Le domande di chi ha ricevuto di meno

Le figure del rabbino Jonathan Sacks, della vicepresidente Kamala Harris e di Suor Alma Castagna, l’ONG "Medici con l' Africa - Cuamm", le riflessioni di Chiara Frugoni e Sergio Givone sulla pandemia, la movida e i governatori regionali: questi i fatti di cronaca riletti alla luce delle Scritture.
15 Novembre 2020

In un tempo di crisi e frammentazione, difficile da analizzare e per ora impossibile da sintetizzare, la lectio personale delle scritture domenicali, alla luce della cronaca quotidiana, fa risuonare in noi più domande che risposte. Pensiamo perciò sia utile proporvi, con le parole del poeta Rilke, di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto: «vorrei pregarla di avere pazienza verso tutto ciò che è irrisolto nel suo cuore, e di sforzarsi di provare amore per le domande in sé, come se fossero delle stanze chiuse a chiave, o dei libri scritti in una lingua straniera. Non si affanni, dunque, per ottenere risposte che ancora non possono esserle date, perché non sarebbe in grado di viverle. Ciò che conta è vivere ogni cosa. Viva le Sue domande, adesso. Forse così, un giorno lontano – a poco a poco, senza accorgersene – vivrà già dentro la risposta» (Lettera a un giovane poeta, IV).

 

1^ LETTURA – Una donna forte chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore. In lei confida il cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto. Gli dà felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita. Si procura lana e lino e li lavora volentieri con le mani. Stende la sua mano alla conocchia e le sue dita tengono il fuso. Apre le sue palme al misero, stende la mano al povero. Illusorio è il fascino e fugace la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare. Siatele riconoscenti per il frutto delle sue mani e le sue opere la lodino alle porte della città (Pr 31,10-13.19-20.30-31).

SERGIO: «Suor Alma Castagna, 62enne superiora provinciale delle Figlie di Maria Ausiliatrice in Indonesia, da 28 anni dottoressa nel Timor Est, pronta a “stendere le sue mani” ai malati di Tbc e alle partorienti, alle bambine o alle ragazze accolte negli orfanotrofi, nei collegi e nelle scuole professionali (di Venilale e Laga), così trovò la sua prima “donna forte”, la prima delle sue “perle”: «nel nostro ambulatorio di Venilale, una giovanissima madre aveva portato a far visitare il suo neonato che scottava, lei aveva affrontato una marcia di due ore sotto la pioggia, attraversando un fiume in piena. Mi accorsi che anche lei non stava bene, volevo visitarla, ma lei si opponeva: curi il mio bambino, ripeteva, io non ho nulla. Ecco, lì ho compreso la potenza delle donne, anche di quelle più umili e analfabete. Impressiona come difendono la loro dignità di madri in una società misogina». Non ci vorrebbero tante suor Alma anche da quest’altra parte del mondo, per proteggere donne (e figli) dai loro mariti non “riconoscenti”, miseri protagonisti di omicidi/suicidi come quelli di Carignano e Rivera, o dai loro datori di lavoro, sfruttatori in nero di badanti – come Elena di Brescia – poi abbandonate al loro destino appena contagiate?».

GILBERTO: «La senatrice californiana Kamala Harris è la prima donna a diventare la numero due, la prima vicepresidente degli Stati Uniti. In uno degli affollati dibattiti dem, la senatrice lancia un durissimo attacco a Joe Biden, di cui oggi è la vice, per i suoi antichi rapporti con senatori democratici segregazionisti. «Ha lavorato con loro opponendosi agli autobus – disse – e c’era una bambina che partecipava alla seconda classe integrata ed andava in autobus ogni giorno. E quella bambina ero io». Possiamo smettere, come uomini di fede, di riconoscere il valore della donna solo come “angelo” del focolare?».

 

SALMO – Beato chi teme il Signore / e cammina nelle sue vie. / Della fatica delle tue mani ti nutrirai, / sarai felice e avrai ogni bene. / La tua sposa come vite feconda / nell’intimità della tua casa; / i tuoi figli come virgulti d’ulivo / intorno alla tua mensa. / Ecco com’è benedetto / l’uomo che teme il Signore. / Ti benedica il Signore da Sion. / Possa tu vedere il bene di Gerusalemme / tutti i giorni della tua vita! (127).

GILBERTO: «Quasi quattro milioni di americani, per la maggior parte bianchi e conservatori, vivono in quartieri residenziali chiusi, protetti da barriere, da vigilantes e da rigidi regolamenti interni. In questi giorni molti di essi si sono dotati di una “camera di ingresso” a sanificazione ozonica, in cui vengono fatti transitare tutti coloro che entrano, oltre ovviamente alla misurazione della temperatura e ai test rapidi obbligatori. Strenua difesa della “felicità” a scapito di tutti gli altri. Come possiamo considerare le preghiere che spessissimo in queste famiglie vengono fatte prima di mettersi a tavola?».

SERGIO: «Il rabbino Jonathan Sacks, già rabbino capo della Gran Bretagna e del Commonwealth (1991-2013), maestro spirituale di caratura internazionale, sir (2005) e lord (2009), è scomparso a 72 anni. Nel  2010 disse a Benedetto XVI in visita nel Regno Unito: «A portarci alla secolarizzazione è stato il fatto che la gente ha perso fede nella capacità di chi segue una religione di vivere pacificamente insieme … Abbiamo bisogno di un’ altra e più ampia “Nostra Aetate” che unisca le grandi religioni mondiali in un patto di reciproca responsabilità … Dobbiamo ricordarci le parole di san John Henry Newman: “Dovremmo sempre comportarci verso i nostri nemici come se, un giorno, dovessimo diventare amici” … A una cultura profondamente individualista noi offriamo la comunità. Contro il consumismo noi parliamo delle cose che hanno valore ma non un prezzo. Mentre le famiglie si spezzano noi crediamo in rapporti che sono sacri, nel matrimonio come impegno, nell’essere genitori come responsabilità e nella poesia della vita di ogni giorno quando viene scavata, nelle case e nelle scuole, con il carisma della santità e della grazia». Non sono queste le parole di un uomo che ha camminato nelle vie del Signore? Che ha avuto la benedizione domestica di una sposa e dei figli? Che, speriamo, potrà vedere d’ora in poi “il bene di Gerusalemme” – della Gerusalemme celeste?».

 

2^ LETTURA – Riguardo ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte. E quando la gente dirà: «C’è pace e sicurezza!», allora d’improvviso la rovina li colpirà, come le doglie una donna incinta; e non potranno sfuggire. Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro. Infatti siete tutti figli della luce e figli del giorno; noi non apparteniamo alla notte, né alle tenebre. Non dormiamo dunque come gli altri, ma vigiliamo e siamo sobri (1Ts 5,1-6).

SERGIO: «Come è ben descritto nel libro di Chiara Frugoni sulle paure medioevali, quella del contagio non “irruppe fra Tre e Quattrocento, quando la morte – in fondo non troppo temuta nei secoli precedenti, [perché] poteva sembrare un riposo e un ristoro – si presentò con i tratti dell’epidemia crudele e inattesa, che uccide persone che ormai cominciavano ad assuefarsi a una vita da qualche tempo divenuta più ricca e agiata” (Franco Cardini)? In questo senso – come sostiene Sergio Givone – restare dormienti nelle tenebre non vuol dire continuare a non capire che “pratiche salvifiche”, quali “lo “stato di eccezione” (cioè la sospensione di alcune libertà fondamentali dell’individuo, da cui il lockdown) e l'”immunità di gregge” (cioè il vitalismo idiota della sfida al virus), appartengono a una filosofia della necessità (e non della libertà) che predica l’abbandono al destino [di] un’epidemia che non può non diventare pandemia e che perciò può essere sconfitta solo per esaurimento della sua carica virale, all’interno di una logica sacrificale”? E vigilare nella luce, dall’altro lato, non significa rendersi conto che tale stato pandemico “si è sviluppato là dove il processo di violenta antropizzazione del mondo mostra il suo lato perverso e ci chiama in causa, inchiodandoci alle nostre responsabilità” e alla “necessità di cambiare registro” (Sergio Givone)?».

GILBERTO: «In questi giorni, sempre più i frequentatori della “movida” delle serate di svago, mostrano segnali di forte insofferenza alle restrizioni imposte per la pandemia. Senza mascherina e in modo esplicito dichiarano la loro non curanza, per sé e per gli altri, in nome del diritto di “vivere”, cioè godere di pace e sicurezza, vivendo la vita rilassati, quasi dormienti. C’è un modo cristiano di godere di pace e sicurezza, vivendo la vita rilassati? O siamo chiamati a controllare incessantemente l’orizzonte degli eventi?».

 

VANGELO – In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne guadagnò altri cinque. Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone –, sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse: “Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso. Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra: ecco ciò che è tuo”. Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse. Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha. E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”» (Matteo 25,14-30).

GILBERTO: «Le rivendicazioni di alcuni presidenti regionali, rispetto alle restrizioni dell’ultimo DPCM, mostra come alcuni di essi siano presi dalla paura di non poter conservare almeno il minimo di benessere economico che hanno, anche a scapito della vita stessa dei propri cittadini. Un amministratore di fede davvero si comporta così?».

SERGIO: «L’ONG “Medici con l’ Africa – Cuamm”, che ha  appena compiuto 70 anni, ha preparato e inviato oltre 2000 operatori sanitari “per la salute di mamme e bambini” dell’Angola, Etiopia, Mozambico, Repubblica Centrafricana, Sierra Leone, Sud Sudan, Tanzania e Uganda. Essi non sono in effetti persone che hanno ‘investito’ tutto il loro talento medico in ospedali e distretti africani (per attività di sanità pubblica, assistenza materno-infantile, lotta ad Aids e Tbc)? Per poi condividerne i ‘frutti’ anche nella loro patria (tende per il pre-triage, formazione ospedaliera e sanitaria, assistenza ai braccianti, etc.)? E se pensiamo ai ‘dannati’ delle discariche di New Dehli, che vivono selezionando tra le ‘montagne fumanti’ di rifiuti, non possiamo immaginare che con loro anche quell’unico talento di cui parla il Vangelo avrebbe dato il suo frutto?».

 

Una replica a “Le domande di chi ha ricevuto di meno”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Una donna forte e come quelle citate?Posso assicurare che ci sono state, là dove le famiglie ancora esistono perché esse traggono forza da quei valori nei quali la Fede e radice e che hanno la saggezza di tenerli alti come lampada Sempre accesa a passarla a nuove mani.Si, così mia mamma e sua mamma e le molte che speriamo prendano il testimonea loro va il grazie riconoscente, Anche di tutte quelle dove le loro mani, cuore e intelligenza hanno saputo dare frutti al bene delle Comunità, prossimo, società tutta sotto ogni sole. I loro sacrifici solo Dio li può vedere tanto costano lacrime nascoste per una dignitosa Umilta. Si, Maria e “Prima ” madre e maestra, una Eva cui il tempo non fa perdere la bellezza. La pandemia fa scoprire cosa significa “rovesciare i potenti dai troni e innalzare gli umili.Cosa significa essere ricco e trovarsi a mani vuote,Scoprire quale tesoro e la vita, come là si spende,e anche per che cosa vale la pena di vivere a salvarla.

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