Non stiamo aspettando Godot!

Nella terza Domenica di Avvento ci accompagna un pensiero di Gregorio Magno ancora significativo per i nostri giorni.
13 Dicembre 2025

Ma chi siete andati a vedere nel deserto? Un profeta? Sì, vi dico; e più che un profeta. È infatti compito del profeta predire le cose future, non indicarle. Giovanni è più che un profeta, perché indicò, mostrandolo, colui del quale nel suo ufficio di precursore aveva profetato. Ma poiché‚ [Giovanni] non è una canna agitata dal vento, poiché non è vestito di morbide vesti, poiché‚ il nome di profeta non basta a dire il suo merito, ascoltiamo dunque in che modo possa essere degnamente chiamato. Continua [il Vangelo]: Egli è colui del quale sta scritto: Ecco io ti mando innanzi il mio angelo, perché prepari la tua via dinanzi a te. Ciò che in greco viene espresso col termine angelo, tradotto, significa messaggero. Giustamente, dunque, viene chiamato angelo colui che è mandato ad annunziare il sommo Giudice: affinché‚ dimostri nel nome la dignità dell’azione che compie. Il nome è certamente alto, ma la vita non gli è inferiore. (Gregorio Magno, Omelie, 6, 2-5)

«Io vi dico, tra i nati di donna non c’è nessuno più grande di Giovanni, e il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui». Aver ricevuto un tale complimento da Gesù deve essere stato qualcosa di straordinario per Giovanni, anche se non gli è stato detto di persona in questo caso. Ma c’è molto di più di un gesto di affetto, c’è la consapevolezza della missione del precursore, della necessità di preparare la strada, dell’attesa che sta per essere colmata, un’attesa a cui corrisponde sempre un incontro. Dal “non ancora” di Giovanni si passa al “già” di Gesù; così l’attesa, in Avvento, si accompagna con la certezza del compimento: sappiamo che, dopo un preciso numero di settimane e di giorni, verrà il Natale del Signore.

Tratto da “Avvento e Natale con i Padri della Chiesa”, Libreria Editrice Vaticana, 2009

Una risposta a “Non stiamo aspettando Godot!”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    E perché non pensare che la Chiesa abbia e stia ancora continuando nel mondo, il medesimo compito di Giovanni, far trovare a Gesù il fuoco acceso e cuori aperti alla Speranza. Il Santo Padre sta “arringando” ascoltatori presenti e sparsi nel mondo alla fiducia nel Cristo, Dio di verità, la sua Parola un cammino sicuro che porta a rinascere ogni giorno a vita nuova. E da Chi altro è possibile avere certezza di ciò che è bene o male per la nostra e di ogni altra vita se non attingendo alla “fonte di acqua viva” ? “Io non ricevo gloria dagli uomini.Io sono venuto nel nome del padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome,lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?”(Gv). .

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