Il seme mistico di Ennio

«Nella mia poetica ho sempre riscontrato qualcosa di sacrale e di mistico, anche nelle colonne sonore scritte per i film western di Sergio Leone»
12 Luglio 2020

«Io credo che la musica sia già tutta scritta, quella eseguita e quella ancora da eseguire. Si tratta solo di comporre e ricomporre: ma la musica è già tutta lì … È la Musica che sceglie le sue creature, i suoi compositori … Ho avuto la grazia del dono del talento musicale e la possibilità di poter studiare musica per coltivarlo … Certo, ho avuto anche momenti di crisi, superati, però, grazie alla fiducia nei miei mezzi… Ho scritto per tutte le espressioni di musica contemporanea: commerciale, sinfonica, da camera, colonne sonore, arrangiamenti e canzoni. E pensando alle mie partiture mi accorgo di essere affezionato a tutte perché tutte mi hanno fatto soffrire, come capita con i figli, ma mi hanno dato anche tante soddisfazioni».

In questi aforismi di Morricone non è forse testimoniato, alla luce del vangelo (Mt 13,1-23), quanto egli abbia cercato di vivere di fronte al Dio delle ‘armonie dissonanti’ per essere – nonostante i momenti ‘spinosi’, ‘pietrificati’, ‘superficiali’ – un terreno capace di produrre buoni frutti in ogni genere musicale? Crediamo veramente che anche in noi e negli altri sia stato deposto, con le parole di Ignazio Silone, “un seme sotto la neve” da coltivare e far fiorire?

«Nella mia poetica ho sempre riscontrato qualcosa di sacrale e di mistico, anche nelle colonne sonore che ho scritto per i film western di Sergio Leone … La necessità di dire, in musica, il sacro affonda le radici lontano nella mia storia. Sono profondamente credente, cresciuto in una famiglia cattolica che mi ha trasmesso questa impronta. In casa mia si pregava molto – ogni sera – e i valori della vita, quelli del rispetto degli altri, del fare del bene, della generosità e del sacrificio, valori insiti nel messaggio cristiano, li ho appresi in famiglia e ho cercato di trasmetterli ai miei figli. E quando scrivo musica tutto questo entra in modo molto naturale nel lavoro … Mi devo mettere in ascolto dell’ispirazione e assecondarla perché la musica arriva sempre da un altrove misterioso … Quando si scrive si compie un atto creativo potentissimo, si trae qualcosa dal nulla, si dà forma a suoni che poi arriveranno al cuore delle persone … È rimasta dentro di me l’idea di rendere la vita più bella, e, forse, di decifrarne il mistero … Non dobbiamo mai dimenticarci di nutrire l’anima di bellezza, specie quella che offre la musica, l’espressione artistica che più aiuta l’uomo ad avvicinarsi a Dio».

In questi altri aforismi di Morricone non è forse testimoniato, come dice la prima lettura (Isaia 55,10-11), quale fosse il desiderio di Dio, il compito assegnato al Sua parola, quando essa cominciò a irrigare, fecondare e far germogliare il piccolo Ennio? Affinché un giorno egli nutrisse di ‘armonie dissonanti’ il cuore di milioni di persone? E quest’ultime potessero essere aiutate a ‘suonare’ e a ‘far risuonare’ la loro vita in modo divino? Crediamo veramente che ciò che Dio desidera, vuole da noi è che lo stupiamo allo stesso modo: anche con creazioni più piccole e semplici, ma capaci di toccare il cuore delle persone e di rendere la loro vita più bella?

Sì, grazie per tutto Ennio! Nella speranza che in quel giorno si realizzi anche per noi il tuo ultimo auspicio: «Mi piace l’idea che un giorno saremo musica. Mi piacerebbe che ci trasformassimo tutti in dei suoni».

Una replica a “Il seme mistico di Ennio”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    E’ una musica che si distingue da quella gridata, rompitimpani, dilagante e coinvolgente piazze stracolme di effervescente pubblico. La musica di Ennio Moricone suggerisce la similitudine con quella pagina biblica dov’è si descrive l’incontro di Elia sull’Oreb, “ed ecco il Signore passo.ci fu un vento impetuoso,ma Dio non era nel vento, non nel terremoto, non nel fuoco, ma nel sussurro di una brezza leggera.Come l’udì, Elia si coprì il volto……Ecco la musica di questo musicista si eleva sopra ogni altra come quella brezza, una musica veramente da ispirazione come l’autore stesso dice :”mi devo mettere in ascolto del l’ispirazione è assecondarla perché la musica arriva sempre da un altrove misterioso. Così si può dire di arte pittorica ispirata quando si entra nella cappella distinta,il sacro sembra essersi fatto presente, percepito anche dall’uomo di oggi Merita fare da sfondo a religioso silenzio.

Rispondi a Francesca Vittoria vicentini Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

I commenti devono essere compresi tra i 60 e i 1000 caratteri. I commenti sono sottoposti a moderazione da parte della redazione che si riserva la facoltà di non pubblicare o rimuovere commenti che utilizzano un linguaggio offensivo, denigratorio o che sono assimilabili a SPAM.

Ho letto la privacy policy e accetto il trattamento dei miei dati personali (GDPR n. 679/2016)