Zelo in condotta

Nel giorno della celebrazione della conversione di San Paolo un webinar sulla valutazione scolastica diventa occasione per un ricordo particolare...
26 Gennaio 2021

Ieri pomeriggio ho seguito un webinar formativo sul nuovo sistema di valutazione della scuola primaria, in merito al passaggio dal sistema dei voti numerici a quello dei giudizi descrittivi. Mentre ascoltavo tutte le problematiche relative alla valutazione degli apprendimenti, il mio pensiero correva parallelo, ovviamente non facilitato dallo stare per ore davanti allo schermo del computer.

Scorrendo le slides, gli occhi si incrociavano e, ad un certo punto, a proposito di voti e pagelle, ecco che mi ritorna alla memoria una parola, un’antica parola che da bambina aveva provocato in me grande ansia.

Zelo

Effettivamente non è un termine in grande uso nel linguaggio quotidiano e ricordo di averla letta la prima volta su una mia scheda scolastica, non so di quale classe. Era un giudizio in cui l’insegnante scriveva che avevo lavorato “con zelo”.

Nella mia testa di bambina, nonostante i miei genitori cercassero di rassicurarmi, quella parolina suonava assolutamente negativa, brutta, riprovevole.

Zelo per me era uguale a Zero.

Non mi piaceva e basta.

Ricordo benissimo la delusione e persino le lacrime versate su quella pagella e, ovviamente, le prese in giro dei fratelli.

Zelo.

Negli anni poi, questa storia dello zelo fu un po’ rimossa, finchè un giorno non intervenne l’apostolo Paolo a rimettermela davanti. L’incubo riemerse evidentissimo. Quel santo, che a pelle non mi era mai risultato simpaticissimo, adesso mi veniva incontro con quella stessa caratteristica: lo zelo.

Qualità o Difetto? Vizio o virtù?

Saulo, l’uomo “pieno di zelo per Dio”, eccolo che così descriveva se stesso negli Atti degli Apostoli, nel racconto della sua conversione sulla via di Damasco.

Il webinar prosegue, si parla di criteri di equità e trasparenza, di processi formativi di sviluppo dell’identità personale, di autovalutazione, abilità e competenze, di comportamenti positivi, di responsabilità civili… ma la mia mente ormai sta vagando con Saulo ed il suo zelo.

Saulo, zelante uomo di Dio, ma zelante nel modo sbagliato.

Zelante della Legge, zelante di una falsa visione di Dio. Uomo compiaciuto di sé e zelante persecutore in difesa di un “suo” Dio.

Zelo in condotta, Saulo!

Non c’è cavallo sulla via di Damasco, non c’è disarcionamento grandioso, le Scritture non ne fanno cenno. C’è caduta. Abbassamento violento a terra. Ribaltamento nello zelo che arriva all’improvviso. L’iniziativa questa volta non è nelle sua mani, nella sua volontà, ma parte da Dio, gratuita.

Dio lo ribalta, Dio precede sempre ogni conversione. Il velo dagli occhi cade solo quando si accorge di essere amato. La violenza questa volta è nella luce che acceca, non è più nella forza di un uomo. Son tre giorni di buio. Saulo sperimenta la paura e la fragilità. Come il buio di Elia nella grotta sull’Oreb, anche lui “pieno di zelo solo per Dio” ma che ne sente la presenza non nel tuono, non nel vento impetuoso, non nel terremoto, non nel fuoco, ma nella brezza leggera.

Ecco l’inaudito di Dio, che sa sorprendere al di là di ogni progetto, desiderio o pensiero.

Dio che chiama per nome, ridà identità e conferma unicità.

Forse è proprio per questo “inaudito” che quella di San Paolo è l’unica conversione celebrata dalla Chiesa con solennità.

Saulo, convertito nel suo zelo.

Persecutore zelante e zelante apostolo delle genti.

Lo zelo ribaltato.

“Qui non zelat, non amat” – solo chi ama ha zelo forte e costante, scrisse molto più tardi Sant’Agostino, che di zelo, amore e conversione ne fu maestro.

Il webinar finisce, spengo il pc. Tutto sommato, quella parolina sulla mia pagella non era poi così male, in fondo oggi ha ancora tanto da dirmi ed interrogarmi.

Una replica a “Zelo in condotta”

  1. Paula Leon ha detto:

    Quante parole da ruminare e ascoltare quel nuovo che ci dicono. Grazie Lella!

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