Le domande di chi vuole amare

Sabino Cassese, Alex Zanardi, Emanuele Cristini, Maria Volpe, Andrea Crisanti: alcuni dei nomi legati ai fatti di cronaca riletti alla luce delle Scritture, a loro volta illuminate da essi.
28 Giugno 2020

In un tempo di crisi e frammentazione, difficile da analizzare e per ora impossibile da sintetizzare, la lectio personale delle scritture domenicali, alla luce della cronaca quotidiana, fa risuonare in noi più domande che risposte. Pensiamo perciò sia utile proporvi, con le parole del poeta Rilke, di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto: «vorrei pregarla di avere pazienza verso tutto ciò che è irrisolto nel suo cuore, e di sforzarsi di provare amore per le domande in sé, come se fossero delle stanze chiuse a chiave, o dei libri scritti in una lingua straniera. Non si affanni, dunque, per ottenere risposte che ancora non possono esserle date, perché non sarebbe in grado di viverle. Ciò che conta è vivere ogni cosa. Viva le Sue domande, adesso. Forse così, un giorno lontano – a poco a poco, senza accorgersene – vivrà già dentro la risposta» (Lettera a un giovane poeta, IV).

 

1^ LETTURA – Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era un’illustre donna, che lo trattenne a mangiare. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. Ella disse al marito: «Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Facciamo una piccola stanza superiore, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e un candeliere; così, venendo da noi, vi si potrà ritirare». Un giorno che passò di lì, si ritirò nella stanza superiore e si coricò. Eliseo [disse a Giezi, suo servo]: «Che cosa si può fare per lei?». Giezi disse: «Purtroppo lei non ha un figlio e suo marito è vecchio». Eliseo disse: «Chiamala!». La chiamò; ella si fermò sulla porta. Allora disse: «L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu stringerai un figlio fra le tue braccia» (2Re 4,8-11.14-16).

SERGIO: «Enzo Bianchi ricorda che “l’altrimenti è stato espresso nella storia attraverso la categoria della profezia, anche in ottica laica: il profeta intravede ciò che ancora non c’è e indica una possibilità di abitare la terra altrimenti”. Ma la parola profetica per diventare generativa deve essere a lungo discussa, ‘ruminata’ e custodita. Come si può costruire una visione profetica per l’Italia se – sostiene Cassese – non si prendono più “decisioni fondate sulla forza del dibattito” (con conseguente “declino della competenza” e “della politica come processo di formazione progressiva di orientamenti popolari diffusi”)? Se si sta verificando “una nuova concentrazione di poteri al vertice” (causa “la necessità di partecipare in «condomini» sovranazionali e globali”) e una “prevalenza dei temi e problemi immediati ed urgenti su quelli importanti e strutturali”?».

GILBERTO: «La polmonite è la prima causa di morte dei bambini da 0 a 5 anni. Nel mondo muore di questo un bambino ogni 39 secondi. Di fronte al Covid però in Italia, appena lo 0,9% del totale dei contagiati è sotto i 5 anni di età. In altri paesi invece (Belgio, Regno Unito, Francia, Stati Uniti) i numeri dei bambini morti per Covid sono purtroppo molto vicini a quelli delle polmoniti. “Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce; (…) Poiché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio”. Questa profezia di Isaia si avvera da sola? Il puro fatto che un bimbo nasca basta da solo a ricordarci che la vita è più forte della morte? Le possibilità umane possono incidere affinché questo “segno” resti vero e cresca?».

 

SALMO – Canterò in eterno l’amore del Signore, / di generazione in generazione / farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà, / perché ho detto: «È un amore edificato per sempre; / nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». /  Beato il popolo che ti sa acclamare: / camminerà, Signore, alla luce del tuo volto; / esulta tutto il giorno nel tuo nome, / si esalta nella tua giustizia. / Perché tu sei lo splendore della sua forza / e con il tuo favore innalzi la nostra fronte. / Perché del Signore è il nostro scudo, / il nostro re, del Santo d’Israele (88).

GILBERTO: «“Beato il popolo che ti sa acclamare”. L’incremento di interesse per la dimensione spirituale registrata a marzo-aprile nei dati sugli ascolti televisivi di programmi religiosi, sembra già essere più che dimezzato. Acclamiamo Dio solo nel bisogno? Solo per i nostri fini? Solo come strumento per riuscire laddove l’uomo non può ricucire?».

SERGIO: «Condannato a trent’anni per un omicidio commesso sotto effetto di alcool e droga, ora – anche grazie ai cappellani del carcere di Reggio Emilia – sta verificando una vocazione sacerdotale: chi meglio di lui può testimoniare (ed acclamare) che Dio ci ama e ci fa da scudo? D’altra parte, casi come quello di Albizzate (Varese), in cui il crollo improvviso di 70 metri di cornicione ha ucciso una mamma e due figli piccoli di origini marocchine, possono condurci a contestare che l’amore di Dio sia fedele?».

 

2^ LETTURA – Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù (Rm 6,3-4.8-11).

SERGIO: « Già una volta Alex Zanardi era stato immerso in una morte apparente e, dopo la croce di 16 operazioni, 7 infarti e un litigio giobbesco con Dio, era risorto ad una nuova vita che, con le sue parole, era bellissima e lo aveva reso felice. Ora si ritrova nuovamente nel limbo di quella croce per un altro tragico incidente: “Cosa si staranno dicendo, il campione e Dio, nel silenzio di una stanza di terapia intensiva?” (M.Corradi). Forse un giorno lo sapremo. Intanto, con Papa Francesco, preghiamo perché lui e chi si trova in situazioni analoghe possa tornare anche questa volta a nuova vita. Nella speranza filosofica che, in ogni caso, “dall’altra parte del limen ci attende la necessaria eternità che ci illumina, rendendo esplicito il nostro essere già da sempre salvi” (Ines Testoni). Con la consolazione letteraria di un Tomasi di Lampedusa che “riuscì a far rinascere le cose (o le case) morte e guarire se stesso” e della sua adorata moglie Licy che “cercava nella memoria dei pazienti ciò che sembrava morto, per ridargli vita. E così fece anche con il marito: – Scrivi e tutto vivrà come prima -” (A.D’Avenia)».

GILBERTO: «L’unione italiana dei consumatori ha diffuso il risultato di un’indagine su 500 persone, circa i cambiamenti percepiti o desiderati dopo la pandemia. Alla domanda su cosa conserveresti del Lockdown, il 75% dice non avere più città congestionate, il 50% godersi la casa, il 35% avere tempo per sé stessi, per la famiglia e per il gioco/svago. Per desiderare di “camminare in una vita nuova” era necessario essere “sepolti” nella morte?».

 

VANGELO – In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa» (Mt 10,37-42).

GILBERTO: «Il virologo Andrea Crisanti è pessimista: “L’Italia sta perdendo una grande occasione. Avrebbe dovuto sfruttare le temperature alte di questi giorni per avvicinare allo zero la presenza del Coronavirus, ma invece la discesa dei casi si è fermata. Ma ciò che ci sta salvando ora, non ci salverà in autunno-inverno”. E se fosse che il soprassalto di socialità dovuto al rischio globale si sta spegnendo, almeno in Italia, e ognuno è tornato a “tenere per sé la propria vita?».

SERGIO: « Teresa Maffeis che va da Nizza a Ventimiglia per aiutare in ogni modo i migranti del campo di transito di Roia; Cedric Herrou, nizzardo legato a Ventimiglia ed incriminato per ‘reato di solidarietà’, avendo aiutato dei profughi a entrare in Francia e chiedere asilo; l’ispettrice Maria Volpe premiata al Quirinale per l’umanità e la professionalità nell’accoglienza di tanti ragazzi sbarcati a Lampedusa che ormai la chiamano «mamma»; il già sindaco di Rocca di Papa Emanuele Cristini che perse la propria vita per mettere in salvo tutti i dipendenti del municipio in fiamme: non sono modelli di quell’amore (anonimo) cristiano che supera i legami di ‘terra e sangue’ per prendersi cura dei piccoli, qualunque sia il ‘prezzo’ da pagare? E, invece, l’altra faccia (oscura) della medaglia non è costituita dall’ispettore di polizia del Centro di accoglienza di Favara (Agrigento) ripreso mentre prende a sberle alcuni migranti o impone loro di schiaffeggiarsi? Oppure dall’ex parroco di Isola Capo Rizzuto, condannato a 14 anni dal Tribunale di Crotone, a seguito dell’inchiesta “Jonny” sulle ingerenze della ‘ndrangheta nella gestione del locale Centro di accoglienza per migranti?».

Una replica a “Le domande di chi vuole amare”

  1. Francesca Vittoria Vicentini ha detto:

    Pregare perché unZanardi viva?Un incidente automobilistico lo ha ridotto privo di arti inf. ma non ha intaccato la sua forza d’animo,anzi, ha vinto la sfida vivere/morire ed è tornato a vincere in altro modo,dimostrando di essere nato “campione”. Certamente non solo la passione sportiva fa questi miracoli, non un puntiglioso orgoglio “di farcela”. ma anche da foto della sua persona traspaiono e di quanto ha saputo ancora far emergere, dovuto a capacità di sentimenti profondi, la gratitudine e l’amore alla vita, la solidarietà,la generosità di fare del proprio rimasto fonte di ricchezza, di stimolo per molti altri. Quasi una statura umana sovrapposta Un esempio di campione da supporre che Dio lo abbia laureato come uno cui guardare per credere e sperare quando si pensa d’aver perso tutto. Si la vita è un dono prezioso,brilla in un Zanardi in opposizione a quelli che la uccidono in tutti quei modi che egoismo,cattiveria,brutalità, fanno dell’uomo un inumano.

Rispondi a Francesca Vittoria Vicentini Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I commenti devono essere compresi tra i 60 e i 1000 caratteri. I commenti sono sottoposti a moderazione da parte della redazione che si riserva la facoltà di non pubblicare o rimuovere commenti che utilizzano un linguaggio offensivo, denigratorio o che sono assimilabili a SPAM.

Ho letto la privacy policy e accetto il trattamento dei miei dati personali (GDPR n. 679/2016)