Sulla strada

Una pagina evangelica per riflettere sul legame tra la colpa e il dolore, e sulla misericordia. Camminando con Gesù
20 Marzo 2022

La Quaresima è tempo favorevole di rinnovamento personale e comunitario che ci conduce alla Pasqua di Gesù Cristo morto e risorto. Per il cammino quaresimale del 2022 ci farà bene riflettere sull’esortazione di San Paolo ai Galati: «Non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo a suo tempo mieteremo. Poiché dunque ne abbiamo l’occasione (kairós), operiamo il bene verso tutti» (Gal 6,9-10a). (Francesco, messaggio per la Quaresima 2022)

Il cammino quaresimale continua. Dopo la stazione nel deserto e la salita sul monte, ora il Vangelo ci pone sulla strada, con Gesù. Egli è in viaggio verso Gerusalemme, quel viaggio doloroso e fecondo che porterà alla passione, e alla Pasqua. E lungo la strada prega, incontra, guarisce, racconta, risponde. E interroga.

La domanda di oggi è di quelle da far tremare i polsi. Di fronte a due episodi in cui alcune persone hanno perso la vita in modo violento, Gesù porta a parola una questione che da sempre inquieta uomini e donne, di ogni cultura: qual è il legame tra la sofferenza, la morte, e il male commesso dall’uomo? Detto in altro modo: le cose terribili che accadono sono un castigo di Dio?

A livello fondamentale la sua risposta è NO: no, quanto accaduto non ha legami con una qualche colpa di quelle persone. Dio non agisce così, non interviene direttamente nella storia per dare castighi, e nemmeno per elargire premi.

Eppure.

Eppure c’è un ‘ma’ che inquieta, e non ci consente di chiudere tranquillamente la questione. Gesù infatti sembra quasi contraddirsi, quando afferma che “se non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo”.

Cosa significa ‘allo stesso modo’? Per mano di un despota o sotto una torre che crolla? In modo violento e improvviso?

Io credo che ‘lo stesso modo’ sia l’insensatezza: se non mi converto il male e il dolore vincono, e ogni sofferenza, ogni morte –  l’altrui e la mia – è priva di senso.

Cosa cambia, invece, se mi converto? La conversione è tema centrale della Quaresima, un tempo in cui mi viene offerta l’occasione per soffermarmi sul mio modo di pensare e di agire, e per volgermi all’Amore che è Dio. In questo tempo sono condotta per mano a cambiare il mio atteggiamento verso la vita, a coglierne la meraviglia ma anche tutta la fragilità, a scoprire che la posso abitare con speranza se il mio agire è fondato sull’Amore che ha vinto la morte:  Egli è come una fonte, che trabocca donandomi luce e forza per vivere questo Amore, e donarlo, anche lì dove sembra impossibile …

Non è un cammino facile, anzi è un percorso accidentato, in cui continuamente mi accade di sentirmi sola, o spaurita, o di avere le braccia fiacche.

E Dio? Dio mi attende. La parabola finale racconta che il cambiamento della mante e del cuore è urgente, ma insieme è sempre realizzabile, perché Dio è misericordioso e fedele; Egli rinnova continuamente la sua promessa, apre continuamente strade nuove nella relazione con Lui, e sempre accoglie chi bussa alla sua porta, comunque sia. Non lo fa attraverso interventi straordinari, ma attraverso le mani operose di fratelli e sorelle che – a volte in suo nome – si prendono cura di  me, mi accompagnano, mi sostengono, mi aiutano ad aprire gli occhi.

Prego che ci sia un fratello, una sorella che zappi e concimi il terreno intorno al cuore degli uomini e delle donne che possono far scoppiare la pace.

Una replica a “Sulla strada”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    La Parabola è chiara come il ragionamento di Paolo ai Corinzi:” se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo” -“tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, tutti bevvero la stessa è andata spirituale, ma.la maggior parte di loro non fu gradita a Dio. Il convertirsi al cibo spirituale e il non fare ciò che è sgradito a Dio, portano a realizzare quella conversione di cui parla Gesu Cristo facendo l’esempio di un albero che non ha portato frutto. E’ dunque indispensabile il presentarsi a Dio con un frutto, come Egli all’inizio ha gradito offerte da un suolo coltivato e dai greggi , in sostanza dal nostro vivere oggi in tutto ciò che facciamo e ai fini cui tendiamo. Ognuno risponde per se stesso, non si può giudicare l’altro perché l’agire riflette a quale fonte spirituale la persona si è abbeverata. Il Santo Padre ha detto “la guerra di aggressione all’Ucraina è disumana e sacrilega” Gesù e la Pace ! La verità delle Scritture ci sta davanti, oggi

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