Le domande su ciò che sembra impossibile

La riforma liturgica, la figura di Lidia Menapace, la carità secondo Fedez, il caso degli embrioni congelati: questi i fatti di cronaca riletti alla luce delle Scritture.
19 Dicembre 2020

In un tempo di crisi e frammentazione, difficile da analizzare e per ora impossibile da sintetizzare, la lectio personale delle scritture domenicali, alla luce della cronaca quotidiana, fa risuonare in noi più domande che risposte. Pensiamo perciò sia utile proporvi, con le parole del poeta Rilke, di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto: «vorrei pregarla di avere pazienza verso tutto ciò che è irrisolto nel suo cuore, e di sforzarsi di provare amore per le domande in sé, come se fossero delle stanze chiuse a chiave, o dei libri scritti in una lingua straniera. Non si affanni, dunque, per ottenere risposte che ancora non possono esserle date, perché non sarebbe in grado di viverle. Ciò che conta è vivere ogni cosa. Viva le Sue domande, adesso. Forse così, un giorno lontano – a poco a poco, senza accorgersene – vivrà già dentro la risposta» (Lettera a un giovane poeta, IV).

 

1^ LETTURA – Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te». Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: “Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa. Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà reso stabile per sempre”» (2Sam 7,1-5.8-12.14.16)

«Con Sacrosanctum Concilium, grazie all’“opera pionieristica di alcuni centri di ricerca teologico-spirituale [e] con il forte contributo del movimento ecumenico” (R.Larini), si è riusciti a ricordare – soprattutto alle guide del popolo di Dio – che a Dio interessa abitare in una tenda piuttosto che in una casa di cedro? Oppure la riforma liturgica è fallita perché, successivamente, “gli interventi architettonici sono stati all’insegna di un’ideologia pseudo-democratica derivata…da aspirazioni secolari” (ib.), tradendo così la teologia del Concilio Vaticano II mentre si credeva di onorare adeguatamente Dio? È fallita, perché c’è stata una “scarsissima attenzione al rapporto tra edificio religioso e territorio circostante” (ib.) e all’elaborazione di un “linguaggio genealogico, capace di parlare dell’anima di ciascuno e con l’anima del mondo” (ib.)? In altri termini, è fallita perché chi doveva essere Profeta si è dimenticato di servire Dio e ha servito il Re, mentre il Re si è reso Dio dimenticando ciò che Dio aveva fatto per lui?».

 

SALMO – Canterò in eterno l’amore del Signore, / di generazione in generazione / farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà, / perché ho detto: «È un amore edificato per sempre; / nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». / «Ho stretto un’alleanza con il mio eletto, / ho giurato a Davide, mio servo. / Stabilirò per sempre la tua discendenza, / di generazione in generazione edificherò il tuo trono». / «Egli mi invocherà: “Tu sei mio padre, / mio Dio e roccia della mia salvezza”. / Gli conserverò sempre il mio amore, / la mia alleanza gli sarà fedele» (88).

«Di recente è scomparsa Lidia Menapace. In una delle tante lettere scritte in sua memoria, Antonia Sani ne ha parlato così: “girano in rete messaggi su messaggi. Donne che da Lei hanno appreso parole, pensieri, insegnamenti … Lidia ha incarnato la parabola del ‘buon seminatore’, pronto a diffondere la ‘buona novella’ a coloro che hanno sete di giustizia … ‘Una cordata d’amore’ è stata messa in piedi, come fossimo state vicine al suo letto nelle ore di agonia. Così erano solite fare le donne dei secoli scorsi recitando preghiere intrecciate a rievocazioni … Lidia non lo saprà mai, ma quanta serenità avrebbe ricavato dalle tante testimonianze così forti, spontanee e piene di affetto, che l’hanno accompagnata tra la vita e la morte! Credo che questo avrebbe significato ‘andarsene in pace’”. Quanto sono incredibilmente simili queste donne a quei credenti che dovrebbero cantare la fedeltà dell’amore di Dio; quell’Amore che si trasmette di generazione in generazione e che dovrebbe edificare generazione dopo generazione…».

 

2^ LETTURA – Fratelli, a colui che ha il potere di confermarvi nel mio vangelo, che annuncia Gesù Cristo, secondo la rivelazione del mistero, avvolto nel silenzio per secoli eterni, ma ora manifestato mediante le scritture dei Profeti, per ordine dell’eterno Dio, annunciato a tutte le genti perché giungano  all’obbedienza della fede, a Dio, che solo è sapiente, per mezzo di Gesù Cristo, la gloria nei secoli. Amen (Rm 16,25-27).

«Il mistero di Dio, “avvolto dal silenzio per secoli eterni”, si è manifestato in Gesù Cristo come Amore, e tale viene annunciato a tutte le genti affinché prestino ascolto a tale Amore. Il noto rapper Fedez, marito della influencer Chiara Ferragni, si è travestito di recente da Babbo Natale e, girando per Milano con la sua Lamborghini, ha donato 1000 euro ciascuno a 5 persone appartenenti a categorie bisognose. Così facendo ha comunque contribuito alla rivelazione di quella carità di cui sopra? Oppure – come gli hanno rimproverato Selvaggia Lucarelli e Fabio Volo – ha reso il suo atto di beneficenza uno “show”, contravvenendo quanto diceva qualcuno a proposito di fare l’elemosina “in silenzio”?»

 

VANGELO – In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei (Lc 1,26-38).

«Gli embrioni delle piccole Molly ed Emma Everette Gibson sono stato concepiti nel 1992 per poi vivere quasi trent’anni congelati in un centro di Knoxville (Tennessee), che conserva embrioni fecondati in vitro ma non utilizzati. Quindi sono stati “scongelati” e impiantati nell’ utero di Tina Gibson, nata paradossalmente nel 1991, grazie all’“adozione degli embrioni” abbandonati che il National Embryo Donation Center (organizzazione non profit cristiana) garantisce alle coppie religiose infertili per una gravidanza eticamente corretta (anche se riesce solo il 25-30% degli impianti, su quello che è già il 75% degli embrioni disgelati). Queste “snowbabies” – bambini arrivati dalla neve – sono un esempio della vita che Dio crea – attraverso gli uomini – anche laddove c’è inferilità? Oppure il segno di un’opera umana, di una hybris che tende a farsi Dio?».

 

Una replica a “Le domande su ciò che sembra impossibile”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    A me sembra il secondo. Perché?, perché nella Bibbia la infertilità che era considerata quasi punizione, la donna pregava Dio, si rivolgeva a Lui, e le donne menzionate hanno “sopportato” sentendosi umiliate, anche fino alla vecchiaia, la madre di Giovanni, così la madre del Profeta Samuele,Anna la quale fu esaudita e offrì il figlio a Dio in ringraziamento per aver esaudito il desiderio di averlo. , Si può obiettare che la ricerca ha reso possibile oggi ciò che era fantasia allora, ma può anche essere che si debba accettare ciò che ereditiamo dalla natura per un percorso di Fede nel quale la maternità si può sviluppare in modi diversi colmando quel vuoto di amore materno che bambini orfani provano, e che questa provvidenza anche per loro non venga a mancare. Inoltre a distanza di così tanto tempo, mi viene di pensare che lo stesso ovulo non goda della genitorialita del suo tempo, l’uomo è anche persona con un destino diverso da quello di un animale

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