Al via i corsi per imparare il silenzio

Parte questo fine settimana a Prato il progetto della Rete sulla Via del Silenzio e dell’Associazione San Leonardo al Palco: un ciclo di ritiri dedicati alla pratica della meditazione e della preghiera silenziosa in ambito cristiano. A condurre i vari incontri alcuni fra gli ispiratori di scuole di silenzio e meditazione e i rappresentanti di associazioni e organizzazioni presenti in Italia e non solo
17 Marzo 2022

Ridare spazio alla meditazione silenziosa nella vita spirituale dei cristiani. Con questo obbiettivo nasceva quattro anni fa a Roma la “Rete sulla Via del Silenzio”: un gruppo di cattolici, provenienti da esperienze laicali, associative, religiose diverse, accomunati dalla passione per la preghiera silenziosa come condizione per l’ascolto dello Spirito e l’incontro con Dio. Nel 2018, l’esperienza della Rete diede vita ad alcuni incontri di confronto e approfondimento “a porte chiuse”, tra Roma, Firenze e Torino, e maturò poi, nel dicembre 2019, nel primo incontro pubblico presso l’Ateneo Pontificio Sant’Anselmo, intitolato “Rompere il silenzio sul silenzio”. Circa centocinquanta persone, provenienti da tutt’Italia, si ritrovarono in quell’occasione per approfondire il fondamento biblico e teologico della preghiera silenziosa nella storia della Chiesa, condividere le proprie esperienze pratiche e allo stesso tempo sottolineare la necessità di rimettere la meditazione e la preghiera del cuore al centro della pastorale cattolica. Una delle proposte scaturite da quell’incontro fu proprio l’avvio di una “scuola diffusa del silenzio”: cioè una serie di incontri formativi per diffondere il più possibile i vari metodi di preghiera silenziosa e il pensiero di coloro che li hanno elaborati sulla scorta della tradizione cristiana orientale e occidentale.

Di fronte alla crescita nelle nostre società di una “sete di silenzio”, come reazione a un modello di vita produttivo e consumistico e al bombardamento della comunicazione dei social network, la Rete voleva ricordare a cattolici e non che la Chiesa è fin dai primi secoli detentrice di una sapienza preziosa che permette di trovare nell’incontro personale con Cristo una risposta al malessere e all’insoddisfazione esistenziali. Aver dimenticato o trascurato quelle pratiche individuali, dando spazio solo a una spiritualità disincarnata che dimentica l’aspetto corporeo e a esperienze liturgiche comunitarie, è, secondo i membri della Rete, uno dei motivi dell’indebolimento della capacità evangelizzatrice dei credenti in Cristo. Ricentrarsi su Dio, attraverso la proposta a tutti della possibilità dell’esperienza mistica, sembra la soluzione trasversale anche per sanare le fratture tra un cristianesimo progressista schiacciato sulla misericordia e sul sociale e un altro più tradizionale attento solo alla morale e alla liturgia.

Subito dopo quell’incontro, lo scatenarsi della pandemia da coronavirus ancora in corso, con la messa in crisi anche degli abituali modelli pastorali della Chiesa e lo svelamento di alcune contraddizioni e fragilità, avrebbe dimostrato il carattere quasi profetico di quella volontà di rilanciare il silenzio nella spiritualità cristiana. Il recente scoppio della guerra in Ucraina, nel cuore dell’Europa, con lo scatenarsi improvviso dell’assurdità del male, ha ancora di più reso urgente la riscoperta della preghiera e del silenzio come strumenti per cercare quella pace che inizia sempre “in interiore homini”.

Nel frattempo, il magistero di Papa Francesco, fin dall’Evangelii gaudium centrato sulla necessità di ritrovare la “docilità allo Spirito” e poi sulla riscoperta dell’orazione silenziosa che si oppone alla ripetizione di preghiere a pappagallo, giungeva nell’aprile 2021 ad affermare esplicitamente la centralità della meditazione nella vita cristiana, come metodo “per andare all’incontro con Gesù”. (Papa Francesco, catechesi sulla preghiera: la meditazione, 28 aprile 2021)

Parole che stimolavano ulteriormente i membri della Rete a concretizzare il progetto di una “Scuola delle scuole del silenzio” che prendeva vita a fine 2021 con la proposta di padre Guidalberto Bormolini, monaco dei Ricostruttori nella preghiera e membro della Rete, che, con la sua Comunità, metteva a disposizione gli spazi dell’Associazione di San Leonardo al Palco a Prato. Il coordinamento della Rete coglieva l’occasione e coinvolgeva, oltre ai suoi abituali partecipanti, anche nuove realtà, per dar vita a un calendario di ritiri fissati nei fine settimana e a scadenza mensile, per ora programmato da marzo a dicembre 2022, ma già destinato ad allungarsi nel 2023.

Il 21 febbraio scorso, in un incontro on line di presentazione, padre Bormolini spiegava come la Villa del Palco di Prato che ospiterà sia per tradizione un luogo votato al silenzio e alla meditazione. Il centro, in un ex-convento francescano immerso nel verde, è anche per espresso mandato del vescovo locale dedicato alla “nuova evangelizzazione” e quindi il luogo adatto per far conoscere quanto la meditazione sia “radicata nella tradizione cristiana”. “Proprio in un momento in cui questa pratica è sempre più ricercata e sta assumendo anche caratteri commerciali, soprattutto come pratica mentale – spiegava il monaco – è necessario rilanciarne anche il carattere spirituale”.

“In ambito cattolico si è persa questa tradizione, dobbiamo rigettare una piccola pietra per ridare fondamento alla trasmissione dell’esperienza della preghiera silenziosa”, aggiungeva un’altra rappresentante della Rete, Antonella Lumini, eremita di città a Firenze e fondatrice dell’Associazione Pustinia. “Serve riconsegnare a tutti un’esperienza che ognuno deve poi vivere in prima persona. Purtroppo la via della libertà dello Spirito, in cui chi si sente chiamato si mette a tu per tu con Dio, ancora oggi non è prevista nella formazione cristiana istituzionale”, notava la Lumini.

Un altro dei fondatori della Rete, don Paolo Scquizzato, della diocesi di Pinerolo, creatore dell’Associazione Scuola diffusa del silenzio, ha sottolineato come oggi ci sia tra i cristiani una forte esigenza di “fare esperienza di interiorità”. “Questo è bello ma anche drammatico, perché ci mostra come molti uomini e donne non siano più a loro agio nelle forme classiche di religiosità, come quelle parrocchiali o dei movimenti. Si sta creando sempre più uno scollamento tra il sentire profondo dei credenti e la risposta che arriva a livello istituzionale”, ha aggiunto Scquizzato.

Fra Emiliano Antenucci, il cappuccino Rettore del Santuario dedicato alla Madonna del Silenzio ad Avezzano – anche lui tra i membri della Rete – ha sottolineato invece come sia stata davvero “una grande Grazia”, creare la Rete, perché c’è oggi sempre più bisogno di “mettere insieme le realtà belle della Chiesa”. “Il silenzio è oggi una grande cura a tutte le malattie spirituali”, ha spiegato il religioso. “Questa Rete e questa Scuola delle Scuole del silenzio sono perciò proprio una nuova clinica dello Spirito e il silenzio è oggi la grande profezia in un mondo strapieno di rumore, infodemia, pettegolezzi e fake news”.

Le giornate di ritiro si terranno presso San Leonardo al Palco dal venerdì alla domenica, con cadenza mensile, a partire dal 18 marzo. I partecipanti avranno la possibilità di fare “pratica” ed esperienza dei primi passi del percorso di ogni “scuola” di meditazione e preghiera, con incontri comunitari e la possibilità di colloqui individuali. Le prime esperienze che hanno aderito al progetto sono alcune delle più note in Italia, tra le quali alcune di quelle che animano la Rete sulla via del Silenzio. Si alterneranno presso il Monastero di Prato, tra gli altri, gli eredi degli insegnamenti del gesuita Mariano Ballester, Marco Guzzi fondatore del Movimento Darsi pace, il barnabita padre Antonio Gentili, la Comunità dei Figli di Dio, l’esperienza delle Stinche, l’associazione Pustinia e la scuola di Meditazione Sardegna. Nel marzo 2023 è già fissato inoltre un incontro con padre Laurence Freeman, il benedettino che guida la Comunità Mondiale per la Meditazione Cristiana fondata dal suo confratello John Main, una delle realtà che più contribuisce, anche in Italia, alla diffusione della preghiera silenziosa in ambito cristiano.

È possibile iscriversi a uno o più incontri, ma i ritiri mensili si svolgeranno solo in presenza, proprio per garantire ai partecipanti un’esperienza pratica personale e non solo concettuale . L’obbiettivo degli organizzatori è suscitare in futuro nuovi cicli d’incontri in altre città italiane, proprio per realizzare il progetto di una Scuola “diffusa” del silenzio.

Per informazioni: retesullaviadelsilenzio@outlook.it

Per iscrizioni e calendario: eventi@sanleonardoprato.it  www.sanleonardoprato.it

 

 

 

 

2 risposte a “Al via i corsi per imparare il silenzio”

  1. Luigi Mazzella ha detto:

    Si potrebbero avere dei riferimenti materiali grazie di cuore

  2. Massimo Gambetta ha detto:

    Vorrei essere informato delle iniziative ed avere informazioni bibliografiche.

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