I cattivi

Certe cose vere possono essere dette solo tra veri amici, quando il legame è così forte che neanche i difetti, pur veri, lo scalfiscono (e lui amici ci ha chiamati)
27 Luglio 2025

ANNO C – XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Insegnaci a pregare

Probabilmente i discepoli chiedevano che il Signore indicasse loro parole e modi della preghiera. Può essere che parole e modi abbiano un effetto performativo sulla persona, ma può essere che parole e modi rimangano guscio vuoto.

Possiamo avere dimestichezza più o meno grande con la Parola e le parole delle fede. Abbiamo tante immagini di Dio, del Regno, possiamo fare la nostra parte per andare nella direzione del Regno. Ma alla fine, oltre la trama dei piccoli segni che possiamo vedere e compiere, colui che tesse rimane invisibile. Ci rivolgiamo a Lui, utilizzando le sue stesse parole, oppure solo gemiti, ma non lo vediamo.

In taluni momenti non solo non vediamo il tessitore, ma anche la trama si fa difficile da interpretare. E, indipendentemente dalle opere, laiche o cristiane, la fede può vacillare.

Cosa vuol dire “insegnaci a pregare”, se non è più scontato il presupposto della preghiera, la fede?

Se voi dunque, che siete cattivi…

Forse dipende dalla mia ignoranza, ma oserei dire che giudizi così severi, rivolti alla cerchia dei discepoli non sono molto frequenti.

E come giudizio è vero, solo uno stolto penserebbe il contrario: facciamo parte di “un arcobaleno di cattiveria, di diversa intensità e manifestazione, in tempi e modi tra i più disparati” (come scrive don Rocco d’Ambrosio).

Ci saranno rimasti male i discepoli? I lettori mi perdoneranno se, cercando di rispondere, riferisco un piccolo episodio di tono decisamente più basso rispetto alla pagina evangelica.

“Le vostre mogli meritano una statua d’oro, per il solo fatto che vi sopportano, perché siete pesanti, davvero pesanti”. Eravamo tra colleghi, davanti ad un caffè, e fu uno di noi a pronunciare quella frase. Alludeva alla proverbiale pedanteria dei prof di matematica, all’ossessione per la precisione, all’irresistibile tentazione di spingere al limite logico tutte le situazioni (limite ben lontano dalle situazioni della vita reale). Lo diceva di noi, suoi amici fraterni, perché sapeva che era vero, per noi così come per lui. Era un momento di verità.

Ovviamente è vero per tutti, non solo per i prof di matematica: ogni condizione di vita degenera in deformazioni “professionali”, più o meno sopportabili; per cui i partner, per definizione, meritano una statua d’oro.

Scherzi a parte, quel momento di verità nel brano evangelico non è detto che debba essere inteso come uno stigma, che deprime le potenzialità di bene. Può essere inteso come espressione di familiarità amicale. Certe cose vere possono essere dette solo tra veri amici, quando il legame è così forte che neanche i difetti, pur veri, lo scalfiscono (e lui amici ci ha chiamati). Lui, il Signore, ci scruta e ci conosce, ci conosce da quando prendevamo la forma umana nel grembo materno. Ma qui parla l’amico. Ci dice la verità, senza mezzi termini: che siamo figli di Adamo, fratelli di Caino. Proprio perché siamo tra amici, quella verità non ci ferisce, ma ci fa crescere, ci induce ad uno sforzo di diventare migliori. Perché siamo capaci di fare il bene e sta a noi cercare di estendere la capacità di fare il bene.

E se noi, i figli di Adamo, i fratelli di Caino, possiamo fare del bene, forse possiamo intuire qualcosa del Bene sommo, quello che si manifesterà pienamente stendendo le braccia sulla croce.

Annotazione marginale: a parti invertite, nella prima lettura, è Abramo, cenere e polvere, a parlare, rivolgendosi all’Onnipotente con familiarità, come se stesse trattando con un suo pari.

Una risposta a “I cattivi”

  1. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Ma la venuta di Cristo è stata un dono per l’uomo di qualsiasi tempo, Dio fatto Persona con il Suo Vangelo, Parola del Padre, che con lo spezzare il Pane si è fatto nutrimento di vita. Ci accoglie da amici ogni qualvolta ci accostiamo a riceverlo in quella stessa specie. E’ da questo rapporto di fiducia in Lui che possiamo aspirare a quella stessa vita futura. Anche oggi molta umanità si rivolge ad altri dei, quelli che esistono nella stessa società di oggi, tutti costruiti dall’uomo stesso idolatrando quanto egli stesso costruisce a sua immagine, seguendo uun proprio volere che non è più quello indicato da Dio essere suo bene. Ma anche godiamo per questo di Misericordia , grande cos contare sul suo perdono. Per questo siamo grati e a invocare il suo aiuto allo Spirito Paraclito

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