Le domande di chi cerca la salvezza

La protesta contro la violenza razzista negli U.S.A., l’immagine di Dio tra occidente e oriente, il contributo dei cristiani nel post-pandemia, le figure di suor Martha Pelloni e don Gino Rigoldi: questi e altri fatti di cronaca riletti alla luce delle Scritture, a loro volta illuminate da essi.
6 Giugno 2020

In un tempo di crisi e frammentazione, difficile da analizzare e per ora impossibile da sintetizzare, la lectio personale delle scritture domenicali, alla luce della cronaca quotidiana, fa risuonare in noi più domande che risposte. Pensiamo perciò sia utile proporvi, con le parole del poeta Rilke, di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto: «vorrei pregarla di avere pazienza verso tutto ciò che è irrisolto nel suo cuore, e di sforzarsi di provare amore per le domande in sé, come se fossero delle stanze chiuse a chiave, o dei libri scritti in una lingua straniera. Non si affanni, dunque, per ottenere risposte che ancora non possono esserle date, perché non sarebbe in grado di viverle. Ciò che conta è vivere ogni cosa. Viva le Sue domande, adesso. Forse così, un giorno lontano – a poco a poco, senza accorgersene – vivrà già dentro la risposta» (Lettera a un giovane poeta, IV).

 

1^ LETTURA – In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano. Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà». Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervìce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità» (Es 34,4-6.8-9).

SERGIO: «Quanto è difficile per un pastore come J.A.Forber jr. ricordare a sé stesso e a una comunità ferita, arrabbiata, furiosa per “la storia di violenza” subita, che il Dio di Mosè è lento all’ira ma anche fedele? E che proprio perché “la provvidenza divina ci assisterà fino alla fine, e non siamo mai stati tanto vicino al traguardo come oggi”, la protesta deve essere portata avanti in modo pacifico e con l’‘arma’ del voto? D’altra parte, Jesse Jackson non prega per la “giustizia” proprio perché la misericordia di Dio – quella invocata da Mosè per il proprio popolo – non si confonda mai con il perdonismo, o peggio ancora con “l’impunità” della “brutalità” di una parte (speriamo minoritaria…) della polizia statunitense?».

 

SALMO – Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri. / Benedetto il tuo nome glorioso e santo. / Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso. / Benedetto sei tu sul trono del tuo regno. / Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi e siedi sui cherubini. / Benedetto sei tu nel firmamento del cielo (Dn 3,52-56).

SERGIO: «Se ‘sganciamo’ Dio dalla Sua misericordia, ci ricordiamo che il Suo nome, il Suo trono, il Suo tempio saranno facilmente al mercé del Dio dei Trump (e della sua bibbia), dei Bolsonaro (sprezzante i morti per Covid-19), dei Salvini (e dei ‘vaffa’ urlati dai suoi)? Un Dio, o meglio un dio di cui molti con difficoltà diranno bene (‘bene-diranno’)? E ciò, nonostante dall’altra parte conosciamo bene, grazie a figure come l’artista Ai Weiwei o lo speaker Dalù, la politica del regime cinese circa Hong Kong e Taiwan?».

 

2^ LETTURA – Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi. Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano. La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi (2Cor 13,11-13).

SERGIO: «Noi cristiani, tra “il partito della «paura di morire»” e “quello dell’incontenibile «voglia di vivere»”, tra “la sottile nostalgia del tutto chiuso” e “la smania del tutto aperto”, tra “un’ansia di ordine” e “il muoversi anarcoide” (P.G. Battista), riusciamo – ancora una volta – a mediare la sofferenza sperimentata e la felicità attesa nella gioia vissuta? L’angoscia di una ‘nuova ondata’ e il desiderio di libertà nella perfezione a cui tendere? Riusciamo, come il presidente Mattarella nel saluto portato ai morti di Codogno, ad incoraggiare gli altri e a lavorare per primi alla coesione morale e alla pace civile?».

 

VANGELO – In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio» (Gv 3,16-18).

SERGIO: « Quale miglior esempio di un cristianesimo che vuole salvare e non condannare di quello della 79enne Suor Martha Pelloni: «suora femminista» che dal 1990 difende le ‘chicas’ argentine (dalla vicenda di María Soledad alle ragazze abusate per dare in adozioni i neonati) e ha fondato la Rete ‘Infancia Robada’? O quello di don Gino Rigoldi, cappellano del carcere minorile “Cesare Beccaria”, quando denuncia il fatto che nelle carceri dove non ci sono un direttore, un numero adeguato di educatori e mediatori con le istituzioni, un comandante degli agenti di Polizia penitenziaria, un rapporto con il territorio, la recidiva dei detenuti arriva anche al all’80% (mentre cala al 20% quando tutte queste figure sono presenti)?».

 

Una replica a “Le domande di chi cerca la salvezza”

  1. Francesca Vittoria Vicentini ha detto:

    E’ scritto che se noi crediamo in Gesù Cristo, Risuscitato dai morti saremo salvi, si tratta allora di credere o non credere. Chi crede in Lui non è condannato perche sapendo chi È Gesù Cristo e quale il suo Vangelo certamente nel cuore conserva il suo bene e credendo spera nel suo amore.Diversamente anche appellandosi al Suo Nome, definendosi cristiano ma operando diversamente dai suoi insegnamenti, chiaro che si contraddice, e come accreditare fiducia alle promesse di un politico se non ha dimostrato coerenza con quanto afferma? Anche da non cristiano vale il ragionamento. Credo che siamo interpellati da problemi che si elevano come iceberg il corvid come l’ambiente malato,la fame che si profila in certe parti del pianeta,come distoglierci dal non sentirci coinvolti a fare per ……Lui presente dove si soffre?

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