Ordinariamente Nuovo

Il valore di questo tempo è nello scorrere della vita, nella ripetitività dei tanti gesti, dei giorni apparentemente tutti uguali. È un cammino che ci educa all’ascolto, progressivo e profondo...
5 Febbraio 2021

È da un po’ di settimane che la tasca del mio zainetto esplode dei foglietti delle ultime Messe. Ogni domenica infatti, non potendo essere riutilizzati per la normativa anti-covid, siamo invitati a portarceli via.

… ed io poi non riesco a buttarli.

Il primo passaggio dopo quella tasca è sul mio comodino, con l’intenzione di riuscire a riguardarmeli un po’ prima di dormire. Poi passano sul ripiano in cucina, con un avvicinamento delicato alla zona della differenziata, finchè arriva il momento in cui il cuore mi dice che “fare ordine è anche buttare via”.

Ma è lo stesso sottile imbarazzo di quando in macchina, girando tra i canali radio, becco la recita del rosario su Radio Maria e mi spiace cambiare ed allora indugio sempre un po’, sentendomi in colpa.

Gli ultimi conservati sono quelli delle prime domeniche del “Tempo Ordinario”, quello cioè che ci accompagna da dopo il tempo di Natale fino alla Quaresima e che poi riprenderà tra Pentecoste ed Avvento.

Mi piace che sull’intestazione di questi pieghevoli sia ricordata l’ordinarietà di questo tempo, la normalità che scende nella nostra vita reale, il vero quotidiano, che non è un riempitivo o una sospensione in attesa dei tempi forti delle feste.

Il valore di questo tempo è nello scorrere della vita, anche nel silenzio, è nella ripetitività dei tanti gesti, dei giorni apparentemente tutti uguali. E’ un cammino che ci educa all’ascolto, progressivo e profondo. L’ordinario è nel ritmo della notte che segue ogni giorno, nei consueti percorsi, negli identici gesti ed incontri routinari.

Sono infinite le azioni che ripetiamo nel nostro vivere, identiche a quelle svolte nei giorni, nelle settimane e persino negli anni precedenti. La ripetitività fa parte del nostro tempo ordinario, è inevitabile, ma la bellezza sta nell’amare questo “ordinario”, cercando di guardarlo da diversi punti di vista, aggiungendoci ogni volta qualcosa di nuovo, con fantasia, non aspettandoci sempre lo stesso risultato e sorprendendoci se cambia.

È una sfida bellissima questa.

Il tempo ordinario mi provoca, anziché a sedermi ed aspettare la solita storia, mi sprona a cercare in essa il modo di cambiare marcia, a trovare e generare novità, derogando dalle abitudini, pur trovando in esse il valore e la partenza.

Anche nella straordinarietà di questa pandemia che ci obbliga ad un ordinario pesantissimo.

È il tempo della sequela, sulla strada di Gesù, quella che i testi della buona notizia narrata dai Vangeli ci tracciano adesso, settimana dopo settimana. Testi ascoltati, letti e conosciuti. Ma ogni volta incredibilmente nuovi.

Ogni volta è come se ti scoprissero nella diversità del tuo percorso. La sensazione è quella stessa di un bambino che, appena finito di leggergli una fiaba, ti chiede di rileggergliela. “Ancora, ancora…” e ti fa domande nuove, capisce di più, sente in modo diverso… perché “rileggere non è ripetersi” scriveva Daniel Pennac “ma dare prova sempre nuova di un amore instancabile”.

L’instancabile amore di Dio.

Oggi in classe con i bambini parlavamo del tempo lento dell’inverno, della natura che sa mettersi in pausa, nascondere dentro, custodire e far crescere piano piano senza apparire, nella ciclicità di una vita che non si arrende, si ripete e genera continuamente il rinnovato, il fresco, l’imprevisto.

Ed io pensavo ai miei foglietti della messa lasciati in cucina… foglietti stropicciati che mi ricordano che proprio questo è il mio “Tempo Ordinario”, dove ordinario non vuol dire banalità o piattezza, ma è invece una preziosissima occasione in cui sono chiamata a “far nuove tutte le cose” (Ap. 21,5) radicata e custode dell’essenziale, del contesto, ma proiettata e generativa, in una bellissima dinamica ordinarietà.

2 risposte a “Ordinariamente Nuovo”

  1. BUTTIGLIONE PIETRO ha detto:

    Leggendo mi dicevo due cose
    1) solo una donna può scrivere queste cose così, in ‘ordinario’ che declino in modo ‘piano’
    2) emerge la maggior disponibilità di tempo.. da destinare come?? Lettura? Aiuto, attenzione agli altri? Alle cose?
    Per me è ascolto di Lui. Così Lella ha raccontato i suoi giorni ed io qui la mia notte. Alla mia età è un problema il sonno. Allora una pastiglia di Melatonina aiuta. Ma un po’ ti lascia intontito. Così ho fatto a meno e sono precipitato in un sonno agitato da paure e sofferenze ricevute. Da star sveglio x il resto della notte. Invece Qualcuno mi ha aiutato a perdonare, dimenticare, essere buono. Così ho dormito ben oltre il mio solito. Anche in questo è cercare Dio e sentirlo vicino nei giorni e notti di pandemia.

  2. Paola Buscicchio ha detto:

    Ciò che fa importante il tempo che viviamo è il modo in cui lo trascorriamo riempiendolo di attimi catturati alla normalità.
    Possiamo vivere in superficie oppure tuffarci nel profondo di noi stessi e assaporare la gioia di un incontro.
    Dio ci incontra infatti quando scendiamo in noi stessi e facendoci piccoli entriamo nella dimensione del dialogo.
    L’Io nostro scende a dialogare con il tu di Dio, si fa relazione vera e profonda.
    Ogni volta che questo accade non siamo più in un tempo comune ma in un tempo sospeso oltre ogni tempo.
    Chi assapora l’eternità di Dio ha scoperto la gioia infinita di questo incontro.
    Il nostro tempo limitato ed effimero entra nel tempo di Dio assoluto e ne percepisce la bellezza.
    Non più sole creature ma gemiti inesprimibili di eterno noi siamo.
    Portiamo in noi l’immagine di Dio, la sua ricchezza, la sua vastità.
    Possiamo dire allora al nostro cuore: vedi? Ti è stata data la vita!

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