Abbandonare la via vecchia per la nuova…

Il Trattato per il disarmo nucleare, la settimana dell'ecumenismo, lo stress da pandemia e le istituzioni, la Calabria e la ‘ndrangheta: questi i fatti di cronaca che, riletti alla luce delle Scritture, ci interrogano sul tipo di 'Regno' che vorremmo.
24 Gennaio 2021

In un tempo di crisi e frammentazione, difficile da analizzare e per ora impossibile da sintetizzare, la lectio personale delle scritture domenicali, alla luce della cronaca quotidiana, fa risuonare in noi più domande che risposte. Pensiamo perciò sia utile proporvi, con le parole del poeta Rilke, di sostare un attimo in compagnia di queste domande soltanto: «vorrei pregarla di avere pazienza verso tutto ciò che è irrisolto nel suo cuore, e di sforzarsi di provare amore per le domande in sé, come se fossero delle stanze chiuse a chiave, o dei libri scritti in una lingua straniera. Non si affanni, dunque, per ottenere risposte che ancora non possono esserle date, perché non sarebbe in grado di viverle. Ciò che conta è vivere ogni cosa. Viva le Sue domande, adesso. Forse così, un giorno lontano – a poco a poco, senza accorgersene – vivrà già dentro la risposta» (Lettera a un giovane poeta, IV).

 

– Dopo le vigenti convenzioni sulla proibizione delle armi batteriologiche (1975) e chimiche (1993), dal 22 gennaio 2021 è in vigore il Trattato Onu che obbliga (chi lo ha ratifica) al disarmo nucleare, superando la politica della deterrenza e il suo “falso senso di sicurezza e di stabilità” (P.R.Gallagher). La Chiesa cattolica – con Papa Francesco in testa – ha subito aderito a questo trattato, impegnandosi affinché tutte le nazioni lo ratifichino. Ad oggi, però, mancano le firme di Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna, Pakistan, India, Israele, Corea del Nord e dei paesi alleati (compresa l’Italia) che ne ospitano le armi. Quanto, allora, sono ancora necessarie figure (o associazioni) profetiche, capaci di ricordare a questi paesi – come Giona a Ninive – il rischio di annientamento totale e di catastrofe distruttiva che si continua a correre (Giona 3,3-4) se non si attuerà con maggiore “umiltà” questo “digiuno” atomico (Giona 3,5)? E se non saranno quelle di Dio, basteranno le eventuali “minacce” dell’opinione pubblica e – come qualcuno ha suggerito – degli investimenti finanziari a spingere le nazioni reticenti verso la ratifica del trattato (Giona 3,10)?

 

– Nella tradizionale Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, l’invito che proviene dalla Comunità di suore riformate di Grandchamp, sulla scia di Taizé, è rivolto a «far silenzio per ascoltare Cristo, (…) ascoltando tutti la stessa Parola [per] lasciarsi trasformare». D’altronde, praticare l’ecumenismo in tutte le sue forme non consiste, quando preghiamo, nel domandare al Signore di farci conoscere le Sue vie, di insegnarci i Suoi sentieri verso l’unità (Salmo 24,4)? Non consiste, quando dialoghiamo, nell’essere guidati e istruiti da Lui nella Sua verità (Sal 24,5)? Non consiste, quando ci incontriamo, nel ricordare con misericordia i nostri fratelli – ‘separati’ a causa di peccati ‘giovanili’ – così come Lui fa con noi (Salmo 24,6-7)? Non consiste, come ricordava san Giovanni Paolo II nella Ut unum sint (§ 11;14;57), nel riconoscerci umilmente “opachi” – ossia peccatori, poveri (Salmo 24,8-9) – rispetto alla capacità di far risplendere nella Chiesa la Luce di Cristo? E quindi, disponibili a “imparare da entrambe le parti” (K.Koch), mendicanti gli uni i doni degli altri – siano essi il primato, la sinodalità, la scrittura, la sacramentalità o la missionarietà della Chiesa?

 

– A quasi un anno dall’inizio della pandemia Enzo Bianchi scrive: «la gente ha paura ed è disorientata. Ha paura per il contagio, diffida dell’incontro e del contatto con gli altri. Ha paura per la situazione di povertà in cui è venuta a trovarsi. Ha paura che non sia più possibile tornare a vivere liberi da questo incubo. Il tempo presente, segnato a intervalli dalla clausura e dalle altre misure per il contenimento del contagio, segnato dall’impossibilità di incontri, viaggi e relazioni, è sentito come un tempo non abitabile, morto, collocato tra un prima in cui c’era vita e un domani in cui forse tornerà a esserci. Ma nell’oggi questi mesi sono come tolti alla vita, soprattutto a chi è anziano e sente preziosi i suoi ultimi anni. E così il sentimento che più traspare è quello del disorientamento: sì, mancanza di un oriente, di un orizzonte. Non si riesce a capire, e ciò aumenta la paura, il senso di impotenza e anche di rabbia…Quanti uomini e donne dicono, in forme più o meno esplicite: – Non ne possiamo più! -. Possibile che non si ascolti questo grido?». In questo senso, come segnalato anche da Carlo Verdelli che parla di “sfiducia verso chi dovrebbe guidarci”, le istituzioni italiane non si rendono conto che “il tempo ormai si è fatto breve” (1 Cor 7,29) e che “passa la scena di questo mondo” (1Cor 7,31)?

 

– In Calabria risiede ed opera il magistrato attualmente più noto – Nicola Gratteri; nella stessa regione, dopo la prematura scomparsa della governatrice Iole Santelli, si candiderà l’ex magistrato (e sindaco di Napoli in scadenza di mandato) Luigi De Magistris. D’altronde, la ‘ndrangheta è considerata attualmente la prima associazione mafiosa di Italia. Ma la Calabria è anche il progetto “Liberi di scegliere”, ideato e curato da Roberto Di Bella – già presidente del Tribunale dei minori di Reggio Calabria (e ora di quello catanese) – e divenuto dal 2018 un protocollo nazionale. Grazie ad esso, negli ultimi dieci anni, sono stati ‘strappati’ alla ‘ndrangheta circa 70 minori: grazie a madri che hanno detto “no!” all’indottrinamento proveniente dalla famiglia d’origine, spesso durante la prigionia dei padri, e grazie a disposizioni di allontanamento (non sempre ben comprese all’inizio) volte a garantire un’alternativa di vita ai minori attraverso una rete di protezione e di sostegno. Dopo duemila anni, quindi, è ancora attuale nei contesti violenti la chiamata a lasciare la propria famiglia, per affidarsi alla buona notizia dell’esistenza di una via di conversione a nuova vita (Mc 1,14-20)?

4 risposte a “Abbandonare la via vecchia per la nuova…”

  1. Paola Buscicchio ha detto:

    Ripartire dalla preghiera per entrare nella luce di un un nuovo modo di vedere privo di tensioni interiori perchè la nostra strada sia una strada di pace.
    Gli operatori di pace disarmano i violenti perchè pongono a misura della pace il Cristo che è morto per noi.
    Salendo sulla croce ha annullato tutte le colpe antiche e ha fatto del suo grido il grido unico di un’umanitá divisa.
    Possiamo allora far cadere tutte le nostre parole all’unica che dall’alto della sua sofferenza perdonava tutti.
    Io prego quell’unico giusto di farci comprendere quanto siamo sbagliati e quanto abbiamo bisogno di ravvederci.
    In questo sta la pace dei cuori nell’ammetterci tutti poveri davanti a Dio.

  2. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Scorrendo le pagine del quotidiano molti articoli primi riguardano rilevanti dimenticanze e errori di trascrizione di cifre circa le spese per piani riguardanti il Recovery plan. Questi rilievi inducono a considerazioni da parte del semplice cittadino, che si domanda come si possa chiamare nuova governance se ci si avvale delle stesse persone precedenti, anche se con scelte allargate. Se già esistono risultati mancanti come pretendere di meglio senza cambiamenti radicali? Partiti senza più anima, indistinguibili gli uni dagli altri perché non cambia il rosario di intenti che le piazze odono, c’e richiesta oggi di un forte senso di responsabilità e doti tali da essere in grado di ispirare fiducia !Mi sembra che per il momento la politica non abbia Risposte al livello richiesto e che avvocare al Presidente della Repubblica quella Sua iniziale proposta per il momento sembrerebbe tornare sarebbe l’unica soluzione è rimedio..

  3. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Andrei Sacharov,progettista della bomba a idrogeno, grande fisico nucleare, ricordato come difensore dei diritti umani,premio Nobel per la Pace 1975: “credo che un che un qualche significato più alto, nell’Universo e nella vita umana, esista davvero. Mi sembra che gli scienziati dovrebbero essere in grado di leggere le cose da una posizione universale, globale, più alta dell’interesseegoista del “loro” Paese e delle loro popolazioni, più alta dei pregiudizi dei “loro”sistemi sociali, compresa l’ideologia. Sono sicuro che la protezione dei diritti umani e l’unica base su cui possano marciare unite le persone, senza curarsi della propria nazionalità delle convinzioni politiche, della religione e dello status sociale. “”. Una Greta Thumberg è sorta dal nulla, una studentessa, che sola e con un cartello richiama agli stessi valori, la vita umana, i diritti umani tanto proclamati ma anche inascoltati. Oggi Tutti i cittadini dovrebbero prendere la parola, dire No a conflitti e guerre, a pretendere di vivere in pace, solidali gli uni con gli altri quando è un Benecomune da far salvo .

  4. Francesca Vittoria vicentini ha detto:

    Il Trattato ONU sul disarmo nucleare, nel 1963 venne firmato il PTBT, no test nucleari nell’atmosfera; 1968 non prolif.nucleare;1972 anti missili balistici fino a accordi START limit.arsenali armi distruz.di massa, bilaterale Stati Uniti e Russia firmati a Praga 2010 ultimo da Barack Obama e Dmistrij Medvedev.La consapevolezza che con queste armi si decide la sorte non di un nemico ma ell’esistenza umana ci si domanda del perché gli Stati sono restii a dismettere questo spreco di finanze sulle armi, quando in ognuno di essi sono ancora esistenti sacche di povertà, anche malattie che questo uso di armi atomiche provocano sull’uomo sia da impianti che tenuti accesi creano un habitat insalubre (il caso cernobil).

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