Un Padre si capisce da come ti viene incontro

«Fate discepoli tutti i popoli… insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato»
28 Maggio 2017

Ascensione del Signore: Mt 28,16-20

GESÙ SALE AL PADRE (avorio, V sec., Monaco, Museo nazionale bavarese)

 

Tra i vari modi di rappresentare l’Ascensione, questo – viene da dire – è veramente… da Dio. Perché, assieme al ritorno di Gesù, mostra il Padre, così amorevole da venire a prendere il Figlio.

Nell’arte s’è visto sovente un Gesù frontale, mentre si solleva da terra, racchiuso in una sfera di luce o in una mandorla (talvolta somigliante a un’astronave, anche quand’è sorretta dagli angeli). Alcuni pittori, invece, l’hanno messo di profilo, per aggiungere dinamismo all’ascesa. Altri ancora, del Signore, hanno ripreso solo la metà inferiore del corpo, ponendo tra le nubi l’altra metà ed evidenziando le orme lasciate sulla roccia.

Il Padre che va incontro al Figlio è cosa rara. E pure preziosa perché, non mostrando un Gesù onnipotente ma – prima di tutto – Figlio, non ci fa sentire l’Ascensione come un suo privilegio. Dando a intuire che il ritorno nella gloria del Padre sia solo una primizia, una prima esperienza, che spetterà a tutti i figli.

Di provenienza italica, la tavoletta contiene – oltre all’Ascensione – le Donne al sepolcro, creando un legame significativo con la morte e la risurrezione (suggerita anche dall’albero della vita, dei cui frutti gli uccelli si cibano).

L’opera si apparenta, per età, all’Ascensione in legno di cipresso nel portale della Basilica romana di Santa Sabina, sull’Aventino. Lì, in verità, non appare la mano di Dio, sostituita da due angeli che quasi issano Gesù, con un terzo angelo che lo tiene per mano. L’analogia tra i due bassorilievi è nell’atteggiamento degli apostoli, pochi e timorosi. Che un po’ ricordano quelli delle Trasfigurazioni: altro momento in cui sono richiamati a tornare coi piedi per terra.

In altri termini: pur avendo visto ciò che un giorno – se Dio vuole – ci succederà, resta molto da fare. Tanto più per uomini fragili e pieni di dubbi, come siamo. Qui sarà Gesù a darci una mano, «tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I commenti devono essere compresi tra i 60 e i 1000 caratteri. I commenti sono sottoposti a moderazione da parte della redazione che si riserva la facoltà di non pubblicare o rimuovere commenti che utilizzano un linguaggio offensivo, denigratorio o che sono assimilabili a SPAM.

Ho letto la privacy policy e accetto il trattamento dei miei dati personali (GDPR n. 679/2016)