno il “clero”) aveva letto la parte di Evangelii Gaudium riguardante l’omelia.
    Al ritorno nella mia diocesi (limitatamente al vicariato “di competenza” del mio parroco aperto e lungimirante) sono stati organizzati i “tavoli sinodali”, con l’appoggio del Vescovo e di nessun altro confratello. All’arrivo del nuovo vescovo l’esperienza è stata accantonata.
    Addirittura nella mia parrocchia è successa un’aberrante vicenda di litigio fra il parroco e il viceparroco (con copertura omertosa del vescovo) che rappresenta il suicidio (lasciaci morire in pace) di questo “tipo” di chiesa.

  4. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Inoltre penso che per Sinodo si intenda ben altro e di più aderente appunto alla Chiesa Cattolica Apostolica romana e cioè un andare a ricercare quello che un insegnamento da aggiornare, rivolto a come esprimersi perché meglio venga inteso e conquisti l’animo e l’intelligenza delle nuove generazioni che aprono gli occhi proprio in una babele di risonanze tutte magnetiche che però sono indistinguibili a fare scelte giuste. Perché nascere orfani di padre?, di madre?, perché averne più di uno tanto da generare confusione. Mettiamoci nei panni di un nascituro, o di un adulto già esperimentato, che improvvisamente salta fuori un tizio per ruolo onorevole a decretare che non si ha un padre e una madre ma persone indistinte e io dovrei accettare questo misconoscimento che mi è caro così supinamente deciso da una mente qualunque?. Per questo la Chiesa è bene che esista così com’è.

  5. Enrico Parazzoli ha detto:

    È sei anni che mi ostino a ripartire sempre da Firenze, nel cammino pastorale. Non con splendido risultati, ma senz’altro con una disponibilità di pensiero da parte dei laici coinvolti. E qualche intuizione feconda. La provocazione del Papa (e quella ironica di Gabriele) magari arriverà in CEI, ma senza dubbio – come sempre – deve anzitutto far fermentare qualcosa dal basso, in una forma sinodale che non è fatta di convocazioni ma di discernimento e scelte semplici. Speriamo.

  6. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Con rif.al “concilio “avviato da Vescovi in Germania, resto veramente stupita che si avanzino tali proposte a una Chiesa che di cammino ne ha già fatto, conoscendo bene questi cedimenti eppur con difficoltà di ogni genere certi suoi Pastori sono arrivati agli onori dell’altare segni di fedeltà ispirati dalla Persona che era ed è il Figlio di Dio. Perché dunque cambiarla, perché dunque piegarla a esigenze più umane se si è distinta appunto per tendere a similitudine del Suo Maestro? Come semplice fedele non vedo la ragione di aumentare il numero di ecclesiastici dal momento che ancora di clericalismo vi è la presenza. Inoltre come è stato scritto la Grazia abbonda là dove più c’è bisogno di Cristo Dio oltre che Uomo.Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini;, dietro a Lui, lasciando tutto, affetti e ciò che farebbe più comoda la vita, cose già sperimentata ed esistenti in altre Chiese, assurdo e supponente cambiare questa eccellenza

  7. Gian Piero Del Bono ha detto:

    In Germania hanno avviato il “ Cammino sinodale” , con molte proposte innovative sul tavolo ( abolizione del celibato sacerdotale, matrimoni o bendizioni religiose di unioni fra persone dello stesso sesso, persino sacerdozio femminile) si poteva pensare che Papa Francesco sarebbe stato entusiasta di un cammino sinodale innovativa . E invece cosi’ non e’ stato : in una severa lettera ha messo in guardia i vescovi tedeschi che le loro eventuali decisioni dovranno comunque avere l’ approvazione di Roma e della Chiesa universale. Insomma il Papa vuole si’ che le Conferenze episcopali facciano ISinodi , ma per decidere solo quello che lui in anticipo vuole che decidano. Ma allora non farebbe prima a fare una lista dei suoi desiderata e i vescovi apporre un si’ ad ogni punto? Perche’ la pantomima del “ dibattito” se poi chi decide in fondo in fondo e’ sempre l’ autorita’ centrale?

  8. Nicola Pantaleo ha detto:

    Cara signora Cecchini, temo che lei non abbia afferrato di cosa si tratta davvero in questo utile dibattito. È proprio per contestare le sicurezze che sembra le vengano da una acritica accettazione di tutti i dogmi e le pratiche attuali che si farà (se si farà) il Sinodo, che però io vorrei che fosse ecumenico, esteso cioè a evangelici e ortodossi. Allora avrebbe quel respiro universale che piace a papà Bergoglio

  9. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Inoltre non trovo che vi siano vere presenze cristiane in politica nel nostro Paese; A livello di celebrazioni figurano personalità della Chiesa, ma quando si tratta dei valori che essa propone, che hanno fatto la storia nostra da secoli, che fa importanti i musei d’arte , le Chiese monumenti i ispirazione cristiana, non c’è capitello nelle campagne, valli, croci in sommità che non parlino di fede cristiana. Dove viene ancora oggi considerata? vissuta. Se pur con portoni aperti, corsi seguiti, associazioni anche attive, molta e la gioventù che latita, affolla piazze cantanti,birrerie,luoghi di incontro a vincere la noia, a stordirsi a perdersi anche. Non basta dare da mangiare, c’è n’è di troppo,anche di vestiario perfino gli immigrati cercano altro. Occorre dare risposte altre, perché merita vivere? E per quale fine esistiamo e tendiamo a essere costruttori di futuro!?e a tutte altre domande che ognuno ha servono risposte

  10. BUTTIGLIONE PIETRO ha detto:

    Sinodo dei Vescovi.
    Puzza.
    Puzza di vescovi che nn puzzano di pecore.
    Puzza di grossa maschieta’
    Puzza di altri sinodi inconcludenti, fatiscenti.. inutili.
    Come minimo farei eleggere i delegati da mandare dalle chiese locali, tra Vescovi e laiche/i.
    E come leggo: ” prima di votare cambiamo il Rosatellum”, così prima ridisegnerei la mappa. Delegati ( e Vescovati) in base alle anime.
    Chissà se di potrebbe uniformare al basso le prebende.. non se ne può più milioni di € nelle mani di Vescovi ( e Cardinali).
    Dicono che dopo il Covid cambierà tutto.
    E daieee!!

    .

  11. Caterina zelin ha detto:

    … bravi cristiani solo quando siamo ligi alla legge
    🤦‍♀️aspettiamo la nascita di Gesù, teniamolo protetto nel tabernacolo chiuso in chiesa!
    Gesù è in mezzo a noi sempre, dobbiamo solo aprire gli occhi e riconoscerlo
    Grazie papa Francesco per questi cambiamenti, (rivoluzionari)
    A mio misero parere…….. avanti tutta
    “w la rivoluzione francescana”

  12. Giuseppe Ganzerli ha detto:

    Carissimo Gabriele ,condivido molto della tua lettera…ma nella tua scheda di presentazione dovevi proprio scrivere ” juventino sfegatato”? ma tu sai quanti hai escluso con questa dicitura?non potevi tenerla per te?:):) ad ogni modo grazie per la riflessione Giuseppe

    • Gabriele Cossovich ha detto:

      Carissimo Giuseppe, grazie anzitutto! In questo blog cerchiamo di testimoniare la fede e, beh, è fede anche quella! 😉 Un abbraccio.

  13. Dario Busolini ha detto:

    Stia pur tranquillo signor cattolico italiano, per le ragioni ottimamente riassunte da Luigi Accattoli nel suo blog, questo sinodo non è certo imminente:

    http://www.luigiaccattoli.it/blog/il-papa-lo-vuole-ma-si-fara-mai-un-sinodo-nazionale-italiano/#comments

  14. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Saremmo dunque arrivati a porre fine noi al cristianesimo, senza aspettare la venuta di GesuCristo? senza fare nulla per opporre resistenza a questi più di uno coronavirus mortali per l’umanità? Ritenere inutile la Storia cristiana giunta fino a Noi con tanti Santi che in vesti bianche fanno parte di quel cielo citato nei sacri Libri c’è che inneggiano alla Vittoria dellAgnello. Noi crediamo questo una favola? Ma li abbiamo conosciuti in tempi recenti conosciamo la loro persona abbiamo visto che cosa hanno fatto in opere compiute e per questo la Chiesa li ha portati agli onori degli altari, a quei valori erano e ci sentiamo uniti, la Vita che per quei valori Esiste ed esisterà a costruire Futuro fino a quando il Creatore sarà Lui a decidere. Bene dunque questa decisione del Santo Padre, a lottare per la vita, la vita da salvare ad ogni costo scendendo a sua volta nelle strade e mandando i suoi a rialzare chi non è capace di farlo da solo.Non chiusure,muri…

  15. Angelo Papio ha detto:

    E’ ormai ora di indicare e sostenere la radicalità evangelica promossa da Papa Francesco all’interno della chiesa cattolica. Ottimo intervento.

  16. Francesca Vittotia vicentini ha detto:

    E lasciaci morire in pace? Ma è proprio per questo che spero sia venuta l’idea al Santo Padre di fare qualche cosa per questo appello a porre o proporre la “fine” anziché la “vita” che era il Piano di Dio Padre. Ma il Dio Creatoreche ha fatto dal nulla tutt’e le cose, noi i sapienti del 2021 desideriamo tornare al nulla? Ma allora un Gesù Cristo, Figlio del Padre, Verbo, Sua Parola fatta carne simile a noi, è stato un messaggio ininfluente a farci suoi sostenitori, a farci nemici, anziché amici riconoscenti per questa Parola arrivata a darci aiuto, che poi non accolta dai suoi da alcuni impietosamente immeritatamente crocifissa!? Noi oggi abbiamo questo coraggio di pretendere rassegnazione a questo mondo di morte nel quale sguazziamo come in un acquitrino,tra guerre latenti, leggi che favoriscono accompagnamenti a morire, uccisioni dei propri cari stimolati da amore egoistico?

  17. Ernesto Borghi ha detto:

    Di un Sinodo reale della Chiesa cattolica italiana vi è grande, vitale bisogno per capire quale rapporto vi sia tra il Vangelo di Gesù Cristo e tanti aspetti della vita delle istituzioni cattoliche in Italia. Restano essenziali, secondo me, la doverosa, insostituibile centralità della parrocchia e la necessità di ripensare la comunità cristiana secondo quanto il I secolo d.C. neo-testamentario ha indicato, ovviamente con tutti gli adeguamenti necessari al XXI secolo. Per qualsiasi approfondimento sul tema segnalo il volume “Alle radici della comunità cristiana. Liturgia, catechesi, carità per vivere insieme” (San Lorenzo, Reggio Emilia 2020) che delinea le piste sulle quali aiutare la Chiesa cattolica italiana, nel suo insieme, ad un rinnovato slancio radicalmente evangelico, al di là dei tradizionalismi dottrinali e strutturali.

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