Le domande su chi detiene il Potere

Mario Draghi e Aleksej Navalny, la comunità di Bose, il 'caso' di Rimini e di Cassino, la morte di Armido Rizzi e le morti per disperazione negli U.S.A.: questi i fatti di cronaca riletti alla luce delle Scritture, a loro volta illuminate da essi.
23 Agosto 2020

In un tempo di crisi e frammentazione, difficile da analizzare e per ora impossibile da sintetizzare, la lectio personale delle scritture domenicali, alla luce della cronaca quotidiana, fa risuonare in noi più domande che risposte. Pensiamo perciò sia utile proporvi, con le parole del poeta Rilke, di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto: «vorrei pregarla di avere pazienza verso tutto ciò che è irrisolto nel suo cuore, e di sforzarsi di provare amore per le domande in sé, come se fossero delle stanze chiuse a chiave, o dei libri scritti in una lingua straniera. Non si affanni, dunque, per ottenere risposte che ancora non possono esserle date, perché non sarebbe in grado di viverle. Ciò che conta è vivere ogni cosa. Viva le Sue domande, adesso. Forse così, un giorno lontano – a poco a poco, senza accorgersene – vivrà già dentro la risposta» (Lettera a un giovane poeta, IV).

 

1^ LETTURA – Così dice il Signore a Sebna, maggiordomo del palazzo: «Ti toglierò la carica, ti rovescerò dal tuo posto. In quel giorno avverrà che io chiamerò il mio servo Eliakìm, figlio di Chelkìa; lo rivestirò con la tua tunica, lo cingerò della tua cintura e metterò il tuo potere delle sue mani. Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme e per il casato di Giuda. Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide: se egli apre, nessuno chiuderà; se egli chiude, nessuno potrà aprire. Lo conficcherò come un piolo in luogo solido e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre» (Is 22,19-23).

GILBERTO: «La vicenda del malore di Aleksej Navalny riaccende memorie truci: gli uomini che detengono il potere possono arrivare ad usare qualsiasi mezzo pur di “mandare” la storia dove loro vogliono. E se una persona è scomoda a Dio? Anche lui può arrivare ad usare qualsiasi mezzo? Ha bisogno di “passar sopra agli uomini” per fare la sua volontà?».

SERGIO: «Dopo la cooptazione nell’Accademia pontificia delle scienze sociali e il discorso al meeting di Rimini (dove ha parlato di ‘debito buono’ se finalizzato alla formazione dei giovani), Mario Draghi può essere rassomigliato al servo Eliakìm: buon padre della famiglia Italia e destinato a sostituire lo sfiduciato (da Dio…) uomo di palazzo? Oppure è proprio lui l’uomo di palazzo che sembra dimenticare come i tagli italiani all’istruzione e alla ricerca siano stati effettuati nell’ultimo decennio proprio in nome delle politiche economiche auspicate dagli organismi europei, compreso quello guidato per anni dallo stesso Mario Draghi?».

 

SALMO – Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore: / hai ascoltato le parole della mia bocca. / Non agli dèi, ma a te voglio cantare, / mi prostro verso il tuo tempio santo. / Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà: / hai reso la tua promessa più grande del tuo nome. / Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto, / hai accresciuto in me la forza. / Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile; / il superbo invece lo riconosce da lontano. / Signore, il tuo amore è per sempre: / non abbandonare l’opera delle tue mani (137).

SERGIO: «Il filosofo e teologo laico Armido Rizzi è morto il 17 agosto all’età di 87 anni. Leggendo e ascoltando quanto hanno ricordato i suoi amici e allievi, il salmo odierno sembra calzare a pennello sulle sue labbra, a partire da chi è l’umile di cui parla: “mia moglie Alberta (più giovane di me di sedici anni) ha da otto mesi un enfisema polmonare, per cui deve restare attaccata giorno e notte a una bombola di ossigeno; inoltre, da due mesi ha una spalla rotta, che non le permette di usare il braccio destro. Il passaggio da Fiesole (dove abbiamo trascorso 29 anni, organizzando seminari e ospitando bisognosi) a Mantova (città natale di mia moglie) ci ha portato a una situazione precaria dal punto di vista economico; e se riusciamo ad andare avanti è perché un gruppo di amici ci invia ogni mese una certa somma di denaro. Altri amici l’accompagnano quando deve uscire… Così stiamo sperimentando che cosa significa essere “poveri”, bisognosi dell’aiuto altrui” (Pretioperai n. 109-110 del dicembre 2015)».

GILBERTO: «In questi giorni si è riaperta la ferita all’interno della comunità di Bose. A tre mesi di distanza dall’ordine ricevuto, Enzo Bianchi sembra (le fonti non sono certe) non essersi allontanato dalla comunità, come richiesto dal Vaticano. Il Signore guarda l’umile e riconosce il superbo da lontano. Chi è l’umile e chi il superbo? Si può tagliare bene e male in maniera netta?».

 

2^ LETTURA – O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio! Quanto insondabili sono i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie! Infatti, chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere? O chi gli ha dato qualcosa per primo tanto da riceverne il contraccambio? Poiché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui la gloria nei secoli. Amen (Rm 11,33-36).

GILBERTO: «L’impennata per morti da disperazione, registrata negli USA anche a causa del perdurare della crisi dovuta al Covid 19, ci dice la difficoltà umana di vivere senza senso. Ma si può vivere riconoscendo di non essere in grado di cogliere il senso di ciò che accade? Possiamo davvero affidarci così tanto alla sapienza di Dio?».

SERGIO: «Se il Dio della misericordia (vissuta e non solo predicata…) è il primo e ultimo autore dell’opera del fondatore di una comunità religiosa, ma è anche colui che deve essere ascoltato più di ogni altro uomo, compreso un Suo rappresentante, cosa vuole veramente questo Dio dall’opera ‘comunità di Bose’? Che venga riformata anche contro i suoi primi cinquant’anni di storia – audaci e creativi (con le parole di Francesco) sotto molto punti di vista? Oppure che si resista a questa riforma verso cui sarebbe indirizzata la comunità di Bose – perché vera e propria normalizzazione di quell’audacia e creatività? Veramente il pensiero, i giudizi e le vie di Dio sono insondabili nella loro profondità…».

 

VANGELO – In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo (Mt 16,13-20).

SERGIO: «Un tempo, agli inizi del cristianesimo, si discuteva su chi fosse Gesù – ed in gioco c’era chi e come avrebbe esercitato il potere nella chiesa. Oggi – che questo potere (anche economico) è ben definito e suddiviso – si discute se una città, Cassino, debba essere ‘protetta’ dalla Madonna (a cui era stata affidata da alcuni fedeli e parroci durante la pandemia) o a san Benedetto (come da tradizione difesa dai monaci benedettini). E Gesù Cristo, Figlio dell’uomo e del Dio vivente, dove è finito?».

GILBERTO: «Scusa Benito. Con queste parole il cameriere di una pizzeria di Rimini si è rivolto, facendo il saluto romano, all’immagine di Mussolini appesa al muro, dopo aver preso l’ordinazione a una famiglia di persone di colore, che lo ha denunciato. Cosa significa riconoscere Gesù Cristo? Quanto conta il modo con cui lo riconosciamo? E in chi lo riconosciamo?».

2 risposte a “Le domande su chi detiene il Potere”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    L’agire dell’uomo e l’agire di Dio a confronto.il primo si dichiara uomo-dio,si fa un diritto al di sopra di ogni altro parere,si crede padre di un popolo ma non è per l’amore paterno che pretende l’inamobilita. Dio e giustizia, per cui se ritiene per amore di padre di deporre uno per far posto a un altro, ha il potere di farlo per giustizia. L’uomo ha poteri limitati, infatti può ricorrere a armi per eliminare la vita del contendente,lo pone in sit.di ostaggio. La Giustizia di Dio si fa presente per spirito d’amore, quello paterno verso tutti, mentre l’uomo ,Cesare,agisce per amore verso se stesso? Esempio, Papà Ratzinger ha ceduto lo”scettro”, per amore della Chiesa,ispirato da Giustizia divina?a modesto parere forse, in pienezza di saggezza e forza di volontà, ha rinunciato a se stesso.Un uomo,un politico non sa concepire se non una ottusa perseveranza in ciò che crede di se stesso, cieco non vede la sua ingiustizia verso gli altri.

  2. BUTTIGLIONE PIETRO ha detto:

    Non sapevo dei “morti x disperazione” che leggo.. x mancanza di speranza…
    Sapevo dei carcerati.. dei loro tanti suicidi..
    Ma si può diventare così da “liberi”…
    Succede.
    Quando intorno a noi ..
    tante cose SENZA SENSO.
    miserere
    ..

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