Dio non si lascia addomesticare, non si lascia incasellare nel nostro mosaico. Chiede di mettere in discussione tutto, e di costruire insieme una nuova relazione con Lui.
Nella seconda Domenica di Avvento, parlando di Giovanni Battista e della sua predicazione, ci accompagna un pensiero attualizzato di Ilario di Poitiers.
Voi non siate di quelli colti di sorpresa, mentre mangiano, bevono, stanno alla macina o nel campo. In un mondo distratto, come ai giorni di Noè, voi siate di quelli che attendono, come innamorati, altrimenti vi perdete tutto il bello.
In ogni Domenica di Avvento ci accompagnerà il pensiero di un Padre della Chiesa, seguito da un breve commento attualizzante.
Vorrei farmi amico il buon ladrone e chiedergli come si fa a fidarsi di un re che si comporta esattamente al contrario di come mi comporterei io se gli altri mi gridassero «Salva te stesso!».
La morte di Cristo è la vera fine della storia, perché lì si compie il disegno di Dio. E allora niente andrà perduto: tutto è raccolto dalle forti mani di Dio, e tutto ritroveremo nelle Sue mani
Non occorre più tempio, né buoi, pecore, o cambiavalute, perché la pace è fatta, per sempre, «nel santuario del suo corpo». Ma allora guai a chi tira fuori i vecchi banchetti dei professionisti del sacro. Per loro vale ancora il rimprovero di Cristo.
Il sogno di Dio su di me è che io stia sempre con Lui, e neanche alla morte sarà consentito di rovinare questo sogno. La morte è un accidente: non ha potere sull’amore che ci unisce a Lui.
Qualche appunto critico a partire da un’affermazione del cardinale Burke per il 14º Pellegrinaggio "Summorum Pontificum" a Roma
Dio è giudice solo per chi gli porta qualcosa da giudicare: i suoi digiuni, le sue decime, le sue virtù. Smette di essere giudice, ed è solo salvatore, per chi gli porta tutto da salvare.
Mentre preghiamo, abbiamo sempre una riserva di fiducia in altro che non sia Dio. Ma che preghiera è questa? Eppure l’autocoscienza dell’uomo è coscienza della propria fragilità che apre necessariamente alla dipendenza da un Altro, il nostro Necessario.
Quando ci resti male perché gli altri non son venuti, e con il silenzio nel cuore chiedi «dove sono gli altri nove?», moltiplicheremo i ‘grazie’, moltiplicheremo i baci, moltiplicheremo l’amore, fino a quando non penserai più a quelli che non son tornati.
«Siamo servi inutili», non necessari, non indispensabili. Dio non ci ama per necessità; ci ama perché è innamorato pazzo di noi. E ci amerebbe comunque, anche se non fossimo bravi a fare quello che chiede. L’amore è lo spazio della libertà, non della necessità.
Dovremmo augurarci che il volto del povero alla porta o del bambino che fugge da Gaza ci tolgano il sonno la notte. Solo chi si lascia interpellare da una mancanza riesce ad accogliere una Presenza più grande di sé
Gesù potrebbe scagliarsi con furore contro le piccole e grandi disonestà con cui affermiamo con prepotenza noi stessi contro gli altri. E invece no. Suggerisce una scaltrezza: che almeno ci facciamo amici i poveri
Abbiamo bisogno di ripartire dal sogno di Dio che nessuno vada perduto per non lasciarci strappare più da nessuno la sicurezza che «Dio ha tanto amato il mondo»
Due microparabole sulla necessità di misurare le proprie forze e non sprecare le proprie energie, parole provvidenziali per la ripresa delle attività scolastiche e della vita sociale.
Ad un evento mondano si incrociano gli sguardi dei commensali, ed è l'occasione per parlare di come siamo fatti, ... in attesa di uno sguardo altro.
Non ci sono rendite di posizione, ma una direzione, impegnativa ed esigente, da cercare e tenere, per non girare a vuoto (che è un perdersi)
Se il fuoco trattenuto nelle ossa è destinato a divampare, la scia di dolorose divisioni non contraddice la convocazione in un unico gregge, che germina dall'unità della Chiesa?
La festa di oggi ci ricorda che la misura del cristiano non è tirare a campare oggi, o salvarci la pelle, o preservare i nostri modelli di società in bilico sullo squilibrio altrui, ma ritrovare quella mèta che è essere con Gesù Risorto
Partendo dai beni ultimi e dalle attese escatologiche, si può a finire a parlare delle nostre settimane di ferie.
Un canto d’amore che attraversa i secoli, sfidando le letture moralistiche e svelando la potenza di un desiderio che non teme la carne né lo spirito
È facile addomesticare una Parola come quella di oggi, perché, in realtà, essa richiede molto: domanda che si consideri effimero ciò che noi vogliamo, invece, che duri
Certe cose vere possono essere dette solo tra veri amici, quando il legame è così forte che neanche i difetti, pur veri, lo scalfiscono (e lui amici ci ha chiamati)
Si parla di noi come persone, abilissime a fare il bene scivolando poi sui dettagli. Si parla di noi come Chiesa, spesso attenta più all'organizzazione che all'autenticità di relazione.
Facendoci suoi imitatori, prosecutori della sua opera come l’albergatore, forse troveremo anche la parte di olio e vino destinata a noi.
Può essere che il Signore voglia essere preceduto, oppure vuole che riconosciamo lo Spirito che ci precede?
La complessità del tempo attuale richiede ancora di più la compresenza dei modelli di Pietro e di Paolo nella vita ecclesiale
Nel giorno della memoria del Suo corpo, dovremmo chiederci seriamente se veramente conosciamo il corpo del Signore, In tutta la sua estenzione e profondità.
Quale enorme potere di distruzione, ma anche quale possibilità infinta di amore si apre davanti a questo compito affidato all'essere umano?
Non essere più schiavi ma persone libere: quando questa consapevolezza cresce in noi ci rende persone capaci di affrontare a testa alta le turbolenze della vita.
Il sacrificio e l'ascesa di Gesù, una volta per tutte, rendono secondari i nostri sacrifici e le nostre ascesi quando il Suo spirito abita in noi?
Sin dalle origini i cristiani hanno discusso, si sono riuniti e hanno trovato soluzioni "ispirate" per raggiungere una pace giusta e vera. E noi, oggi, sappiamo continuare questa Tradizione?
E se la novità del cristianesimo consistesse nel credere che i singoli atti d'amore, anche i più piccoli, possono piano piano rinnovare l'essere umano e il mondo?
Per essere discepoli di Cristo bisogna solo ascoltarlo e seguirlo in ciò che ci propone. Ma noi ci crediamo veramente?
Nella vita delle prime comunità cristiane il dolore per le ingiuste persecuzioni si lega alla gioia della scoperta di una coscienza libera di fronte al potere
In questa seconda domenica del tempo pasquale, dedicata alla divina misericordia, è doveroso ricordare chi c'era innanzitutto e soprattutto sotto la Croce a al Sepolcro
Faccio fatica a percepire come significativa per la mia vita la speranza di una vita dopo la morte, mentre io vivo in questo mondo e in questa storia. Ed è qui che cerco Salvezza.
Il sabato santo siamo chiamati a vivere il silenzio, ma con lo sguardo che già conduce alla Resurrezione, quando il Cristo, vivo, supera le nostre cartografie religiose ed esistenziali
Tristezza e solitudine, potere e capri espiatori, vittimismo e autodistruzione, bestemmie e inferi: tutto ciò che è umanamente "basso" viene elevato in alto dalla morte in Croce di Gesù
La religione cristiana si presenta come una religione di salvezza, ma cosa si intende con questo termine? Proviamo a intraprendere un percorso biblico per capire come interpretare questo concetto.
Lo scandalo di chi era sotto la croce è lo stesso che proviamo di fronte alle guerre, alla fame, agli squilibri del nostro tempo: lo scandalo di un Dio assente.
La Passione di Gesù tra le macerie del terremoto ma anche di una guerra dimenticata. Per dare dignità a questa sofferenza ed essere vicini almeno nella preghiera.
Ora che ti trascinano a morire, che ne è di quel volto che hai amato? Di quell'amore che Dio ha condannato?
Dietrich Bonhoeffer veniva ucciso il 9 aprile 1945 nel Campo di concentramento di Flossenbürg. A 80 anni dal suo martirio, percorriamo la via del Calvario guidati dalle sue parole.
La religione cristiana si presenta come una religione di salvezza, ma cosa si intende con questo termine? Proviamo a intraprendere un percorso biblico per capire come interpretare questo concetto.
Se Gesù vivesse oggi, lo troveremmo nelle piazze dello spaccio, nei locali notturni, a tavola con i commercianti di armi, i politici corrotti e gli imprenditori fraudolenti… Com’è che allora nell’immaginario di tutti la Chiesa oggi è il luogo “dei bravi”?
Ci facciamo accompagnare da "Il Poema della Croce" di Alda Merini
C'è molto di più in un sacerdote molto anziano e con tanti acciacchi, sempre presente in chiesa per le confessioni, dal volto sereno e con lo sguardo intenso
Il Dio di Gesù non ha niente a che fare col male, non interviene nella storia per punire o salvare, ma è presente nello sguardo di chi soffre.
La religione cristiana si presenta come una religione di salvezza, ma cosa si intende con questo termine? Proviamo a intraprendere un percorso biblico per capire come interpretare questo concetto.
Dopo la crisi e il buio, sul monte Gesù accoglie lo scandalo della croce, trasformandolo in segno indelebile dell'amore di Dio.
Se Gesù è pienamente uomo deve aver avuto un vissuto in tutto simile al nostro, a partire dal quale provoca il nostro modo di pensare Dio.
Gesù Cristo sa bene cosa sono le emozioni e sa come viverle affinché lo Spirito Santo possa allargare il nostro amore
Coerenza, misericordia e il valore dei frutti nella nostra vita