La domanda di una verità compassionevole

Le storie di Silvia Romano, Annalena Tonelli e Gabriele Marasca, le riflessioni di Galimberti, Veronesi , De Monticelli e Bartolomeo I, le scuse di Socci: questi e altri fatti di cronaca riletti alla luce delle Scritture, a loro volta illuminate da essi.
16 Maggio 2020

In un tempo di crisi e frammentazione, difficile da analizzare e per ora impossibile da sintetizzare, la lectio personale delle scritture domenicali, alla luce della cronaca quotidiana, fa risuonare in noi più domande che risposte. Pensiamo perciò sia utile proporvi, con le parole del poeta Rilke, di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto: «vorrei pregarla di avere pazienza verso tutto ciò che è irrisolto nel suo cuore, e di sforzarsi di provare amore per le domande in sé, come se fossero delle stanze chiuse a chiave, o dei libri scritti in una lingua straniera. Non si affanni, dunque, per ottenere risposte che ancora non possono esserle date, perché non sarebbe in grado di viverle. Ciò che conta è vivere ogni cosa. Viva le Sue domande, adesso. Forse così, un giorno lontano – a poco a poco, senza accorgersene – vivrà già dentro la risposta» (Lettera a un giovane poeta, IV).

 

1^ LETTURA – In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città. Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo (At 8,5-8.14-17).

GILBERTO: «Il 18 maggio sarà l’ultima messa in streaming di papa Francesco da Santa Marta alle 7 di mattina. Mediamente quasi 2 milioni di persone lo hanno seguito ogni giorno. “Unanimi, prestavano attenzione” perché le sue parole andavano d’accordo con “i segni che egli compiva”?».

SERGIO: «Quando sul Manifesto una filosofa come Roberta De Monticelli si chiede perché “non c’è una medicina per la vita ‘dello spirito’? Cos’è la vita dello spirito per la quale manca la medicina? E perché manca?”, rispondendo che “manca la conoscenza di base”; quando a tal proposito uno scrittore come Sandro Veronesi scrive sul Corriere della Sera che “speranza, dialogo e condivisione si trovano nei dintorni del mondo cattolico, mentre l’ottusità e la pochezza di vedute, il conservatorismo autoassolutorio e il burocratismo ipocrita e bigotto infettano la nostra nobile tradizione laica”; quando al contempo il filosofo Galimberti rilegge l’asserita conversione di Silvia Romano come un “insegnamento” per ricordare che è vero anche che “la religiosità, come è vissuta in Occidente, ha perso per molti ogni contatto con il mondo della trascendenza, con quell’ulteriorità di senso che caratterizza ogni vera dimensione religiosa”; allora capiamo meglio in che senso e perché il pensiero ‘eretico’  dei nostri tempi può prestare attenzione a parole e a segni autenticamente ‘messianici’…».

 

SALMO – Acclamate Dio, voi tutti della terra, / cantate la gloria del suo nome, / dategli gloria con la lode. / Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere! / A te si prostri tutta la terra, / a te canti inni, canti al tuo nome». / Venite e vedete le opere di Dio, / terribile nel suo agire sugli uomini. / Egli cambiò il mare in terraferma; / passarono a piedi il fiume: / per questo in lui esultiamo di gioia. / Con la sua forza domina in eterno. / Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio, / e narrerò quanto per me ha fatto. / Sia benedetto Dio, / che non ha respinto la mia preghiera, / non mi ha negato la sua misericordia (65).

SERGIO: «In occasione della giornata di preghiera, digiuno e carità proposta dall’Alto Comitato per la fratellanza umana, il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I ha giustamente detto: «ribadiamo di vivere questo periodo come un cammino del deserto per giungere in sicurezza alla Terra Promessa, quando la scienza, per grazia di Dio, vincerà la battaglia col virus». Ma allora, quando ciò avverrà, come acclamare e glorificare (con lodi e canti) Dio, come narrarne le gloriose opere, se esse saranno state misericordiose per alcuni e terribili per altri?».

GILBERTO: «“Egli cambiò il mare in terraferma; / passarono a piedi il fiume: / per questo in lui esultiamo di gioia”. Sergio Zanotti, Alessandro Sandrini, Luca Tacchetto, Silvia Romano: tutti liberati nel 2020. Ogni liberazione che ridia la libertà alla persona di scegliere e rispondere alla propria coscienza è occasione di lode a Dio?».

 

2^ LETTURA – Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché, nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo. Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo il male, perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito (1Pt 3,15-18).

GILBERTO: «Antonio Socci chiede scusa a Francesco per avergli detto: “Traditore asservito al potere” e poi si dimette da direttore della scuola Rai di giornalismo di Perugia. Possiamo riconoscere nella dolcezza e nel rispetto la “buona condotta in Cristo”?».

SERGIO: «A proposito di rendere ragione della speranza cristiana con dolcezza e rispetto a costo di soffrirne, la questione cruciale è ricordare – come fa il cardinale Fisichella – che «pretendere che la Chiesa sia afona (…) equivale a non aver compreso la sua natura né la sua missione»? Oppure che in questo suo parlare la Chiesa eserciti veramente la misericordia? È sufficiente a tal proposito pensare il ‘dire la verità’ come forma di carità? Oppure – tenendo conto «l’emarginazione a cui era stata relegata» (Fisichella) la misericordia – è ancora necessario pensare a fondo il corretto rapporto tra verità e amore? Tale necessità non diventa evidente quando si legge Camillo Langone sostenere che don Enrico Parazzoli avrebbe “dato le sue dimissioni da prete” – e perciò dovrebbe “cambiare mestiere”, in quanto ‘colpevole’ di una evangelizzazione “relativista” nel momento in cui afferma che Silvia “merita grande rispetto” e che “dovrà dire lei se l’islam è la risposta corretta per la sua esistenza”?».

 

VANGELO – In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui» (Gv 14,15-21).

SERGIO: «Leggendo il ricordo di Domenico Quirico sulla vicenda di Annalena Tonelli, non diventano evidenti gli aspetti da tragedia greca della regolamentazione del volontariato in Africa su cui si sta riflettendo dopo la vicenda di Silvia Romano? Lo spirito di verità evangelico risiede in questo “soprassalto burocratico” che “pensa al protocollo, al capitolato, al decalogo per i cooperanti” – e che il mondo del volontariato non può o non vuole ricevere? Oppure lo spirito di verità risiede in chi ama, in “coloro che scelgono la più dura delle milizie fraterne: i poveri assoluti, i lebbrosi delle dittature, i naufraghi dei fanatismi, l’immondizia dei governi” – perché è impossibile “prescrivere un codice a chi non fa un passo indietro anche davanti ai poveri più disperanti, entra nei loro tuguri, tocca le piaghe, rifiuta di ripetere come scusa che così va il mondo, sei impotente, non puoi far nulla”?».

GILBERTO: «“Voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete”. Gabriele Marasca, dopo giorni di coma per il Covid 19 si risveglia: “Ho chiamato un’infermiera, ero allo stremo delle forze. Le ho detto: – Io stanotte muoio -. Lei mi si è seduta accanto e, accarezzandomi la mano, è rimasta con me. Mi ripeteva: – Non andartene -. Non so come, ma dopo quel giorno i miei parametri sono migliorati e ora sono guarito”. In ogni presenza amorevole si rende visibile l’Amore di Cristo?».

Una replica a “La domanda di una verità compassionevole”

  1. Francesca Vittoria Vicentini ha detto:

    Quale spirito abbia spinto Silvia Romano verso l’Africa non si sa, se come volontaria a dare il proprio aiuto è quello che si pensa.È uno scopo non raggiunto ,a sua volta diventata impotente ostaggio da salvare. Perché burocrazia? Gesù Cristo è sceso in terra in dignitosa poverta, istruito, credente ,diventato adulto ha insegnato, ha subito un calvario di sofferenza a dare conferma al fine per il quale ha dato la vita ha assicurato la vita eterna atutti quelli che inLui confidano. Gli Apostoli del Vangelo Li ha mandati a due a due ,a sostenersi, ad avere una bisaccia ,due tuniche, e la Parola che salva, fatto per amore verso ogni uomo. Così hanno dato seguito altri come Madre Teresa, solo a citare uno.Quanto a bisogni non mancano anche nelle nostre città bambini cui dare gratuito sostegno scolastico ,o negli ospedali a dare un sorriso, o il sollievo a un genitore in stato di bisogno. La Carità non ha confini, Dio si fa accanto a chi ce l’ha in cuore è opera insieme a Lui

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