Mamma al tempo del corona virus

Dobbiamo riscoprire il ruolo delle madri, dare spazio alle loro stanchezze, alle loro fragilità, tanto più in un tempo faticoso come quello che viviamo oggi.
11 Maggio 2020

Scrivo queste righe domenica 10 maggio, festa della mamma.

Cosa festeggio oggi? Da quando l’Italia si è fermata per il coronavirus, le mamme hanno ingranato la quinta e messo il turbo per riuscire, ogni giorno, a portare a termine tutto ciò che in una giornata viene loro richiesto: dalla cura parentale, allo smart working, passando per le lezioni e i compiti dei figli, senza tralasciare i lavori domestici e il marito.

Io, come insegnante statale, mi sento una donna privilegiata in questa situazione: sono a casa coi miei figli, il mio stipendio non è in pericolo, non ho paura della cassa integrazione o addirittura del licenziamento.  Come mamma sono molto stanca: mio marito lavora e io ogni giorno cerco di trovare l’equilibrio tra i miei doveri di insegnante e ciò che vorrei poter dare ai miei alunni. Ovviamente questa è solo la punta dell’iceberg: tre figli, due alla scuola primaria con compiti e video lezioni, il più piccolo di quasi 5 anni, terremoto vivente, che vorrebbe star fuori a giocare tutto il giorno. E le attività domestiche di tutti i giorni: lavare, stirare, cucinare, pulire…

Cosa chiedo oggi per la festa della mamma?

Che venga riconosciuta la nostra stanchezza, il nostro non essere perfette, il perdere pezzi per strada, il nostro sentirsi frustrate perché la casa è in disordine, i bambini sono nervosi, la cena è un piatto pronto e non preparato con grandi sorrisi insieme ai miei figli come nelle pubblicità.

Che venga riconosciuto il diritto a dire basta, ad avere un’ora d’aria senza doverla chiedere, a poter perdere la pazienza all’ennesimo “mammaaaa” urlato mentre sei in bagno da un minuto senza sentirsi una madre isterica e poco gentile nei confronti di tutte quelle donne che vorrebbero un figlio ma non riescono ad averlo.

Che venga riconosciuto il nostro essere persone ogni giorno e non solo quando viene ricordato da una festività.

Ogni sera i miei figli mi chiedono un bacio prima di andare a dormire, anche se durante il giorno ho urlato, ho perso la pazienza, li ho sgridati: ecco, in quel momento ringrazio il Signore per avermi donato tre figli che sanno accettare la loro mamma con tutti i suoi difetti e continuano a volerle bene!

Auguri mamme, per tutti i giorni dell’anno!

2 risposte a “Mamma al tempo del corona virus”

  1. Sabrina Pardini ha detto:

    Penso che chi ha scritto esprima un desiderio più che legittimo: ammettere la fatica e la debolezza umana, al di là degli stereotipi e dei modelli. La risposta non può essere “restate a casa” perché il lavoro non è soltanto una fonte di denaro: il lavoro è dignità, crescita per la famiglia stessa, possibilità di portare la propria ricchezza umana, culturale, professionale fuori dalle mura domestiche. Non dimentichiamoci che dietro le immaginette da santino di madri perfette e perfettamente sacrificate si nascondono donne infelici che rendono tali i loro stessi familiari. La risposta a chi scrive deve essere comprensione e aiuto da parte di chi le sta intorno, non un invito antistorico e ingiusto ad un sacrificio che lei stessa non intende fare (altrimenti si sarebbe già licenziata, non occorrerebbero consigli altrui in proposito).

  2. Francesca Vittoria Vicentini ha detto:

    Lo so che è difficile rinunciare a un lavoro fuori casa, utile ad avere maggiori introiti ma la conseguenza è la realtà,quella qui descritta,Un superlavoro poco riconosciuto.I figli proprio quando sono piccoli hanno esigenza di avere un genitore a tempo pieno,la madre che cucina e educa e ‘più presente,apprezzata di quella che trafelata rincorre impegni sempre in ritardo.Influisce sulla persona del figlio tutto quanto di insegnamento egli riceva da, e In età adulta questo diventa valore ricevuto, resta più la persona mamma nel ricordo del figlio; e quando non l’abbiamo più resta pietra viva nel cuore ldi amore donato.Dico che se Maria ha una corona di stelle, anche certe madri e nonne sono circondate da una loro aureola per tutto quanto hanno saputo essere e vivere in famiglia, Un esempio e una cultura dono di valori che la se questa viene a mancare tutta la società ne è impoverita. Ave a Maria e a tutte le madri di ieri e di oggi cha a Lei hanno guardato.

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