Le domande di chi (non) vuole banchettare

I suicidi politici in Russia, l'enciclica 'Fratelli tutti', la morte del vescovo D'Alise, la figura di Laura Galletti e di Enzo Bianchi, l'uscita della Rolls-Royce Ghost Wagon, la liberazione di Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio, l'omicidio di Lecce: questi i fatti di cronaca riletti alla luce delle Scritture.
10 Ottobre 2020

In un tempo di crisi e frammentazione, difficile da analizzare e per ora impossibile da sintetizzare, la lectio personale delle scritture domenicali, alla luce della cronaca quotidiana, fa risuonare in noi più domande che risposte. Pensiamo perciò sia utile proporvi, con le parole del poeta Rilke, di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto: «vorrei pregarla di avere pazienza verso tutto ciò che è irrisolto nel suo cuore, e di sforzarsi di provare amore per le domande in sé, come se fossero delle stanze chiuse a chiave, o dei libri scritti in una lingua straniera. Non si affanni, dunque, per ottenere risposte che ancora non possono esserle date, perché non sarebbe in grado di viverle. Ciò che conta è vivere ogni cosa. Viva le Sue domande, adesso. Forse così, un giorno lontano – a poco a poco, senza accorgersene – vivrà già dentro la risposta» (Lettera a un giovane poeta, IV).

 

1^ LETTURA – Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati. Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre distesa su tutte le nazioni. Eliminerà la morte per sempre. Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto, l’ignominia del suo popolo farà scomparire da tutta la terra, poiché il Signore ha parlato. E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse. Questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza, poiché la mano del Signore si poserà su questo monte» (Isaia25,6-10).

GILBERTO: «”Buon compleanno signor Presidente”. Con questo cartello al collo, un uomo di 71 anni si è dato fuoco a San Pietroburgo nel giorno in cui Putin compiva gli anni. Venerdì scorso la giornalista Irina Slavina è morta, dopo essersi data fuoco davanti alla sede della polizia di Nizhny Novgorod. Estremi e drammatici tentativi di strappare il “velo che ricopre la faccia” del potere in Russia, la coltre di bugie che ricopre quella (e non solo quella) nazione?».

SERGIO: «L’enciclica ‘Fratelli tutti’ nei § 116 e 169 ricorda l’esistenza dei movimenti popolari (formati da riciclatori di rifiuti, abitanti delle baraccopoli, venditori ambulanti, contadini senza terra, etc.) che si auto-organizzano per creare sul proprio territorio forme di vita alternative. Il fondatore e presidente di Slow Food, Carlo Petrini, afferma che il passaggio dell’Enciclica ‘Fratelli tutti’ in cui si parla di destinazione universale dei beni è il più coraggioso di tutti. La rete di ‘Mondo comunità e famiglia’ (creata da Enrica e Bruno Volpi) e i gruppi familiari di Nomadelfia (fondata da don Zeno Saltini) hanno sentito come ‘propria’ l’enciclica di Francesco, laddove esalta la condivisione/comunione dei beni. Nella comunità Nuovi Orizzonti, fondata da Chiara Amirante, si prova ad ascoltare “il grido del popolo della notte”, per farlo uscire dalla solitudine e disperazione mortale in cui si dibatte.  Liliana Segre ha tenuto il suo ultimo discorso pubblico alla Rondine Cittadella della Pace, fondata da Franco Vaccari vicino ad Arezzo, nella quale vivono insieme studenti di paesi in guerra (israeliani e palestinesi, russi e ceceni, serbi e croati, etnie africane, etc). Non sono tutte queste esperienze che anticipano, anzi realizzano – e dunque rendono credibile in una terra piena di morte, lacrime e povertà – il banchetto e la consolazione promessa a tutti i popoli e le nazioni da Dio?».

 

SALMO – Il Signore è il mio pastore: / non manco di nulla. / Su pascoli erbosi mi fa riposare, / ad acque tranquille mi conduce. / Rinfranca l’anima mia. / Mi guida per il giusto cammino / a motivo del suo nome. / Anche se vado per una valle oscura, / non temo alcun male, perché tu sei con me. / Il tuo bastone e il tuo vincastro / mi danno sicurezza. / Davanti a me tu prepari una mensa / sotto gli occhi dei miei nemici. / Ungi di olio il mio capo; / il mio calice trabocca. / Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne / tutti i giorni della mia vita, / abiterò ancora nella casa del Signore / per lunghi giorni (22)

SERGIO: «Il vescovo di Caserta, monsignor Giovanni D’Alise, è il primo vescovo italiano a morire di Covid. «Affronteremo la prova con coraggio», aveva detto dal letto d’ospedale, ma poi un infarto ne ha interrotto la vita terrena. Ai tempi della quarantena era stato tra più impegnati nel far rispettare le regole di contenimento del contagio (distanziamento, mascherine, rimozione dell’acqua santa dalle chiese, restrizioni su feste e tradizioni, etc.): «il dovere della solidarietà verso i più deboli e la fragilità di tutti gli esseri umani ci impongono oggi a rinunciare ad antiche abitudini come la stretta di mano durante la messa. Un inchino e un sorriso possono valere anche di più, conta la sostanza non la forma». Il sindaco di Caserta Marino, dopo aver proclamato il lutto cittadino, ha detto: «oggi perdiamo non solo un vescovo ma una guida e un pastore importante. La sua parola ci ha aperto a valori e a un’etica sempre più forti». Le scuole hanno osservato un minuto di silenzio. Nel pomeriggio gli allievi del ‘Villaggio dei Ragazzi’ di Maddaloni hanno organizzato un ‘picchetto’ davanti alla cattedrale di Caserta. Monsignor Giovanni – come ha ricordato ai suoi funerali il presidente della CEI cardinal Bassetti – è stato perciò un pastore sul modello del pastore cantato dal salmo – che sazia, dona riposo e tranquillità, rinfranca, protegge, rassicura, anche quando andiamo “per una valle oscura”? Oppure qualcuno avrà l’ardire di mormorare che non è stato un buon pastore proprio per lo zelo dimostrato in tempo di quarantena?».

GILBERTO: «Laura Galletti è ancora viva. La povera allegra, clochard per scelta, ma non barbona, e artista eclettica, che ha scelto di vivere senza denaro e senza chiedere nulla a nessuno, è rientrata nella sua “dimora” (una baracca di lamiera sulle rive del Tevere), dopo che alcuni vandali l’avevano distrutta e lei era stata costretta a cambiare momentaneamente “casa”. “E’ come se Dio mi abbia detto: ora chiudi i libri e a noi due, cercami, mettimi alla prova! Per chi si priva dei soldi, la situazione umana diventa quasi tragica. Si viene presi dallo sgomento: che senso ha la vita se non posso più godere di nulla? Ma poi ti accorgi che solo l’assenza di denaro dà la possibilità di rendersi conto della presenza di Dio”. Ella è la pazza di Dio che non manca di nulla?».

 

2^ LETTURA – Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza. Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni. Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù. Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen (Fil 4,12-14.19-20)

GILBERTO: «Rolls-Royce Ghost Wagon è l’ultimo parto della casa automobilistica Inglese, dedicato ai supericchi che desiderano una personalizzazione assolutamente esclusiva delle vetture, già di per sé lussuose, disposti a spendere cifre anche milionarie pur di avere nella loro collezione un pezzo unico. Con le cifre spese per progettare, realizzare e usufruire di una di queste vetture si potrebbero produrre e rendere operative quasi 3 milioni di unità proteiche per vincere la fame nel mondo. Ovviamente si dirà: troppo poco, non basta per vincere la malnutrizione, meglio avere auto di lusso. Sappiamo vivere nella povertà come nell’abbondanza?».

SERGIO: «Enzo Bianchi ci ricorda che il profondo desiderio di felicità che ci abita, se non sa disciplinarsi, se non sa discernere i propri limiti, può trasformarsi in invidia, rancore e violenza distruttiva e mortifera. D’altronde, il fondatore di Bose non ha attraversato nella sua esperienza monastica sia un’iniziale fase di povertà e indigenza (quando a Bose mancava tutto…), sia una successiva e finale fase di abbondanza e sazietà (da quando Bose è stabilmente sulla cresta dell’onda…)? Per poi sperimentare di recente, con i suoi confratelli allontanati da Bose, un nuovo tempo di mancanza – seppure, forse, non strettamente materiale. Chi ha preso parte alle sue (e degli altri) tribolazioni può sperare che Dio ne colmi ogni bisogno con magnificenza?».

 

VANGELO – In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse: «Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire. Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali. Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”. Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti» (Matteo 22,1-14).

SERGIO: «L’amore umano, si dice, è specchio dell’amore di Dio. E come l’amore di Dio può essere rifiutato, perseguitato, financo ucciso, così quello umano. Come è avvenuto nel terribile caso di Lecce. Antonio De Marco sembra non riuscisse (più) a partecipare della felicità ‘nuziale’ di Daniele De Santis ed Eleonora Manta pur essendone (o forse proprio perché ne era) stato reso partecipe. Era invidioso, arrabbiato e li ha – in modo premeditato – brutalmente uccisi, per poi tornare alla propria quotidianità? O c’è qualcosa d’altro, nei precedenti rapporti tra i tre, che renderebbe il tutto una vendetta? Certo è che nel nostro ordinamento fortunatamente non verrà a sua volta ucciso, ma probabilmente entrerà giovane in carcere e ne uscirà più che adulto…».

GILBERTO: «Sono finalmente stati rilasciati in Mali Sophie Pétronin, Soumalia Cissé, Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio, rapiti tra il 2016 e il 2018 da gruppi islamici legati ad Al Qaida nel Maghreb islamico. La liberazione è avvenuta dopo che il governo del Mali ha rilasciato 100 jihadisti – sospettati o condannati – nel corso dell’ultimo fine settimana. Il premier Conte ha twittato: “Grazie al nostro comparto di intelligence, in particolare all’Aise, e alla Farnesina @ItalyMFA per questo risultato”. Chi potrebbe provare ad assegnare le parti di questo dramma? Chi sono i buoni, chi sono i cattivi, entrambi ammessi alla sala del banchetto nuziale? Cos’è quell’abito nuziale mancante?».

Una replica a “Le domande di chi (non) vuole banchettare”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Vivere significa anche dover accettare sfide che arrivano a tutti indistintamente, come lo è il Covid oggi,nascosto non si vede, non dà segni di presenza per questo si sta come sul “chi va là” prendendo però delle misure di prevenzione, non è da intelligenti non riconoscere che essendo capace di colpire tutti indiscriminatamente allo stesso ragionamento occorre conformarsi a difesa gli uni con gli altri. Se invoco libertà, questa non lo è disconoscendola al mio prossimo..E’ solo Dio il Giusto, come trovare rimedio, Serve trarre luce dalla Parola, vagliando così il problema si trova risposta quale il mezzo di cui servirsi a raggiungere l’obiettivo, che non è la guerra bellica con morti e distruzione.. Dare la vita è immenso segno di vasta sofferenza ,ma è un agire da soli, pregare Dio per un grande coinvolgimento di genti di tutto il mondo ad avere ragione di una giusta causa,più efficace (Greta un esempio dimostrato)

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