Le domande di chi si converte

Le persecuzioni odierne dei cristiani, le messe al tempo del Covid 19, le riflessioni di Mauro Magatti e Leonardo Caffo, l’inverno della fertilità: questi i fatti di cronaca riletti alla luce delle Scritture.
6 Dicembre 2020

In un tempo di crisi e frammentazione, difficile da analizzare e per ora impossibile da sintetizzare, la lectio personale delle scritture domenicali, alla luce della cronaca quotidiana, fa risuonare in noi più domande che risposte. Pensiamo perciò sia utile proporvi, con le parole del poeta Rilke, di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto: «vorrei pregarla di avere pazienza verso tutto ciò che è irrisolto nel suo cuore, e di sforzarsi di provare amore per le domande in sé, come se fossero delle stanze chiuse a chiave, o dei libri scritti in una lingua straniera. Non si affanni, dunque, per ottenere risposte che ancora non possono esserle date, perché non sarebbe in grado di viverle. Ciò che conta è vivere ogni cosa. Viva le Sue domande, adesso. Forse così, un giorno lontano – a poco a poco, senza accorgersene – vivrà già dentro la risposta» (Lettera a un giovane poeta, IV).

 

1^ LETTURA – «Consolate, consolate il mio popolo – dice il vostro Dio –. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che la sua tribolazione è compiuta, la sua colpa è scontata, perché ha ricevuto dalla mano del Signore il doppio per tutti i suoi peccati». Una voce grida: «Nel deserto preparate la via al Signore, spianate nella steppa la strada per il nostro Dio. Ogni valle sia innalzata, ogni monte e ogni colle siano abbassati; il terreno accidentato si trasformi in piano e quello scosceso in vallata. Allora si rivelerà la gloria del Signore e tutti gli uomini insieme la vedranno, perché la bocca del Signore ha parlato». Sali su un alto monte, tu che annunci liete notizie a Sion! Alza la tua voce con forza, tu che annunci liete notizie a Gerusalemme. Alza la voce, non temere; annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore Dio viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede. Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri» (Is 40,1-5.9-11).

«La Fondazione pontificia ‘Aiuto alla Chiesa che Soffre’ e l’associazione ‘Open Doors’ denunciano ad alta voce il grave crimine di circa 4000 cristiani ingiustamente detenuti ogni anno per motivi di fede, soprattutto in Cina, Eritrea, Nigeria e Pakistan. Asia Bibi assicura che, per quanto le sarà possibile, sarà “al fianco di coloro che soffrono come io ho sofferto” di una “sofferenza silenziosa”. Di fronte a queste tribolazioni che ancora perdurano, la solidarietà di persone come Asia non costituisce quel minimo di consolazione che ci rende veramente umani?».

 

SALMO – Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: / egli annuncia la pace / per il suo popolo, per i suoi fedeli. / Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme, / perché la sua gloria abiti la nostra terra. / Amore e verità s’incontreranno, / giustizia e pace si baceranno. / Verità germoglierà dalla terra / e giustizia si affaccerà dal cielo. / Certo, il Signore donerà il suo bene / e la nostra terra darà il suo frutto; / giustizia camminerà davanti a lui: / i suoi passi tracceranno il cammino (84).

«In Francia, di fronte alla ‘stretta’ di Macron, un giudice terreno ha sancito per i cattolici la possibilità di riunirsi a messa (dopo che centinaia di loro si erano inginocchiati fuori dalle chiese, rivendicando il diritto a partecipare alla messa). La Corte Suprema degli Stati Uniti ha eliminato le restrizioni che lo Stato di New York aveva imposto ai luoghi di culto, in quanto violazione del diritto religioso sancito dal Primo emendamento della Costituzione Usa. In Italia ci si è accordati nell’anticipare la messa di Natale per il bene di tutti. È questa la pace annunciata da Dio? Quella salvezza in cui si incontreranno giustizia (di Dio) e verità (terrena)?».

 

2^ LETTURA – Una cosa non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un solo giorno è come mille anni e mille anni come un solo giorno. Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi. Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli spariranno in un grande boato, gli elementi, consumati dal calore, si dissolveranno e la terra, con tutte le sue opere, sarà distrutta. Dato che tutte queste cose dovranno finire in questo modo, quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli in fiamme si dissolveranno e gli elementi incendiati fonderanno! Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia. Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia (2 Pt 3,8-14).

«Mauro Magatti ricorda che “la pandemia è il terzo choc in 19 anni ad aver colpito le società globalizzate” dopo “l’attentato alle torri gemelle” e “la crisi finanziaria”, perché “il nostro stesso modello di sviluppo ci espone a rischi che, prima o poi, si trasformano in choc”. Leonardo Caffo afferma che siamo di fronte ad “un catasto di eventi che, messi uno sull’altro, faranno sprofondare la baracca nella quale ci siamo rifugiati. Perciò parlo del Covid come di un terremoto epistemiologico: la distruzione improvvisa di tutte le cose che conoscevamo e di come le conoscevamo. Ci restano da vivere non più di dieci anni nel modo in cui sappiamo”. Se veramente i cieli e la terra di oggi si stanno dissolvendo, a maggior ragione non dobbiamo credere a cieli e terre nuove, più giuste? E cominciare ad immaginare un modello di vita che sia conseguenza dell’attesa di essi?».

 

VANGELO – Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaìa: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e  proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo» (Marco 1,1-8).

«In questi giorni l’Istituto Nazionale di Statistica ci ricorda che l’Italia ha perso 250.000 abitanti in meno di un anno (e l’Istat che il ‘saldo’ tra morti e neonati è di -300.000), scendendo sotto quella soglia dei 60 milioni che nelle previsioni Istat avremmo dovuto raggiungere tra dieci anni. Questo lento declino demografico, prima che divenga un tracollo (anche economico) – se aggiungiamo ad esso gli effetti mortali (diretti e indiretti) della pandemia, non necessita un’urgente e immediata conversione delle politiche familiari ed educative che sappia vincere l’incertezza (sanitaria e lavorativa) del futuro e il ‘peso’ della genitorialità?».

 

Una replica a “Le domande di chi si converte”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    La cronaca ci rimanda un degenerare di comportamento tra giovani, insofferenti a norme anti Covid, a Roma ma non solo, che indicano un menefreghismo nei confronti di procurare danno sociale e alle persone. Inoltre non meglio viene da una classe politica in carica litigiosa, che si rivela smaniosa di non perdere potere su quella somma di denaro elargito al nostro Paese per utile aiuto ai suoi annosi problemi e che si sta rivelando agognato da tanti gollum, come dal celebre romanzo di Tolkien. Triste, misero risultato che vanifica buone intenzioni nei confronti di una sofferenza di cittadini che si rendono conto di quanto costa un potere mal gestito. L’incompetenza e a contesa di potere come il Covid fanno incutono serie apprensioni e sfiducia a spirito già provato. Resta Voce di Uno che a una finestra A Parola di saggezza, parla e sollecita al Benecomune di ogni uomo ad avere cuore verso gli ultimi. E’ un novello tempo di Giovanni?

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